La Festa della gioventù classica

La copertina delle "tragedine", edizione 2011

XLVII Ciclo di Rappresentazioni Classiche
“Filottete di Sofocle e Andromaca di Euripide raccontate ai ragazzi”

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Il 19 maggio la Fondazione Inda e il Comune di Siracusa hanno celebrato la giornata della gioventù classica. Oltre tremila alunni delle scuole elementari e medie hanno affollato la cavea del Teatro Greco di Siracusa per assistere alla rappresentazione di “Filottete di Sofocle e Andromaca di Euripide raccontate ai ragazzi”, testo della scrittrice Annamaria Piccione,  illustrato dal giornalista Francesco Nania.

Si tratta della quinta edizione delle “tragedine” raccontate ai ragazzi, “tornate” al Teatro Greco di Siracusa dopo la parentesi del 2010 a Noto. Un progetto voluto dalla Fondazione Inda e dall’assessorato alle Politiche Scolastiche ed Educative che hanno  realizzato il libretto in cui le tragedie sono esposte in forma di racconto con un linguaggio adatto ai ragazzi. La pubblicazione è stata  donata a tutti gli alunni delle quarte e quinte elementari e della prima media.

“Ringrazio il Soprintendente Fernando Balestra per la possibilità che da agli alunni siracusani di assistere ad uno spettacolo culturalmente elevato, seppur tradotto in forma leggera dalla brava Annamaria Piccione – dichiara Enzo Vinciullo, assessore alle Politiche Scolastiche – ma il mio grazie va anche alla signora Mastelloni, della Soprintendenza ai Beni Culturali, per l’utilizzo dello spazio e al corpo docente che con grande responsabilità, ha accompagnato i bimbi al Teatro Greco. Si tratta di una iniziativa che testimonia quanto sia importante la collaborazione tra le istituzioni pubbliche e culturali”.

Protagonisti di “Filottete di Sofocle e Andromaca di Euripide raccontate ai ragazzi” Antonio Zanoletti, attore in scena al Teatro Greco, e gli allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico, sezione  Scuola di Teatro “Giusto Monaco”: Alessandro Aiello, Andrea Spatola, Giuseppe Orto, Luca Di Manno, Davide Geluardi, Francesco Scaringi, Sebastiano Fazzina, Massimo Tuccitto, Giulia Zuppardo, Giulia Diomede, Elisa Golino, Valentina Territo, Laura Piazza, Alice Bronzi, Lisa Lo Presti, Francesca Catania, Lucia Blanco e Valentina Rubino, tutti in scena nei cori delle tragedie in cartellone al XLVII Ciclo di Rappresentazioni Classiche insieme a Riccardo Felici, Emilio Zanetti, Giuseppe Russo e Pablo Gaston Franchini, anch’essi impegnati nelle “tragedine”.

Intanto, sempre il 19 maggio, nelle sale del palazzo comunale di Palazzolo Acreide, il sindaco, Carlo Scibetta e l’assessore alla pubblica istruzione e alle politiche giovanili, Alessandra Ferla, hanno ricevuto tre importanti esponenti della cultura francese, accompagnati dal Sovrintendente dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico, Fernando Balestra: il fondatore e Presidente della Scuola Internazionale di Teatro Aidas di Parigi, Carlo Boso, l’Assessore alla cultura del comune di Montreuil, Emmanuel Cuffini e il Direttore del dipartimento cultura dell’Université d’Angers, Jean Pilotau.

Tema dell’incontro lo sviluppo futuro di nuovi progetti che vedano sempre di più i giovani protagonisti del teatro classico in Europa.  I tre ospiti francesi e Maurizio Donadoni (l’interprete dell’Aiace dello scorso ciclo) hanno assistito  allo spettacolo  al Teatro Greco di Siracusa.

Online gli approfondimenti

Le tragedie raccontate ai bambini,  di Annamaria Piccione

L’attualità pedagogica delle tragedie, di Annamaria Piccione

Teatro, maestro di vita. Conversazione con Carlo Boso, a cura di Giuseppina Norcia

Illustrazione di Francesco Nania per Filottete

“Filottete di Sofocle e Andromaca di Euripide raccontate ai ragazzi”

Estratti dal testo di Annamaria Piccione

Da Filottete

(…) Neottolemo stava per rispondere, quando un fruscio lo distrasse. Quindi il sussurro divenne un rantolo, poi un ululato lieve, come di qualcuno che stava soffrendo una pena atroce.

Infine un uomo vestito di stracci apparve da una roccia. Un lampo balenò sul volto stanco quando si accorse di loro.

– Chi siete, stranieri? – si avvicinò trascinando il piede gonfio. – Siete greci, vero? Non abbiate paura di me, sono solo un infelice senza amici. (…)

(…) Ulisse se ne andò sdegnato e Neottolemo chiamò Filottete a gran voce. Il poveretto uscì fuori dalla grotta con la faccia stanca.

– Cos’era quel baccano? Che volete ancora da me? Non mi avete torturato abbastanza con i vostri complotti?

– Non vengo come nemico – rispose Neottolemo conciliante. – Ma per chiederti di nuovo di venire con me a Troia.

– Ti ho detto che non se ne parla! – lo guardò storto l’altro.

– Come vuoi – sospirò il giovane. – Ma io ti rendo le armi. Non le voglio in questo modo. Non sono un vigliacco! (…)

Illustrazione di Francesco Nania per Filottete

(…) Filottete si girò a guardare l’isola di Lemno un’ultima volta.

– Addio, terra che mi desti riparo. Me ne vado proprio quando la speranza mi aveva abbandonato. Che gli dei mi proteggano dall’alto.

Poi guardò fisso davanti a sé, verso il mare che gli stava di fronte.

Era pronto a conquistare Troia.

***

Da Andromaca

Il primo mattino annunciava una giornata di sole sui tetti della città di Ftia. Un timido raggio illuminò la porta del palazzo di Neottolemo, poco distante dal tempio di Teti, che si apriva lentamente.

A passi felpati uscì fuori una donna dall’aria atterrita. Era ancora giovane, ma sul bel viso si scorgevano tracce di tanti, troppi, dolori.

Era Andromaca, un tempo sposa del principe troiano Ettore e madre di Astianatte. Ora schiava di Neottolemo, sua preda di guerra. (…)

(…)Andromaca si volse a guardare la statua di Teti chiedendo aiuto.

– La dea non ti proteggerà – sogghignò Ermione. – Suo figlio Achille è morto nella tua terra, te lo sei dimenticato? Lei ti odia.

Andromaca rispose guardandola negli occhi.

– È stata Elena, tua madre, a ucciderlo. Non io.

– Stai zitta! – sbottò la giovane isterica. – Ed esci fuori di lì. Subito!

– Tu non ci sei tutta di cervello. Scordatelo – ribatté l’altra.

– E io ti brucerò viva lì dentro – minacciò Ermione.

– E Teti te la farà pagare! – la sfidò Andromaca. (…)

Illustrazione di Francesco Nania per Andromaca

(…)– Non sai mai cosa aspettarti quando ci sono di mezzo gli dei – sospirò una donna mentre il corteo funebre si incamminava.

– Quando sembra che non ci sia più nulla da fare, loro cercano una strada per l’impossibile – approvò un’altra.

Fu una terza donna a concludere, quasi sussurrando.

– E anche questa volta l’hanno trovata!