ORESTEA
ATTO
SECONDO

La ripresa delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa dopo la Grande Guerra e l’epidemia di Spagnola

Siracusa
Palazzo Greco
dal 1 luglio 2021
al 30 settembre 2022

Orari: dal giovedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 21. (Gli altri giorni la mostra è visitabile su prenotazione)

Mostra multimediale della Fondazione Istituto Nazionale del dramma anti-co, a cura di Marina Valensise e con la supervisione di Davide Livermore

Riesumate dal silenzio degli archivi, una serie di fotografie d’epoca del siracusano Angelo Maltese (1896-1978), riproducono lo spettacolo delle Coefore di Eschilo, messo in scena nel 1921 per la ripresa delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa, avvenuta dopo un’interruzione di sette anni dalla prima stagione del 1914, a causa della Grande Guerra e dell’epidemia di febbre Spagnola.

Sono foto in bianco e nero che riproducono uno spettacolo storico attraverso gli attori della compagnia VariniBertiMasi, le pose delle Coefore, coi lori cori affidati alle fanciulle siracusane, le immagini delle scenografie e dei costumi di Duilio Cambellotti. Testimoniano di un’impresa straordinaria nata dall’energia e dalla lungimiranza di un gruppo di mecenati siracusani riuniti intorno ai fratelli Filippo e Mario Tommaso Gargallo di Castel Lentini, che contribuirono personalmente alla rinascita del Teatro Greco e alla produzione di spettacoli en plein air fra le rovine del celebre monumento del VII secolo avanti Cristo, scolpito nella roccia calcarea del Colle Temenite.

MOSTRA
inda
2021

A partire da questa raccolta di fotografie, la Fondazione Istituto Nazionale del Dramma Antico ha allestito una mostra multimediale, per ricordare la nascita di un’istituzione ormai ultracentenaria e gli ottimati che la resero possibile.

Una prima sezione è dedicata ai protagonisti dell’impresa: il conte Mario Tommaso Gargallo di Castel Lentini; l’archeologo Paolo Orsi; il grecista Ettore Romagnoli, fino al 1928 direttore artistico delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco; il compositore Giuseppe Mulè, autore delle musiche e dei cori delle Coefore ispirati ai nòmoi greci che erano sopravvissuti secondo Alberto Favara nei canti popolari siciliani; l’artista Duilio Cambellotti, autore delle scenografie e dei costumi. Particolare attenzione è dedicata alla produzione dello spettacolo di cent’anni fa che vide coinvolti i docenti e gli allievi della locale Scuola d’Arte applicata all’Industria per l’esecuzione dei bozzetti di Cambellotti, i sarti e i costumisti come Manrico Bonetti di Padova, e gli attori della Compagnia Varini-Berti-Masi.

MANIFESTO

 

Segue in una seconda sezione l’esposizione su tre pannelli della sessantina di fotografie in bianco e nero, che riproducono le scene e i momenti salienti dell’atto secondo dell’Orestea, corredate ciascuna dalla traduzione dei versi di Eschilo ai quali esse si riferiscono, nella versione in endecasillabi di Ettore Romagnoli approntata per l’allestimento del 1921.

Il percorso della mostra si conclude con “Spazio del Tempo”, nell’allestimento ideato e realizzato da Carmelo Iocolano, entrando nel quale il visitatore potrà immergersi nell’atmosfera del Teatro Greco di cent’anni fa. Su uno schermo a 180 gradi vedrà proiettato un video realizzato da Alain Parroni, che grazie alla realtà aumentata mette in movimento le immagini di Angelo Maltese, restituisce il colore alle scene e ai costumi di Duilio Cambellotti, dà voce agli interpreti con la registrazione dei versi di Eschilo tradotti da Romagnoli, e delle musiche e dei cori di Giuseppe Mulè, interpretati dagli allievi e dai docenti dell’Accademia d’arte del dramma antico, sotto la direzione del maestro Marco Podda.

L’allestimento della mostra ha ottenuto la supervisione di Davide Livermore.

La mostra verrà inaugurata il 1 luglio 2021 e resterà aperta al pubblico fino al 30 settembre 2022, prima di iniziare il suo circuito nazionale e internazionale. Il catalogo della mostra è pubblicato da Electa.

DATE

DAL 1 LUGLIO 2021
AL 30 SETTEMBRE 2022

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