Inutile chiedere di più a regista polacco, adesso, quando la suggestione dei luoghi fa pensare a tutto e a niente, ma sull’essenza della tragedia il maestro ha le idee chiare quando dice che ” per niente la realtà e l’umanità delle origini delle tragedie somigliano ai giorni nostri, alle tragedie della cronaca attuale: a quei tempi anche l’omicidio e la passione erano motivati da sentimenti potenti, fortemente radicati – osserva Zanussi – oggi si uccide per superficialità, e tutto, così appiattito, sembra una fiction. Anche l’amore”.
Lo straniero il viaggio dell’Inda
La presentazione ufficiale ieri a Palazzo Greco. Il sindaco Roberto Visentin, presidente della Fondazione INDA, si è soffermato sulle tragedie e sul tema unico, che in un filo di poesia e di civiltà, lega le tre proposte Medea, Edipo a Colono e Le Supplici (in tournée), appunto lo straniero.
canti e suoni dall’Orestiade il Vasquez riapre con il mito
Lo straniero è il tema che lega le proposte di questo ciclo di rappresentazioni su cui verrà allestito un convegno internazionale previsto per l’8 e il 9 maggio, a cui parteciperanno grecisti, filologi, antropologi, teologi e filosofi, per consentire una lettura a più livelli di un fenomeno carico di suggestioni attuali. “Colgo l’occasione per comunicare il rinnovo de mandato al sovrintendente Fernando Balestra per tutta la durata della mia sindacatura”, così esordisce Visentin prima di illustrare i grandissimi nomi in gioco che vedremo impegnati per l’edizione 2009.
Gli spettacoli classici escono dal teatro greco
Un annuncio ufficiale – riportato dal sindaco e presidente dell’INDA Roberto Visentin – ha preceduto ieri, nella sede Inda di Palazzo Greco, la conferenza di presentazione del programma 2009 della Fondazione: Fernando Balestra rimarrà soprintendente dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico finche durerà il mandato dello stesso Visentin, ossia fino al 2013, quando scadrà la legislatura comunale. (…) Intanto, il primo appuntamento della nuova stagione INDA cadrà, in verità, ancora in questo 2008. La Fondazione proporrà la rappresentazione “Canti e suoni dell’Orestiade” al Teatro Vasquez. La performance nasce da un’idea di Fernando Balestra per la drammaturgia e l’allestimento di Tatiana Alescio.
“A Siracusa sarò un Edipo incazzato”. Parola di Giorgio Albertazzi
Si mormora sempre che il Teatro sia in crisi. Lei come la pensa?
“La crisi è un segno di movimento e di rinnovamento, ma credo che un fantasma s’aggiri in Europa ed è l’antiteatro, qualcosa che va perdendo sempre più i petali del ben confezionato e definito. Vedremo come andrà a finire”. A maggio e giugno prossimi a Siracusa per gli spettacoli dell’INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico) “Elisabetta Pozzi vestirà i panni di Medea di Euripide con la regia di Zanussi e lei sarà protagonista dell’Edipo a Colono di Sofocle. Perché non è stato aggiunto anche l’Edipo re in un unico spettacolo? Per i costi e poi perché l’Edipo a Colono sarà preceduto da un monologo che ricapitolerà l’Edipo re”. Come sarà il suo personaggio?
“Incazzato, astioso, non soltanto perché accecandosi Edipo non vede più niente, ma per la sua vecchiaia che diventa sempre più ingombrante”.
Zanussi le telenovele ci hanno allontanato dalla tragedia greca
Ha un cuore rosso nazionalista foderato d’ironia raffinatissima e apolide. Viene da un paese lontano, Krszystof Zanussi (è nato a Varsavia 69 anni fa) e pure è così vicino all’osservatorio ideale per guardare ad Est e ad Ovest con spirito e lucidità tutt’altro che particolarista. (…) Medea è tragedia che ricorda la categoria del destino e delle situazioni senza via d’uscita, dimensioni che nella società dei consumi facilmente si negano.
Il giovane Daniele Salvo regista di Edipo a colono con Albertazzi
Sarà Daniele Salvo a firmare la regia di «Edipo a Colono» in scena al Teatro Greco per il 45° ciclo di Rappresentazioni classiche della fondazione Inda. Il presidente dell’Istituto nazionale del Dramma antico, Roberto Visentin, ha dunque ufficializzato la seconda regia delle opere in scena per la stagione 2008. Salvo, classe 1970, dirigerà Giorgio Albertazzi, protagonista della tragedia di Sofocle che, insieme a Medea, farà parte del cartellone della stagione Inda 2009.
