RIVISTA DIONISO

nuova serie – ISSN 1824-0240

PRESENTAZIONE

di Guido Paduano,
direttore di Dioniso,
rivista della Fondazione Inda

Dal 2011 la prestigiosa rivista ha rinnovato il proprio assetto sotto la direzione di Guido Paduano.
Nel 2014 è uscito il III numero della nuova serie.

Dall’editoriale del numero 1 nuova serie del direttore Guido Paduano
“Ciò di cui ci occupiamo, il teatro antico, è prima di tutto un ossimoro. Non si dà infatti teatro che non sia presente e vivente nell’esperienza delle rappresentazioni, grazie allo statuto peculiare dell’unica forma d’arte che comporta la compresenza spazio-temporale di produzione e fruizione. La sua struttura fondante, il tempo drammatico, viene a coincidere insieme col tempo biotico degli attori e con quello degli spettatori, la cui identificazione emotiva risulta quantitavamente e qualitativamente potenziata rispetto a qualunque altro veicolo estetico. Chi studia il teatro dovrebbe sempre ricordare – soprattutto dovremmo ricordarlo noi filologi classici che per le nostre consuetudini culturali siamo sempre tentati di limitarci al fenomeno linguistico-letterario – la sua natura di ircocervo, sintesi di un fattore preesistente e stabile nel tempo (il copione) e di un fattore variabile, la messinscena, dove con la creatività originaria dell’autore del copione si incontra volta a volta, in diverse situazioni storiche, quella altrettanta marcata dei registi (sovraordinata, ma non esclusiva di quella di attori, scenografi ecc.). Mentre non trovo inadeguato il termine copione anche per i testi venerandi della nostra cultura, per Antigone o per Amleto, tengo però a rimarcare che dalla mutua imprescindibilità dei due fattori non discende che per la fruizione del teatro sia necessario recarsi fisicamente a teatro. Discende piuttosto che la lettura corretta di un copione è quella che ne assume le parole nella prospettiva specifica ed esclusiva di una messinscena virtuale, di un teatro della mente qual è quello che Aristotele (spesso e a torto accusato di testocentrismo) attribuisce come obbligatorio al poeta in Poetica 1455 a 21-28: Bisogna comporre le trame e fornirle di dizione tenendole il più possibile davanti agli occhi. In questo modo, vedendo con la massima chiarezza come se ci si trovasse in mezzo alle azioni medesime si può trovare ciò che è conveniente e sfuggiranno meno le contraddizioni. Prova di questo è l’accusa mossa a Carcino. Anfiarao tornava dal tempio, cosa che a non vederlo sfuggiva, ma sulla scena non ebbe successo perché ciò infastidì gli spettatori. Occorre solo aggiungere, come peculiarità del teatro antico, che in esso manca quel canale sussidiario alla transizione fra copione e messinscena che prende il nome di didascalia, e nei teatri successivi assume grande importanza, non fosse altro che nell’essere eluso o trasgredito. La collocazione scenografica, la gestualità, i messaggi iconici e prossemici vengono tutti riassorbiti nella parola recitata (o anche cantata). In linea generale la transizione suddetta non può essere codificata, giacché proprio in essa si esercita la creatività del regista; è però a mio parere importante stabilire che il suo ambito non è infinito ma al contrario delimitato da due principi, uno dei quali rappresenta l’applicazione specifica dell’altro. Il principio generale è che il rapporto fra due qualunque realtà si dà solo a patto che entrambe abbiano in esso una presenza efficace (altrimenti l’una sarebbe utilizzata come mero pretesto dell’altra, e sarebbe ad libitum sostituibile); il principio specifico ha come punto di partenza il fatto che anche nella sua autonomia la messinscena non cessa di essere in qualche modo una interpretazione del testo. Ma l’ermeneutica è una scienza a patto che i suoi dati siano falsificabili, che cioè si possano concepire interpretazioni impossibili o sbagliate (e dunque anche regie impossibili e sbagliate […]. Il giudizio nei confronti del protagonista di una tragedia è forse il dato testuale che più esige rispetto, se si pensa che esso funge da asse regolativo del conflitto che sta al centro della vicenda drammatica e la definisce”.

