logo stagione

No alla guerra dall’Accademia d’Arte del Dramma Antico

da | Mar 4, 2022

Allievi e docenti dell’ Accademia d’Arte del Dramma Antico leggono un passaggio della lettera del regista russo Lev Dodin a Vladimir Putin.
“Il ventunesimo secolo si è rivelato più orribile del ventesimo. Cosa ci resta da fare? Pregare? Pentirsi? Sperare, supplicare, esigere, protestare, avere fede? Probabilmente tutto quello che non abbiamo fatto finora: amare l’altro, perdonarlo come perdoniamo noi stessi, non credere al male e non confondere il male con il bene”.
Il testo integrale della lettera di Lev Dodin:

Dire “sono arrabbiato” è come non dire nulla. Come figlio della Grande Guerra Patriottica, non posso, nemmeno in un incubo, immaginare che i missili russi vengano sparati su città e villaggi ucraini, spingendo gli abitanti di Kiev nei rifugi antiaerei o costringendoli a fuggire dal loro paese. Nella mia infanzia, abbiamo giocato a difendere Mosca, Stalingrado, Leningrado, Kiev. Non posso nemmeno immaginare che oggi Kiev si difenda o si arrenda ai soldati o agli ufficiali russi. Il mio cervello si attacca al cranio e si rifiuta di vedere, di sentire, di immaginare tali immagini.
Gli ultimi due anni del flagello della pandemia universale avrebbero dovuto ricordare a tutti noi che viviamo da tutte le parti di ogni possibile confine quanto sia fragile e vulnerabile la vita umana, che in un solo minuto il mondo va in pezzi quando perdiamo le persone che amiamo. Non ci hanno ricordato questo. In questi giorni in cui viviamo, il mondo di coloro i cui cari muoiono sta cadendo a pezzi. Il mondo di coloro che uccidono i loro cari sta cadendo a pezzi. 
La misericordia, la compassione e l’empatia non sono soggette alla volontà degli stati e dei politici. È impossibile dettare alla gente quando e per chi deve avere paura, quando e per chi deve avere pietà. Attualmente, nessuno Stato ha imparato a comandare i sentimenti degli uomini. La missione dell’arte e della cultura è sempre stata ed è ancora, soprattutto dopo tutti gli orrori del XX secolo, quella di insegnare agli uomini a prendere le disgrazie degli altri come proprie, a capire che non c’è una sola idea, anche la più grande e la più bella, che valga una vita umana. Possiamo già dire oggi: ancora una volta, la cultura e l’arte hanno fallito la loro missione.
Ho 77 anni, non mi è difficile immaginare cosa accadrà più tardi ovunque: la divisione in giusti e ingiusti, la ricerca di nemici interni, la ricerca di nemici esterni, i tentativi di modellare il passato, di accomodare il presente, di riscrivere il futuro. Tutto questo ha già avuto luogo nel XX secolo.
In questi giorni siamo arrivati nel futuro. In questi giorni è iniziato il XXI secolo. Tutti insieme abbiamo permesso che questo secolo arrivasse, ed è arrivato come è arrivato. Il ventunesimo secolo si è rivelato più orribile del ventesimo. Cosa ci resta da fare? Pregare? Pentirsi? Sperare, supplicare, esigere, protestare, avere fede? Probabilmente tutto quello che non abbiamo fatto finora: amare l’altro, perdonarlo come perdoniamo noi stessi, non credere al male e non confondere il male con il bene.
Ho 77 anni, ho perso molte persone che ho amato nella mia vita. Oggi, quando invece delle colombe della pace, volano sulle nostre teste i missili dell’odio e della morte, posso solo dire: “Basta!” L’organismo dell’umanità non può essere curato con la chirurgia. Qualsiasi operazione di ingerenza attira il sangue di colui che viene operato e infetta l’operatore con un’infezione incurabile. Fermare questa interferenza chirurgica, mettere lacci emostatici sulle ferite. Facciamo l’impossibile: facciamo il ventunesimo secolo che avremmo potuto sognare e non quello che stiamo facendo ora. Sto facendo l’unica cosa che posso: ti prego, fermati! Per favore, smettila”.
VI PREGO.

Tender Napalm di Philip Ridley per la regia di Simona De Sarno sarà in scena dal 27 al 30 ottobre al Catania Off Fringe Festival. Lo spettacolo, patrocinato dalla Fondazione INDA e dall’Accademia d’Arte del Dramma Antico ha debuttato all’Ortyx Drama Festival, a...

“Teatro antico e storia”: il 21 e 22 ottobre convegno internazionale di studi, a Siracusa studiosi da tutto il mondo

“Teatro antico e storia” è il tema del convegno internazionale di studi curato dalla rivista Dioniso e dalla Fondazione INDA. Venerdì 21 e sabato 22 ottobre, a Palazzo Greco, a Siracusa, il professor Guido Paduano, responsabile della rivista di studi sul teatro...

Ifigenia in Tauride al Teatro Romano di Verona, incontro all’Università di Verona con Jacopo Gassmann

"Ifigenia in Tauride a Verona" è titolo dell'incontro in programma mercoledì 14 settembre, nei locali dell'Università di Verona. L'appuntamento è organizzato dal Cetro di Ricerca Skenè - Studi Interdisciplinari sul Teatro in occasione della messa in scena...

BACK TO COLONO. Fuggo, cerco e riparto! Saggio di fine Campus delle Arti 2022

14 luglio alle ore 19,00 ex Convento S. Francesco

Aiace di Sofocle, il 25, 27 e 28 giugno il saggio degli allievi del primo anno dell’Accademia d’arte del dramma antico

Aiace di Sofocle è il saggio degli allievi del primo anno dell'Accademia d'arte del dramma antico. Il lavoro, diretto da Massimo Di Michele, sarà presentato sabato 25, lunedì 27 e martedì 28, alle 21, nel cortile dell'ex convento di San Francesco, nel centro storico...

BACK TO COLONO. Fuggo, cerco e riparto! Saggio di fine Campus delle Arti 2022

14 luglio alle ore 19,00 ex Convento S. Francesco

Agòn, il 24 giugno al Teatro Greco di Siracusa “Processo ad Edipo: da eroe a imputato”

Per il Siracusa International Institute neanche Edipo, giovane re di Tebe, protagonista di una delle tragedie più belle di Sofocle, potrà sottrarsi alla consueta e seguitissima simulazione processuale, Agòn, al Teatro Greco di Siracusa. A giudicarlo, la sera del 24...