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ACCREDITI STAMPA
La Fondazione Inda concede gli accrediti stampa solo ed esclusivamente per le prime degli spettacoli, secondo quanto previsto dal regolamento di biglietteria. Per la Stagione 2026 sarà rilasciato un solo accredito, non sono previsti acccrediti per gli accompagnatori.
La domanda di accredito deve essere inoltrata via e-mail, all’indirizzo [email protected], compilando l’apposito modulo di richiesta corredato dagli allegati. Il modulo può essere scaricato qui.
L’ufficio stampa provvederà a informare i giornalisti circa l’esito della richiesta e le modalità di ritiro dell’accredito. L’accredito potrà essere ritirato solo mostrando il tesserino di iscrizione all’Ordine dei giornalisti.

MODULO ACCREDITO STAMPA PER GLI SPETTACOLI – ANNO 2026
FOTO E VIDEO
La Fondazione Inda informa che non saranno rilasciati accrediti fotografici.
Le fotografie degli spettacoli saranno inviate la sera delle prime dei tre spettacoli con il comunicato stampa. Il giorno immediatamente successivo al debutto, le foto degli spettacoli saranno disponibili nell’area riservata alla stampa, sul sito della Fondazione (www.indafondazione.org), alla quale i giornalisti potranno accedere con le credenziali d’accesso fornite dall’ufficio stampa.
Eventuali registrazioni audio-video devono essere concordate esclusivamente con l’ufficio stampa con un anticipo di almeno 24 ore. Tutte le testate che vorranno effettuare riprese video durante gli spettacoli classici al Teatro Greco di Siracusa dovranno obbligatoriamente firmare la liberatoria scaricabile qui

LIBERATORIA REGISTRAZIONE AUDIO E VIDEO – ANNO 2026
richiesta accredito stampa
Rassegna stampa
Pasolini canzoni di vita
Attorno all’ Orestiade in scena al Teatro Greco di Siracusa fino al 22 giugno, evento ambientato e diretto da Pietro Carriglio per l’Istituto Nazionale del Dramma Antico, Pier Paolo Pasolini (è sua la traduzione della trilogia di Eschilo usata per lo spettacolo) si è scelto un buon posto nella cavea di pietra. Guarda. E riparla di sé. Si è espresso, al convegno internazionale a lui dedicato dalla città siciliana (Pier Paolo Pasolini poeta civile), nei molti modi che gli conosciamo: poeta, traduttore, regista, scrittore, saggista, polemista. Ma attraverso un contributo speciale della Siae, che il presidente dell’ente, Giorgio Assumma, ha portato a Siracusa, ci racconta tutto anche di un mondo a latere , noto solo agli amici e agli esegeti: quello di autore di testi per canzoni. Lui, usando il termine corrente, direbbe forse “paroliere”
Carriglio inventa una magica Orestea
Così Pietro Carriglio dà vita a Siracusa all’Orestea più ricca di magiche sollecitazioni che sia mai stata vista tra le rovine del Teatro Greco Il suo è un allestimento che, dalla compenetrazione di musica parlata e parola cantata, muta l’idea di fondare una scena riformatrice di questi nostri anni sospesi tra l’ansia del rinnovamento e la salvezza del nostro patrimonio storico.
L’Orestea tra Pasolini e i mali di Gomorra
Ebbene, al termine di «Eumenidi», la tragedia conclusiva della trilogia, uno spettatore (non a caso ha cominciato il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso) legge dalle gradinate un passo dello storico e grecista George Thomson sull’affermarsi della legalità. E questo attiene alla concezione del teatro come assemblea civile, cara a Carriglio a partire dalla sua messinscena di «Assassinio nella cattedrale» di Eliot.
Com’è eclettico l’Eschilo stile EUR
Carriglio dirige un sontuoso allestimento nella pregevole ancorché alleggerita traduzione di Pasolini e in due serate, con gran colpo d’occhio della sua scenografia tra Piacentini e De Chirico. (…) Clitennestra è macellata in scena, come in un dramma elisabettiano. Luca Lazzareschi, tutto in nero come Amleto, altro vindice di padre assassinato, sfoggia una concentrazione ammirevole. Successo.