COMITATO
SCIENTIFICO

Direttore | Guido Paduano
Comitato | Remo Bodei, Massimo Cacciari, Bruno Cagli, Luciano Canfora, Giovanni Cerri, Maria Grazia Ciani, Giulio Ferroni, Erika Fischer- Lichte, Hellmut Flashar, Helene Foley, Nadia Fusini, Delia Gambelli, Mario Martone, Marianne McDonald, Carles Miralles, Bernd Seiden- sticker, Richard Tarrant, Alfonso Traina, Giuseppe Voza

REDAZIONE

Direttore | Guido Paduano
Comitato Redazione | Anna Beltrametti, Elena Fabbro, Massimo Fusillo, Alessandro Grilli, Serena Mirto, Maria Pia Pattoni, Alessandra Pedersoli, Gianna Petrone, Stefania Rimini, Elena Rossi, Margherita Rubino
Segreteria | Pinalba Di Pietro, Elena Servito
Resp. dell’editing | Silvia Galasso
Progetto grafico | Fabio Impera

STORIA
DELLA
RIVISTA

Quaderni di Dioniso 1

ORESTEA TRA ESCHILO E PASOLINI
Atti dei Convegni
Vendetta e Giustizia nell’Orestea, Siracusa, 6 – 7 maggio 2008
P.P.Pasolini, poeta civile, Siracusa, 26 maggio 2008
a cura di Gianfranco Nuzzo
con la collaborazione di Fernando Balestra e Giuseppina Norcia
Sommario
Gianfranco Nuzzo
Premessa
Robert Wallace
“One Vote only”: the Areopagos’ Verdict in Aeschylus’ Eumenides
Carles Miralles
Ifigenia e Cassandra
Oliver Taplin
“The House itself,if it got a Voice….”
Massimo Fusillo
L’Orestea secondo Pasolini: l’utopia di una sintesi
Anna Banfi
Orestea, da Eschilo a Pasolini: la parola alla polis
Margherita Rubino
Orestea, allestimenti e nuove questioni
Anna Beltrametti
‘La storia incomincia là dove finisce”. Fascinazione per l’antico e impegno nel presente
Giuseppe Fornari
“Niente è più possibile, ormai”. Sostituzione e oggetto del desiderio nella Medea di Pasolini
Fernando Balestra
L’albero delle parole
Virgilio Fantuzzi
Sincerità e umanità di Pasolini
Giuseppina Norcia
Un percorso attraverso le immagini

Quaderni di Dioniso 3

“MUSICISTA POETA DANZATORE E VISIONARIO”
FORMA E FUNZIONE DEL CORO NEGLI SPETTACOLI CLASSICI
AL TEATRO GRECO DI SIRACUSA (1914-1948)
Giulia Bordignon
Introduzione
1914-1921: “NASCITA DELLA TRAGEDIA” A SIRACUSA
Agamennone 1914
Coefore 1921
1922-1921: IL CORO “VELARIO SONORO” E “FREGIO ELLENICO”
Edipo re e Baccanti 1922
Sette a Tebe e Antigone 1924
Medea 1927
1930 -1939 “REALIZZARE UN PIU’ PRECISO FANTASMA DEL SOGNO ANTICO”
Agamennone e Ifigenia in Aulide 1930
Trachinie e Ifigenia in Tauride 1933
Edipo a Colono e Ippolito 1936
Aiace e Ecuba 1939
1948: “IL TRIONFO DEL LOGOS”
Orestea 1948
Schede degli spettacoli INDA 1914-1948
Bibliografia

