stagione 2026
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Sconfinamenti
L’idea dei precisi confini dell’esistenza e della necessità di vivere entro quei confini, oltre i quali si pagano prezzi drammatici, innerva il teatro greco antico a partire dal primo testo a noi rimasto, primo di tutto il teatro occidentale, “ I Persiani “ di Eschilo ( 472 a. Ch ). Nella scena centrale, Dario chiarisce ai cortigiani e alla regina Atossa il perché della sorprendente sconfitta di Salamina. Suo figlio Serse aveva dimostrato hybris, vale a dire arroganza mista a superbia, valicando i limiti imposti dalla natura a ogni uomo, creando terra dove c’era il mare e viceversa.
Tale tracotante sfida aveva causato una sconfitta clamorosa e la fine dell’impero di Persia. La tragedia, inoltre, manda in scena il primo vistoso conflitto tra Occidente ( i Greci) e Oriente ( i Persiani), delineando confini che ancor oggi pare impossibile sanare, pacificare, acquetare. Un confine netto è anche quello imposto ai Tebani dal re Creonte attraverso il bando emanato in “Antigone” di Sofocle ( 442 a. ch ?) contro chiunque tenti di seppellire i nemici della patria. Il primo di quei nemici, Polinice, per la giovinetta Antigone è suo fratello. Quindi la figlia di Edipo trasgredisce quel divieto ‘gridato’ con un bando pubblico e imposto da un provvisorio potere politico, opponendo la forza della propria coscienza e della legge non scritta degli dei, che le impone di onorare il fratello e valicare quella barriera, a prezzo della propria morte.
Pochi anni dopo va in scena la prima tragedia a noi rimasta di Euripide, “ Alcesti” ( 438 a. Ch ) ove il prologo è già una lotta tra il dio Apollo e la Morte, che fissa paletti che non si possono oltrepassare. Alcesti però “ è viva e morta pare”, unico personaggio della tragedia greca che agisce “in limine mortis”, ed esce di scena, in un ambiguo finale, nella stessa condizione. I confini tra il vivere reale e quello prospettato nell’aldilà sono labili in questa tragedia, la più imprendibile, forse, di tutto il V secolo a. Ch. È possibile tracciare, ed esistono davvero, linee di demarcazione non valicabili?Elettra è posseduta da un abisso di dolore sopportato grazie ad un’unica, violentissima passione, quella della vendetta. Finge, odia, prova tenerezza per le finte ceneri del fratello. Ma vive solo per quella vendetta, in una tensione continua e furente che non si placa neppur dopo la prima pugnalata inferta da Oreste a Clitemestra. “Colpisci due volte” urla al fratello, siglando la propria natura non trattabile, assoluta e senza requie neppure dopo aver ottenuto quanto voleva. Ideali appassionati e assolutezza nel perseguirli stanno anche nella protagonista comica più celebre di tutti i tempi, l’ateniese Lisistrata. Una sola passione, quella contro la guerra : qualsiasi strumento, per vincere. Il contorno è divertente, crea il riso, sfiora il farsesco. Ma sono gli altri personaggi ad alludere, creare battute, scoppiettare tra parole e gesti osceni. Lisistrata sola, corazzata in un eroismo comico che non per questo è meno assoluto, è seria nel dire e nell’agire, cercando ostinatamente, insistentemente, ad ogni costo, la pace.
ANTIGONE
Sofocle
Regia di Robert Carsen
Traduzione di Francesco Morosi
ALCESTI
Euripide
Regia di Filippo Dini
Traduzione di Elena Fabbro
I PERSIANI
Eschilo
Regia di Àlex Ollè
Traduzione di Walter Lapini
ILIADE
Omero
Regia di Giuliano Peparini
Musiche di Beppe Vessicchio
altri eventi
EVENTO SPECIALI PER GLI STUDENTI – ILIADE
Omero
Regia di Giuliano Peparini
mostra
ORESTEA ATTO SECONDO
Mostra interattiva in realtà aumentata e virtuale
Siracusa Palazzo Greco

