ALCESTI

ALCESTI

ALCESTI

Opera di | Euripide
Traduzione | Maria Pia Pattoni
Regia | Cesare Lievi
Scena e costumi | Luigi Perego
Musiche | Marcello Panni
Direzione coro e strumenti musicali | Salvatore Sampieri
Direttore di scena | Enzo Campailla

TRAMA

Zeus ha condannato Apollo a vivere come schiavo nella casa di Admetore di Fere in Tessaglia, per espiare la colpa di aver ucciso i Ciclopi .Grazie alla sua benevola accoglienza, Apollo nutre per Admeto un grande rispetto, tanto da ottenere dalle Moire che l’amico possa sfuggire alla morte, a condizione che qualcuno si sacrifichi per lui. Nessuno, tuttavia, è disposto a farlo, né gli amici, né gli anziani genitori: solo l’amata sposa Alcesti si dichiara pronta. Quando sulla scena arriva Thanatos, la Morte, Apollo tenta inutilmente di evitare la fine della donna e si allontana, lasciando la casa immersa in un silenzio angoscioso. Con l’ingresso del coro dei cittadini di Fere si apre la tragedia vera e propria, una serva esce dal palazzo e annuncia che Alcesti è ormai pronta a morire. Grazie all’aiuto di Admeto e dei figli, appare Alcesti per pronunciare le sue ultime parole: saluta la luce del sole, compiange se stessa, accusa i suoceri, che egoisticamente non hanno voluto sacrificarsi, e consola il marito.

Nel frattempo giunge a palazzo Eracle, intento in una delle dodici fatiche, per chiedere ospitalità. Admeto lo accoglie con generosità, pur non nascondendogli la propria afflizione, tanto da essere costretto a spiegargliene il motivo. Racconta all’eroe che è morta una donna che viveva nella casa, ma non era consanguinea, così da non metterlo a disagio, pur nascondendo in qualche modo la verità dei fatti. Sarà l’intervento di un servo a rivelare ad Eracle la vera identità della la donna “non consanguinea” morta. L’eroe, fortemente pentito, decide così di andare all’Ade per riportarla in vita. Eracle ritorna da Admeto con una donna velata, fingendo di averla “vinta” ai giochi pubblici, per mettere alla prova la sua fedeltà. Admeto, inizialmente, ha quasi orrore a toccarla, convinto che sia un’altra, e acconsente a guardarla solo per compiacere il suo ospite. Tolto il velo, si scopre che la donna è Alcesti, ora restituita all’affetto dei suoi cari. Eracle spiega ad Admeto, che  alla donna non è consentito parlare per tre giorni, il tempo necessario per essere “sconsacrata” agli inferi.

CAST

Apollo | Massimo Nicolini
Tanàto | Pietro Montandon
Servo | Sergio Mancinelli
Ancella | Ludovica Modugno
Alcesti | Galatea Ranzi
Eracle | Stefano Santospago
Feréte | Paolo Graziosi
Admeto | Danilo Nigrelli
Corifei | Mauro Marino, Sergio Basile
Eumelo | Tancredi Di Marco
Figlia di Alcesti | Mirea Bramante

LOCANDINA

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la locandina 2016