“Dioniso” è la rivista di studi sul teatro antico dell’Inda, fondata nel 1931, che si è avvalsa nel tempo della collaborazione di illustri studiosi della drammaturgia greca e latina. L’attività teatrale ed editoriale dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico precede tuttavia la nascita della prestigiosa rivista e coincide con le prime Rappresentazioni Classiche, nel 1914, in occasione delle quali fu pubblicato un bollettino intitolato ”Pubblicazione del Comitato per le rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa”. Lo scoppio della prima guerra mondiale svuota la scena del Teatro greco e interrompe la pubblicazione del bollettino: l’attività editoriale ha una ripresa dopo sette anni, in occasione del II Ciclo di Spettacoli (Coefore di Eschilo), con la pubblicazione di un bollettino periodico dal titolo ”Rappresentazioni classiche al teatro greco di Siracusa”. Le pubblicazioni sono curate dal “Comitato per le Rappresentazioni classiche” fino al bollettino dell’aprile-maggio 1924; solo più tardi vi appare invece la dicitura Istituto Nazionale del Dramma Antico, successivamente alla trasformazione del Comitato promotore ad ente nazionale, nel 1925. La scelta editoriale che segna queste prime pubblicazioni dell’Istituto esprime l’esigenza di coniugare l’approfondimento filologico alla divulgazione, creando così una rivista densa di contenuti ma anche di facile lettura, in perfetta aderenza alla linea adottata nella messinscena degli spettacoli al Teatro greco di Siracusa. Il sommario spazia dunque da approfondimenti sui drammaturghi dell’antichità e sulle opere in cartellone a contributi relativi al rapporto tra dramma antico e arti figurative, sino a includere testi sulle riscritture del mito e del teatro antico nelle letterature europee. Ma non solo. I bollettini esprimono un forte legame con la stagione teatrale in corso e pubblicano interessanti contributi sui suoi protagonisti – attori, scenografi, traduttori, musicisti e coreografi – e sulle esperienze di messinscena nei teatri all’aperto in Italia e in Europa. Uno spazio è inoltre riservato agli eventi, con la stesura di un vero e proprio notiziario culturale, e alle recensioni. La ricerca dell’interazione e della “trasparenza” del comitato direttivo, si traduce non solo su riflessioni e note riguardanti le scelte culturali dell’istituto, ma anche nella pubblicazione del rendiconto economico delle attività.
Nel 1929 la pubblicazione comincia ad assumere la forma di una rivista con una periodicità di sei fascicoli bimestrali; nel 1931 nasce la rivista “Dioniso” con la dicitura “Dioniso. Bollettino dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico”. La redazione è composta dall’archeologo Biagio Pace (presidente dell’Istituto), e da studiosi di chiara fama quali Ettore Bignone, G. Alfredo Cesareo, Nicola Festa. Rispetto alla pubblicazione precedente, “Dioniso” si configura da subito come rivista specializzata – sostanzialmente svincolata, dal punto di vista tematico, dalla stagione teatrale in corso – e ospita contributi di filologia classica e critica letteraria, studi di archeologia, recensioni, saggi su temi di tradizione classica. La rivista mantiene la stessa linea anche negli anni ’50-’60 con la direzione ventennale di Raffaele Cantarella.
Nel 1960, da “Bollettino dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico” la rivista “Dioniso” diventa “Trimestrale di studi sul dramma antico” sebbene la trimestralità venga rispettata nella numerazione più che nelle uscite. Sotto la dicitura di “Comitato direttivo” (e, successivamente, Comitato di redazione) vi figurano Paolo Enrico Arias, Raffaele Cantarella, Giacopo Caputo, Quintino Cataudella, Francesco Della Corte, Vittorio De Falco, Eugenio Della Valle, Santo Mazzarino, Ettore Paratore, Nino Sammartano (commissario dell’Istituto), Manara Valgimigli. Questa edizione ripristina un rapporto importante con la stagione teatrale, riservando uno spazio cospicuo ad Eschilo proprio nell’anno della messinscena dell’intera Orestiade , cui è peraltro dedicato un convegno di cui vengono pubblicati gli atti. Questo numero di “Dioniso” ospita inoltre foto di scena dello spettacolo diretto dal duo Gassmann-Lucignani, con una scelta editoriale che ricorda le prime pubblicazioni del Comitato. Si danno inoltre alle stampe gli Atti dei Congressi Internazionali di Studi sul Dramma Antico pubblicati nei volumi del 1965, 1967, 1969.