L’Inda a Malta con le Supplici
Proseguono le trattative per lo spettacolo dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico in trasferta a Malta. In questi giorni si è concluso l’incontro tra l’ambasciatore italiano Paolo Andrea Tribalza, il Presidente della Camera di Commercio a Malta Marcello Cherubini e il Sovrintendente Fernando Balestra, che si è recato a Malta per discutere una futura collaborazione.
Vita, morte, morale: con una favola nera Zanussi diverte tutti.
Il suo film condanna senza appello il capitalismo selvaggio, ma ne esiste uno dal volto umano? «Quello oggi in Polonia è comunque preferibile al vecchio socialismo. Abbiamo migliori strutture sanitarie e un’istruzione più diffusa. Ciò non significa che sia un buon sistema», conclude il regista che nel 2009 allestirà a Siracusa una «Medea» con Elisabetta Pozzi.
Re-Albertazzi testimone della modernit
Così l’irrequieto attore si appresta a “rivivere” la mitica esistenza di Edipo a Colono nel 2009. “II teatro non è tanto la parola della pagina ma il sentimento che la pagina ti ispira. Non devi essere fedele alla pagina: il teatro è stupro, è violenza artistica”.
L’Inda in tournè a Malta accordo quasi raggiunto con la camera di commercio dell’isola dei cavalieri per le Supplici
L’INDA è sempre stata ambasciatrice di cultura e di pace – ha sottolineato il soprintendente Fernando Balestra, soddisfatto del progetto. La cerimonia che sarà ospitata a Malta in occasione della Festa della Repubblica è un altro tassello che si aggiunge a una serie di traguardi importanti. E’ una grande soddisfazione e, al contempo, anche una importante responsabilità. L’Istituto Nazionale del Dramma Antico continua la sua strategia internazionale incentrata, in particolare, sui Paesi del Mediterraneo
L’est dei nuovi ricchi messi alla berlina ricordare srebrenica
Come dice Zanussi, «non è il cuore che cambia le cose ma la paura della morte. Io volevo ridere del nichilismo di oggi, perché mi rifiuto di accettare un mondo in cui l’uomo è solo un prodotto della società o della genetica. E voglio credere anche nei giovani». Qualcuno chiede a Zanussi, che cosa è cambiato nell’ultimo decennio in Polonia? «I cattivi di un tempo sono ormai in pensione, oggi ci sono altri cattivi, cattivissimi. In questo capitalismo selvaggio in cui viviamo oggi in Europa centrale i contrasti e gli eccessi sono forti come nell’America di inizio secolo. Non si possono che rappresentare in modo caricaturale». E domani il futuro di Zanussi potrebbe chiamarsi Medea, «una Medea a Siracusa sarebbe un vero sogno».
Quando la tragedia greca diventa l’architettura dello spirito dell’uomo Massimiliano Fuksas lo scenografo ufficiale dell’Inda
Origini lituane, nome di battesimo vagamente asburgico, accento romano appena appena blasé. Ma in realtà parla tutte le lingue del mondo, quelle che da anni (la classe…che non è acqua, è 1944) lo hanno visto capace di dialogare con tutti gli spazi del globo. Città, metropoli, megalopoli. Pluripremiato, corteggiato dalle accademie, urbanista politically correct, poeta di grattacieli e padiglioni, maison d’arts ed europark.
Il maestro e l’allieva Albertazzi e la Pozzi Mattatori al teatro greco e l’architetto Fuksas firmer le scenografie
«Commuove la scelta di avere quale protagonista il più grande attore vivente ultraottantenne, Giorgio Albertazzi – commenta il sovrintendente dell’Inda, Fernando Balestra – che reciterà nel ruolo del grande re ospite nel borgo natale di Sofocle: Colono, appunto. Albertazzi consegna a Siracusa il suo testamento e lo fa condividendo il palco dell’antico Teatro Greco con la sua allieva prediletta: Elisabetta Pozzi, già splendida interprete di Atena in Eumenidi, nella scorsa stagione al Teatro Greco.
