GUERRA ESILIO UTOPIA
La 62. Stagione delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco – INDA 2027
temi
Il quadro storico e concettuale
Tra il 415 e il 409 a.C. – in un brevissimo arco di anni – Atene viene travolta da sommovimenti profondi che scardineranno la sua egemonia politica e il suo primato sulle altre città greche: la disastrosa spedizione in Sicilia con la sconfitta a Siracusa (415 a.C.), il massacro degli abitanti dell’isola di Melo (415 a.C.), il colpo di stato oligarchico dei Quattrocento (411 a.C.), la successiva restaurazione democratica e i provvedimenti di esilio e di privazione dei diritti politici dei personaggi coinvolti nel golpe.
Tre drammi cronologicamente vicini – Troiane di Euripide; Uccelli di Aristofane; Filottete di Sofocle – portano sulla scena del teatro di Dioniso in Atene i nomi e le storie del mito per scarnificare e rappresentare il presente lacerante della Guerra del Peloponneso. Attraverso la tragedia e la commedia, il teatro di Atene si fa specchio di una crisi profonda, tracciando le coordinate di una triade che parla al nostro tempo: Guerra Esilio Utopia.
GUERRA | Troiane di Euripide (415 a.C.)
Il giorno dopo la caduta di Troia, la tragedia porta in scena il volto più crudo e spietato del pathos dei vinti e dei vincitori. Ecuba, Andromaca e le altre troiane – fino a ieri signore della città più potente del mondo, oggi ridotte a una massa di schiave – incarnano la violenza del massacro e della spartizione dei corpi. Dalla follia della danza nuziale e mortale di Cassandra alla spietata esecuzione del piccolo Astianatte, nel teatro di Atene si alza il grido più netto contro le atrocità di ogni guerra: «Achei, che avete più forza che cervello: di cosa avevate paura in un bambino? È una vergogna per tutta la Grecia!»
UTOPIA | Uccelli di Aristofane (414 a.C.)
La risposta visionaria di Aristofane agli orrori della guerra e alla corruzione della polis è l’utopia di una rifondazione radicale. Sospesa tra cielo e terra, Nubicuculìa – la nuova città fondata dagli uccelli – nasce dal desiderio di sottrarsi alle storture della democrazia ateniese. È il trionfo dell’affabulazione fantastica, ma anche la manifestazione della dimensione fragile, precariamente consolatoria e tutt’altro che pacificata, dell’Utopia: persino nel rifugio ideale rifluiscono, inevitabili, le rivalità, le ambizioni e le meschinità dell’umano.
ESILIO | Filottete di Sofocle (409 a.C.)
Sull’isola deserta di Lemno, l’eroe Filottete vive da dieci anni un esilio forzato, inselvatichito dal dolore e dal tradimento dei suoi compagni. Ulisse, cinico calcolatore politico, deve riportarlo a Troia con l’inganno perché l’oracolo ha decretato che la città cadrà solo grazie al suo arco, dono di Eracle. Utilizzando come esca il giovane Neottolemo, figlio di Achille, Ulisse porta in scena lo scontro frontale tra i valori arcaici dell’onore, dell’amicizia e della lealtà e la retorica manipolatoria del potere, capace di corrompere anche l’animo degli eroi.
ULISSE: L’ULTIMA ODISSEA (Riscrittura da Omero)
A chiudere il ciclo della 62. stagione è la riscrittura del poema fondativo della civiltà occidentale. Nel profilo di Ulisse convergono le tre figure del mito: il guerriero, l’esule, il viaggiatore nelle terre di Utopia
La guerra: A Troia, Ulisse è l’ingegnere della vittoria, il promotore della strategia che mette fine al conflitto ma distrugge irreparabilmente un mondo.
L’esilio: Nei lunghi anni del suo vagare, Ulisse sperimenta su di sé il dolore sordo del nostos – la privazione della patria, la solitudine dell’esule e l’ossessione del ritorno.
L’utopia: Lungo il suo viaggio approda a mondi altri – l’isola incantata di Calipso che gli promette l’immortalità; la terra ideale dei Feaci – nei quali un’altra vita sarebbe stata possibile. Eppure Ulisse, ostinatamente umano, rifiuta ogni illusione e sceglie di ripartire, puntando verso la sua imperfetta, rocciosa e scabra, Itaca.
GLI UCCELLI
Aristofane
Regia di Davide Livermore
TROIANE
Euripide
Regia di Theodoros Terzopoulos
FILOTTETE
Sofocle
Regia di Luca Micheletti
ULISSE, L’ULTIMA ODISSEA
Omero
Regia di Giuliano Peparini
