rassegna stampa

Corriere della Sera

Elisabetta Pozzi e Albertazzi, i lottatori

articolo di Claudia Provvedini

L’intensità dei protagonisti trascina ogni sera ino a 6 mila spettatori, avvolti dalla scena di Fuksas: un catino-specchio che taglia in verticale il palco del mitico teatro e riflette come segni magici i movimenti degli attori e dell’assemblea…


Albertazzi: la morte? Io me la mangio

articolo di Claudia Provvedini

«Io la pagina me la mangio. Come la morte: io me la mangio», dice subito Giorgio Albertazzi che sarà Edipo a Colono alle Rappresentazioni classiche dell’ Inda a Siracusa, dal 10 maggio. «La pagina deve bruciare ogni volta. Da quella di Sofocle si sprigiona la leggerezza degli dèi che giocano con gli uomini, con la [...]


Vita, morte, morale: con una favola nera Zanussi diverte tutti.

articolo di Giuseppina Manin

Il suo film condanna senza appello il capitalismo selvaggio, ma ne esiste uno dal volto umano? «Quello oggi in Polonia è comunque preferibile al vecchio socialismo. Abbiamo migliori strutture sanitarie e un’istruzione più diffusa. Ciò non significa che sia un buon sistema», conclude il regista che nel 2009 allestirà a Siracusa una «Medea» con Elisabetta Pozzi.


Diritto e legge: le ragioni d’oggi nel mito

articolo di Magda Poli

Carriglio ha ben saputo tracciare quel ponte che unisce classico a contemporaneo dandogli con decisione i tratti della conquista del Diritto. (…) in uno spettacolo che ha saputo cercare nel paesaggio codificato dal mito quei segni che permettono di trovare le ragioni dell’ oggi.


Più idee che eroi nell’Eschilo di Carriglio

articolo di Magda Poli

Carriglio trasforma il coro in popolo e, partendo da una convenzionalità di cori cantati – le belle musiche sono di Matteo D’Amico -, esalta la centralità del popolo stanco di guerra che chiede di poter far sentire la sua voce mentre il potere chiuso nel suo formalismo diventa bolso e infiacchito, come il re Agamennone vecchio eroe non eroe ben interpretato da Giulio Brogi, o vanesio, come l’Egisto di Luciano Roman. Clitennestra, l’intensa Galatea Ranzi, è un’anima persa, un essere che ha segnato il suo tempo di vendetta che tramonterà, nella seconda parte dell’Orestiade, con la nascita di una società che delega al diritto il compito di risolvere i conflitti.


ELZEVIRO Le Troiane di Siracusa. Il Dopoguerra di Euripide

abstract dall'articolo di Eva Cantarella

Quasi duemilacinquecento anni sono passati, l’emozione è la stessa. Mai, come oggi, le due tragedie sono state così attuali. Poco importa che i personaggi siano mitici, che le storie siano collocate in un mondo lontano: così voleva la regola della “distanza tragica”.