L’Inda presto sbarcherà a Malta proponendo le Supplici l’istituto prosegue la sua strategia internazionale verso i paesi del Mediterraneo
L’Istituto Nazionale del Dramma Antico continua la sua strategia internazionale incentrata, in particolare, sui Paesi del Mediterraneo. L’incontro della settimana scorsa a Malta con il presidente della Camera di commercio, Marcello Cherubini ha un significato importante per una imminente collaborazione.
Il genio di Fuksas per l’Inda sue le scenografie del teatro
L’architetto ha detto “sì”, e lo ha fatto accettando la proposta del sovrintendente dell’Inda Fernando Balestra che con Fuksas aggiunge ancora un prezioso elemento alla rosa dei “famosi”: un team di tutto rispetto con il regista Krzysztof Zanussi per Medea, protagonista Elisabetta Pozzi, e Daniele Salvo alle prese con Edipo a Colono e il suo interprete Giorgio Albertazzi. Tutto lascia pensare ad una edizione innovativa
Gli spettacoli Inda affascinano Tuscolo
Nell’antico e suggestivo teatro alle porte di Roma messi in scena con successo i «Canti e suoni dall’Orestiade». Tra il pubblico, che ha applaudito, ammirato, la messinscena dell’Inda, nella piccola cavea, anche la nipote di Pier Paolo Pasolini, Graziella Chiarcossi e lo scrittore Vincenzo Cerami.
In trasferta la Siracusa classica fondazione Inda la forza del coro in uno spettacolo di suggestioni davanti al tempio di Poseidone
Uno spettacolo di grande rilievo – commenta il sovrintendente Fernando Balestra – che per la prima volta esalta la specificità siracusana della messinscena tragica costituita dal punto di vista emozionale e drammaturgico, sulla forza espressiva del Coro, portatore di musiche, parole e gesti.
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Solo 500 i posti a sedere, una straordinaria scenografia che si inserisce sull’erba per dare spazio alle 48 spettacolari colonne del tempio di Poseidone. Torna in scena la grande tragedia classica tra le rovine maestose del tempio di Paestum. (..)Viaggio tremendo e bellissimo che a distanza di 2500 anni ancora turba le coscienze degli spettatori portandoli in un universo crudele e meraviglioso.
La trilogia di Eschilo per difendere la legalità
L’arcaica vendetta e il più elevato concetto di Giustizia rivivono a Siracusa tre capolavori della tragedia. Tornano a rivestirsi di folla, soprattutto di una folla di giovani studenti, gli alti e immensi spalti del Teatro Greco di Siracusa per gli spettacoli classici dell’INDA, l’Istituto Nazionale del Dramma Antico. E rivive quest’anno nella sua interezza l’Orestea di Eschilo
Diritto e legge: le ragioni d’oggi nel mito
Carriglio ha ben saputo tracciare quel ponte che unisce classico a contemporaneo dandogli con decisione i tratti della conquista del Diritto. (…) in uno spettacolo che ha saputo cercare nel paesaggio codificato dal mito quei segni che permettono di trovare le ragioni dell’ oggi.
Orestiade (Agamennone, Coefore, Eumenidi)
Un triangolo rettangolo, guarnito da quattro piani di finestroni che degradano ad arco simili a quelli d’un Colosseo piatto, ha il cateto alto 15 metri lambito da un enorme disco dorato, la base misura una quarantina di metri e l’ipotenusa seghettata da almeno settanta scalini va a scemare lì accanto ad un’alta cilindrica torre biancastra, come le pietre della cavea del teatro, accessibile attraverso una scala a chiocciola che giunge sino in cima come una spirale del DNA. La scena in perfetto bilanciamento prospettico si completa con un’ampia e bianca agorà che si dispiega all’inizio con varie file di scaloni, per chiudere infine la skené dalle fogge rotondeggianti accanto ad una fossa di sabbia raffigurante la tomba di Agamennone.
Se la mafia ha paura del teatro
Per non lasciare il principio legalitario nella sfera delle astrazioni, anzi per renderlo visibile agli occhi della comunità, l’istituto siracusano ha fornito produzioni di antiche statue di gesso a tutti i commercianti che hanno dichiarato di non pagare il pizzo. Queste statue, in effetti, hanno ornato il percorso verso il parco archeologico e verso il Teatro greco. Un bel segnale. Oltretutto, si univa alla lettura della frase con cui, al termine delle Eumenidi, un personaggio pubblico ribadiva la nuova alleanza tra comunità e legalità. Il primo lettore, il più autorevole e implicato, è stato il procuratore antimafia Pietro Grasso.
