nitch

Hermann
Nitsch

 

Cercando l’aurora
della rinascita

l’opera scelta per il manifesto ufficiale della stagione per gentile concessione della Fondazione Morra

Esposizione
opera 79.Malaktion
di Hermann Nitsch

Opera in esposizione
alla Galleria Regionale
di Palazzo Bellomo

INFO MUSEO BELLOMO

di Paolo Giansiracusa
Consigliere di amministrazione della Fondazione Inda

Per chi crede, la luce che chiude il giorno terreno è la stessa che apre alla rinascita dell’essere. L’ultimo giorno di vita è dunque il dies natalis che chiude la passio della sofferenza e inaugura il tempo della contemplazione infinita.

Hermann Nitsch conosce la via dolorosa da percorrere per conquistare la verità, valore per il quale ha impegnato ogni sua energia, mettendo in campo ogni slancio espressivo. Nitsch ha attraversato per intero il fuoco della tragedia umana, ha pagato in prima persona scontando un prezzo inaccettabile: quello della reclusione. E questo per avere avuto il coraggio di porre sullo scenario dell’arte ciò che sovente, con l’indifferenza di molti, accade nella quotidianità. Egli ha la forza di raccontare il dolore nei suoi aspetti estremi, ha l’onestà di non interporre filtri al racconto della sofferenza dei più deboli. Non tace sui soprusi e le angherie di cui è vittima l’umanità.

L’opera in mostra non è la tragedia che l’artista ha messo in atto in altri luoghi pittorici. È il ricordo del dolore, la memoria dell’accaduto. È la ferita che adesso lievita verso la redenzione. Nitsch non ci offre la visione del tramonto terreno ma quella dell’aurora della luce che salva. Il suo è un sudario con l’impronta del dolore che attanaglia l’umanità nuova, una sindone in cui l’artista stesso ha lasciato l’impronta delle mani cariche di colore, del corpo carico di passione.

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