rassegna stampa

Avvenire

A Siracusa il riscatto dei vinti

Domenico Rigotti

Suscitano sempre grande emozione le parole dei classici (…). L’interpretazione di Sebastiano Lo Monaco è molto generosa. (..) Laura Marinoni esalta il pathos della protagonista, che dà vita ad una Andromaca dolente ma sopratutto fiera.


A Siracusa modernità di Sofocle e Euripide

Domenico Rigotti

Bellezza del luogo e fascino della poesia. Tornano ad affollarsi gli spalti del Teatro Greco di Siracusa. La regia di Daniele Salvo opera in pieno rispetto del testo diligentemente tradotto da Guido Paduano e sfrutta bene l’immenso spazio scenico. Con buon risultato, muovendosi tra schemi classicheggianti e apertura al moderno, Carmelo Rifici. E bene a svolgere il loro compito gli attori, costretti a cimentarsi con la sapiente, meditatissima ma irta di difficoltà traduzione di Edoardo Sanguineti.


La trilogia di Eschilo per difendere la legalità

articolo di Domenico Rigotti

L’arcaica vendetta e il più elevato concetto di Giustizia rivivono a Siracusa tre capolavori della tragedia. Tornano a rivestirsi di folla, soprattutto di una folla di giovani studenti, gli alti e immensi spalti del Teatro Greco di Siracusa per gli spettacoli classici dell’INDA, l’Istituto Nazionale del Dramma Antico. E rivive quest’anno nella sua interezza l’Orestea di Eschilo


Al Teatro greco di Siracusa Ercole sembra un cinekolossal

articolo di Domenico Rigotti

Una poderosa macchina teatrale che va diritta al gusto plateale di un pubblico che affolla le gradinate [...] uno spettacolo che nel suo procedere spedito, tende più al kolossal cinematografico.


Sofocle riletto come un dramma borghese

articolo di Domenico Rigotti

Uno spettacolo che cerca di rompere, di “violentare” ogni convenzione di limpidezza classica ed entrare, sfiorando il dramma borghese…


Lo Monaco supereroe commovente.Pagliai uno splendido Anfitrione.

abstract dall

Di tutti questi strumenti si è avvalso con intelligente miscela De Fusco, confezionando uno spettacolo avvincente, accattivante con punte sentimentali struggenti (e suscitatrici di applausi) riuscendo a stemperare anche il finale che in Euripide era verboso, in un diapason patetico da seguire con animo palpitante.