Più idee che eroi nell’Eschilo di Carriglio
Carriglio trasforma il coro in popolo e, partendo da una convenzionalità di cori cantati – le belle musiche sono di Matteo D’Amico -, esalta la centralità del popolo stanco di guerra che chiede di poter far sentire la sua voce mentre il potere chiuso nel suo formalismo diventa bolso e infiacchito, come il re Agamennone vecchio eroe non eroe ben interpretato da Giulio Brogi, o vanesio, come l’Egisto di Luciano Roman. Clitennestra, l’intensa Galatea Ranzi, è un’anima persa, un essere che ha segnato il suo tempo di vendetta che tramonterà, nella seconda parte dell’Orestiade, con la nascita di una società che delega al diritto il compito di risolvere i conflitti.
Orestea Eschilo fa giustizia
Immaginate per l’opera tripartita con cui Eschilo vinse gli agoni tragici di Atene nel 458 a.C. (l’unica giunta fino a noi in forma completa), il palazzo della Civiltà e del Lavoro, nel cuore dell’Eur romano. Immaginate ancora che una saetta separi un largo brandello, in forma di triangolo rettangolo, dal resto dell’edificio. La base maggiore poggiata al suolo; fino al sole, una scalinata immane, candidissima. A fianco, un’alta torre cilindrica (citazione del Piacentini della Stazione Termini) si lascia percorrere da una scala in ampie spire, anch’essa bianca. 28.04.2008, Il Messaggero, articolo di Rita Sala
Eschilo ci guarda
Eschilo ci guarda Clitennestra, cui preme invece il compimento della vendetta sul figlio matricida, esalta le puzzolenti creature della Notte. Che, coreografate da Leda Lojodice, sono le vere primattrici della terza parte siracusana, anche quando, sull’Acropoli dove Oreste chiede protezione ad Atena, si “normalizzano”, convinte dalla dea (strepitosamente contemporanea e sganciata dal resto, la figlia di Zeus, garante di futuro, è Elisabetta Pozzi).
Intervista a Ferdinando Scianna
«Ignazio era corpo, trasmetteva grande energia Ce n’è voluta perché la morte lo facesse fuori».
Orestiade quel discorso sulla legalit
Fernando Balestra, sovrintendente dell’Istituto nazionale del dramma antico, anticipa particolari sull’allestimento della trilogia eschilea diretto da Pietro Carriglio e rilancia il ruolo della Fondazione.
Reparto tecnico tutto siracusano. Centanni, Carriglio e Balestra
Abbiamo inteso assegnare all’ultima stagione del mandato – ha detto Bufardeci – un grande compito per chiudere in bellezza, portando in scena la tragedia per eccellenza di Eschilo.
Eschilo secondo Pasolini
Il passaggio dalla vendetta alla giustizia. Dal buio alla luce della legge civile. Questa la chiave di lettura della trilogia di Eschilo che andrà in scena dall’8 maggio al 22 giugno al Teatro greco.
L’Inda emigra con Trachinie a Paestum dopo 70 anni
Dal Teatro greco aretuseo ai templi pestani, il mito di Trachinie riecheggerà in un altro luogo d’arte. Dopo quasi 70 anni la fondazione Inda torna in uno dei siti archeologici più suggestivi della Magna Grecia, per riproporre integralmente – ed è la prima volta – la tragedia che è stata protagonista della stagione 2007 delle Rappresentazioni classiche.
DICONO DI NOI
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Emma Dante, Kokkos e Solari a SiracusaCorriere della Sera, 2 Ottobre 2017
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Livermore: La mia Elena inventa per sopravvivereIl Messaggero, 16 Aprile 2019
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Antonio Calbi lascia il Teatro di Roma e va all’IndaLa Repubblica, 3 Settembre 2018
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Calbi nuovo Sovrintendente Fondazione IndaAnsa, 3 Settembre 2018
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