Omaggio della fondazione a Pasolini
Immagini inedite e documentari. Testimonianze e letture drammatiche per una giornata dedicata a “Pier Paolo Pasolini, poeta civile”. Con un convegno iniziatosi nella mattinata di ieri, la Fondazione Banco di Sicilia e la Fondazione INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico), hanno voluto celebrare l’autore della versione dell’Orestiade che dal 22 maggio è in scena al teatro greco.
Pasolini canzoni di vita
Attorno all’ Orestiade in scena al Teatro Greco di Siracusa fino al 22 giugno, evento ambientato e diretto da Pietro Carriglio per l’Istituto Nazionale del Dramma Antico, Pier Paolo Pasolini (è sua la traduzione della trilogia di Eschilo usata per lo spettacolo) si è scelto un buon posto nella cavea di pietra. Guarda. E riparla di sé. Si è espresso, al convegno internazionale a lui dedicato dalla città siciliana (Pier Paolo Pasolini poeta civile), nei molti modi che gli conosciamo: poeta, traduttore, regista, scrittore, saggista, polemista. Ma attraverso un contributo speciale della Siae, che il presidente dell’ente, Giorgio Assumma, ha portato a Siracusa, ci racconta tutto anche di un mondo a latere , noto solo agli amici e agli esegeti: quello di autore di testi per canzoni. Lui, usando il termine corrente, direbbe forse “paroliere”
Carriglio inventa una magica Orestea
Così Pietro Carriglio dà vita a Siracusa all’Orestea più ricca di magiche sollecitazioni che sia mai stata vista tra le rovine del Teatro Greco Il suo è un allestimento che, dalla compenetrazione di musica parlata e parola cantata, muta l’idea di fondare una scena riformatrice di questi nostri anni sospesi tra l’ansia del rinnovamento e la salvezza del nostro patrimonio storico.
L’Orestea tra Pasolini e i mali di Gomorra
Ebbene, al termine di «Eumenidi», la tragedia conclusiva della trilogia, uno spettatore (non a caso ha cominciato il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso) legge dalle gradinate un passo dello storico e grecista George Thomson sull’affermarsi della legalità. E questo attiene alla concezione del teatro come assemblea civile, cara a Carriglio a partire dalla sua messinscena di «Assassinio nella cattedrale» di Eliot.
Com’è eclettico l’Eschilo stile EUR
Carriglio dirige un sontuoso allestimento nella pregevole ancorché alleggerita traduzione di Pasolini e in due serate, con gran colpo d’occhio della sua scenografia tra Piacentini e De Chirico. (…) Clitennestra è macellata in scena, come in un dramma elisabettiano. Luca Lazzareschi, tutto in nero come Amleto, altro vindice di padre assassinato, sfoggia una concentrazione ammirevole. Successo.
Più idee che eroi nell’Eschilo di Carriglio
Carriglio trasforma il coro in popolo e, partendo da una convenzionalità di cori cantati – le belle musiche sono di Matteo D’Amico -, esalta la centralità del popolo stanco di guerra che chiede di poter far sentire la sua voce mentre il potere chiuso nel suo formalismo diventa bolso e infiacchito, come il re Agamennone vecchio eroe non eroe ben interpretato da Giulio Brogi, o vanesio, come l’Egisto di Luciano Roman. Clitennestra, l’intensa Galatea Ranzi, è un’anima persa, un essere che ha segnato il suo tempo di vendetta che tramonterà, nella seconda parte dell’Orestiade, con la nascita di una società che delega al diritto il compito di risolvere i conflitti.
Orestea Eschilo fa giustizia
Immaginate per l’opera tripartita con cui Eschilo vinse gli agoni tragici di Atene nel 458 a.C. (l’unica giunta fino a noi in forma completa), il palazzo della Civiltà e del Lavoro, nel cuore dell’Eur romano. Immaginate ancora che una saetta separi un largo brandello, in forma di triangolo rettangolo, dal resto dell’edificio. La base maggiore poggiata al suolo; fino al sole, una scalinata immane, candidissima. A fianco, un’alta torre cilindrica (citazione del Piacentini della Stazione Termini) si lascia percorrere da una scala in ampie spire, anch’essa bianca. 28.04.2008, Il Messaggero, articolo di Rita Sala