A seguito di un periodo di crisi istituzionale dell’INDA, la pubblicazione successiva riprenderà nel 1975 con il volume XLV, 1971-74, comprendente gli atti del IV Congresso Internazionale di Studi sul Dramma Antico. Nel 1976 la rivista rinuncia alla direzione trimestrale, e viene nominata “Rivista di studi sul teatro antico”; prosegue inoltre la pubblicazione degli Atti dei Congressi Internazionali. Nel 1989 vengono introdotte modifiche sostanziali nella rivista, diretta – già dalla fine degli anni ’70 – da Giusto Monaco e Dario Del Corno. Si decide infatti di conferirle nuovo assetto, ripartendo il volume in due fascicoli annuali con cadenza periodica semestrale; la prima parte di ciascun fascicolo contiene contributi di natura filologica e teatrologica, la seconda recensioni ed esperienze riferite al teatro in atto, con l’intenzione di informare il lettore su spettacoli e rivisitazioni di testi del repertorio antico greco e latino attraverso recensioni o resoconti di collaboratori ed esperti di teatro. La nota programmatica introduttiva al I volume di questa serie esprime chiaramente la ricerca di una “posizione di militanza teatrale”, che consenta di “accostarsi al settore teatrale antico nel duplice versante di parola da interpretare nella sua dimensione teatrale e filologica, e di parola intesa come “pre-testo”, e dunque destinata a fare i conti con una scena, uno spazio, una esecuzione”. Nello stesso anno sono pubblicati gli atti del XII Congresso Internazionale del Dramma Antico. La pubblicazione prosegue così fino al 1994 e, dopo una interruzione di sei anni, riprende nel 2002, in una forma rinnovata, come rivista annuale della Fondazione INDA. In questa nuova versione, tra il 2002 e 2008, vengono pubblicati sei volumi, editi dalla casa editrice Palumbo, con la direzione di Giusto Picone. Il comitato di redazione è composto da Angela Andrisano, Caterina Barone, Oscar Belvedere, Gianni Guastella, Olimpia Imperio, Giuseppina Sartorio Pisani, Nicola Savarese, Maria Clara Ruggieri Tricoli. La rivista comprende inizialmente tre sezioni tematiche (“Testi”, “Scena”, “Monumenti”) rispettivamente dedicate a temi relativi alla drammaturgia greco-latina, interventi sulle problematiche teoriche della messa in scena di testi antichi, questioni prettamente archeologiche e museografiche. Nel 2006 si sceglie di aggiungere uno spazio specifico dedicato allo studio della tradizione classica, la sezione “Dopo l’antichità” che ospita sia contributi dedicati ai temi tradizionali della “fortuna dell’antico”, sia riflessioni più ampie sui filtri culturali attraverso cui il teatro antico è stato letto e reinterpretato nella cultura moderna e contemporanea. Il sesto volume della nuova serie di Dioniso, pubblicato nel 2008, contiene inoltre gli atti del convegno INDA “Pianto e riso nel teatro greco e latino” (25-28 settembre 2003).
Dopo un’interruzione di qualche anno, inizia una nuova serie con il numero del 2011. La rivista è diretta da Guido Paduano, ha un Comitato scientifico composto da Remo Bodei, Massimo Cacciari, Bruno Cagli, Luciano Canfora, Giovanni Cerri, Maria Grazia Ciani, Giulio Ferroni, Erika Fischer- Lichte, Hellmut Flashar, Helene Foley, Nadia Fusini, Delia Gambelli, Mario Martone, Marianne McDonald, Carles Miralles, Bernd Seidensticker, Richard Tarrant, Alfonso Traina, Giuseppe Voza. I membri del Comitato di redazione sono Anna Beltrametti, Elena Fabbro, Massimo Fusillo, Alessandro Grilli, Serena Mirto, Maria Pia Pattoni, Alessandra Pedersoli, Gianna Petrone, Stefania Rimini, Elena Rossi, Margherita Rubino.
La rivista ha cadenza annuale, e pubblica contributi (sottoposti a peer review) sul teatro antico, sulla sua fortuna in età moderna e su problemi legati alla messa in scena.

