Prometeo rivista online

Avendo partecipato, in qualità di assistente volontario, ad alcune fasi della post-produzione di Edipo re, ricordo l’insistenza con la quale Pasolini, parlando con i tecnici addetti al missaggio, esigeva che alcuni momenti del film fossero assolutamente silenziosi, privi cioè di musica e di rumori, oltre che di parole. «Come nel cinema muto», ripeteva.

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Eschilo è forse il più moderno dei Tragici greci in quanto le grandi tematiche affrontate offrono risposte illuminanti ai quesiti che le nostre società del terzo millennio si pongono…

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Perché nelle Supplici di Eschilo, le Danaidi rifiutano il matrimonio coi loro cugini, i figli di Egitto? Rifiutano il matrimonio in generale? O rifiutano il matrimonio coi consanguinei? E quali sono le ragioni per il rifiuto?

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Se Sofocle vide questi parallelismi, non solo la profonda pietà religiosa di Edipo ma anche la sua collera e la sua protesta di innocenza morale suggeriscono come lui stesso possa essersi sentito alla fine della sua vita, quando l’aristocrazia era corrotta, la democrazia mal funzionante e la vita politica costruita sulle menzogne e sugli interessi personali. Soprattutto, nell’ Edipo a Colono, il vecchio Edipo rivendica continuamente la sua innocenza. Non aveva intenzione di fare ciò che il destino lo aveva obbligato a sopportare, ma era devoto agli dei e ad Atene, la grande città a cui adesso dedicava il suo destino.

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Edipo e Medea sono colti entrambi sul punto di un passaggio capitale, mentre stanno distaccandosi dalle loro storie scabrose costellate di crimini assoluti, inconsapevoli e non voluti da uno, lucidamente premeditati dall’altra. Sono entrambi personaggi scomodi, incutono paura e possono suscitare ripugnanza, ma in prossimità di Atene e dell’ospitalità che vi trovano prendono un’altra dimensione.

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L’Edipo a Colono non è affatto una storia di redenzione come potremmo concepirla noi nello stile dostoevskiano di Delitto e castigo, che presuppone una nozione ormai cristiana di colpa e perdono. È la storia di una partita, che Edipo vuole giocare fino in fondo per risolvere il rebus della sua storia, o meglio per esprimerlo compiutamente, perché di soluzioni vere e proprie, vale a dire realizzate ed agite a livello dei “fatti” (pragmata), non se ne danno nell’opera.

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