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La scena europea tra Otto e Novecento

Loredana Faraci

“Qui trovate spettatori preparati e devoti, la commozione di uomini che si trovano all’apice della loro felicità (…); qui trovate la più devota abnegazione degli artisti e, spettacolo degli spettacoli, il vittorioso creatore di un’opera che è essa stessa il compendio di una quantità di vittoriose imprese artistiche”: Friedrich Nietzsche dedica queste parole al “vittorioso” Richard Wagner e al suo magnifico sogno divenuto realtà a Bayreuth


Ettore Romagnoli uomo di teatro

Laura Piazza

La convinzione del valore didattico, per lo studio della letteratura greca e latina, della ‘parola pronunciata’, unico elemento in grado di metterci in contatto con il ‘suono fondamentale’, che «ricomponga in sintesi, e rievochi le successioni di immagini o di concetti nella integrità medesima ond’esse si librarono all’animo dello scrittore», lo conduce naturalmente al teatro come traduttore, direttore artistico, musicista, autore e non in ultimo acuto recensore.


La traduzione di Fedra. Nota di Fernando Balestra

La versione definitiva mi fu consegnata all’inizio del dicembre scorso in triplice copia dall’originale dattiloscritto) da Sanguineti nella sua casa stipata di libri, in un quartiere arrampicato sui costoni di Genova verso l’aeroporto, appena quaranta giorni dopo l’impegno assunto a seguito delle indimenticabili conversazioni in cucina su Brecht, Pavese, il Berliner Ensemble, Walter Benjamin, l’Orlando Furioso, il Genio di Ronconi e di Besson, la Lezione di Marx, la Fedra di Seneca, i recenti successi dell’INDA, l’Enciclopedismo di Paduano, l’altro traduttore del XLVI Ciclo.


Un’idea di cultura classica: l’ellenismo artistico

Giuseppina Norcia

Una riflessione illuminante, che svela la vera premessa delle rappresentazioni siracusane e il progetto, anche pedagogico, ad esse sotteso, è contenuta in un testo intitolato “La diffusione della cultura classica”, letto da Romagnoli su invito della Società Atene e Roma per il convegno fiorentino tenutosi nel 1911, appena tre anni prima della messinscena di Agamennone.


Processo a Ulisse: eroe o criminale di guerra?

Vincenzo Militello

Si può processare un “eroe”? Tale è Ulisse dalle origini della cultura occidentale, ed ancora oggi rimane tale più di altre simili figure di primi eroi: nella situazione spirituale contemporanea le doti intellettive di Ulisse risaltano ed attraggono più della forza guerriera di Achille o dell’altruismo di Enea. Nella modernità, sostengono alcuni, l’ideale eroico, in quanto privato del fascino e della stessa funzione che lo hanno a lungo caratterizzato nella storia occidentale, è stato «decostruito». Ma è davvero così?


Aiace. L’io come assoluto

Guido Paduano

Lo scopo implicito di Aiace è quello di garantirsi la morte indisturbata e solitaria che Sofocle gli concede a prezzo di un ardito, benché non privo di paralleli, espediente drammaturgico: l’uscita del coro, con successiva reduplicazione delle strutture incipitarie della tragedia, per cui l’ultima rhesis di Aiace, ai vv. 815-865, assume il ruolo di secondo prologo.


Tradurre il teatro Antico

Edoardo Sanguineti

Ho continuato a tradurre e “travestire” cercando di pormi ogni volta un problema nuovo. I confini della sperimentazione si allargavano perché ogni volta mi ponevo un problema specifico. (..) La compatibilità, in contesti diversi di vocaboli diversi, implica una speculazione semantica e comporta l’idea che tradurre significa importare nella propria lingua una lingua straniera, e non adattare alla nostra lingua il greco.
Bisogna grecizzare l’italiano, non italianizzare il greco.


Aiace, la volpe, il leone

Luciano Canfora

Odisseo è l’archetipo di questa lunghissima linea realistica del pensiero greco, ed appare in tale luce anche nella tragedia sofoclea intitolata Aiace, dove svolge un ruolo decisivo al principio e alla fine del dramma. Si potrebbe anzi dire che è lui il personaggio positivo di quella tragedia. Vedremo meglio perché.


Appunti sulla follia nei tragici greci

Umberto Albini

Nella tragedia greca gli eroi sono di solito personaggi che in una serie di prove si confrontano con la sventura e con il dolore e conservano la loro grandezza anche quando vengono drammaticamente sconfitti: il loro animo conosce l’esaltazione e la sofferenza più lancinante. Ma c’è un avversario irriducibile che altera impietosamente i tratti di un individuo o lo distrugge: è la follia, strumento di punizione divina.


Ippolito martire e Fedra boccacciana

Ferruccio Bertini

Vorrei citare il caso dell’Elegia di Madonna Fiammetta del Boccaccio, che, accanto a parafrasi fedeli di brani corrispondenti, contiene moltissime riprese letterali di versi senecani… parecchie sono attinte dai vv. 129-274, cioè dal dialogo tra Phaedra e la nutrix, nel quale l’eroina confida alla nutrice la folle passione che la divora e la nutrice tenta invano di dissuaderla.