elenco
dei volumi
e dei
fascicoli

La prima pubblicazione, sotto forma di un bollettino, risale agli inaugurali spettacoli siracusani del 1914 realizzati grazie alla volontà di un Comitato di cittadini guidato dal conte Mario Tommaso Gargallo. Si è trattato di un numero unico pubblicato dallo stesso Comitato e intitolato ”Pubblicazione del Comitato per le rappresentazioni classiche al teatro greco di Siracusa sotto la direzione del dott. Enrico Mauceri”.
Dopo questa pubblicazione segue un periodo di pausa dovuto allo scoppio della prima guerra mondiale, pausa che è durata fino al 1921, anno in cui si riprende la pubblicazione di un bollettino periodico dal titolo ”Rappresentazioni classiche al teatro greco di Siracusa” . Le pubblicazioni vengono curate dal Comitato fino al bollettino dell’aprile-maggio 1924, e dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico a partire dalla ripresa della pubblicazione del nuovo numero datato giugno 1928.
Nel 1928 vengono pubblicati quattro fascicoli. Nel 1929 la pubblicazione comincia ad assumere la forma di una rivista con una periodicità di sei fascicoli bimestrali e infine dal 1931 assume il nome ‘Dioniso’. Sempre nel 1929 l ‘INDA, di seguito a un accordo con la Società Swets e Zeitlinger N. V. di Amsterdam di ristampare e ripubblicare i fascicoli di Dioniso raccolti in volumi, decide di iniziare nuovamente la numerazione con il volume n.1. Essendo ogni volume comprensivo di sei fascicoli dal 1929 al 1942, a seguito della pausa bellica che durerà dal 1943 al ’46, vengono pubblicati 9 volumi invece che 14 e l’ultimo del 1942 comprende solo 3 fascicoli. Nel 1947 le pubblicazioni riprendono con il vol. X ‘nuova serie’ con la volontà di far coincidere annata a volume. I fascicoli vengono ridotti a quattro per annata anche se il ritmo previsto spesso non è rispettato e accade che un solo fascicolo valga per due numeri. Ad ogni modo la pubblicazione prosegue fino al 1959 con il vol. XXII. Dal 1960 la rivista da ‘Bollettino dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico’ diventa ‘Trimestrale di studi sul dramma antico’, e secondo una numerazione per anno, questo volume, come volume unico, cioè non suddiviso in fascicoli, è contrassegnato come anno XXXIV; così fino al 1970 come volume anno XLIV di nuovo suddiviso in 4 fascicoli. La trimestralità viene rispettata solo nella numerazione, i volumi del 1965, 1967, 1969 sono dedicati alla pubblicazione degli Atti dei Congressi Internazionali di Studi sul Dramma Antico. A seguito di un periodo di crisi istituzionale dell’INDA, la pubblicazione successiva riprenderà nel 1975 con il volume XLV, 1971-74, numerato quindi come volume e non come anno, comprendente gli atti del IV Congresso Internazionale di Studi sul Dramma Antico; i volumi successivi XLVI-L torneranno invece a corrispondere ciascuno ad un anno. Le difficoltà insorte tra gli anni ’60-’70 vengono appianate con la decisione di chiamare volumi 33-44 quelli numerati secondo gli anni, con l’inconveniente però di un vuoto nella collezione che risulta così composta:

Voll. 1-9 dal 1929 al 1942
Voll. 10-22 nuova serie dal 1947 al 1959
Voll. 34-50 dal 1960 al 1979.

Nel 1976 la rivista rinuncia alla periodicità trimestrale, e assume il sottotitolo ‘Rivista di studi sul teatro antico’; i voll. 46, 48, 50, 52, 54, 55, 57 pubblicano gli Atti dei Congressi Internazionali di Studi sul Dramma Antico. Nel 1989, si decide di ripartire il volume in due fascicoli annuali con cadenza periodica semestrale. Il volume LIX del 1989 contiene anche gli atti del XII Congresso Internazionale del Dramma Antico. La pubblicazione prosegue così fino al 1994, e dopo una interruzione di sei anni riprende nel 2002 con la pubblicazione dei congressi tenuti nel 1995 e 1997 e anche, in una forma rinnovata, come rivista annuale della Fondazione INDA di cui, tra il 2002 e 2008 vengono pubblicati sei volumi. La nuova serie è inaugurata nel 2011 sotto la direzione di Guido Paduano.