Après les Troyennes

Opera di | Euripide
Creazione per 10 interpreti | 5 danzatori, 3 attrici, 1 cantante lirica, 1 cameraman
Ideazione, coreografia, scenografia e design luci | Claudio Bernardo

Assistenti | Anne-Cécile Massoni, Marie Bach
Direttore del coro | Anna Andreotti, Valérie Davreux
Disegno di luci | Antonio Castro
Interpreti sul palco | Vincent Clavaguera, Elise Gäbele, Maxime Jennes, Cécilia Kankonda, Tijen Lawton, Carmela Locantore, Fatou Traoré, Mimbi Lubansu, Thi-Mai Nguyen e Maria Grazia Mandruzzato
Interpreti nel film | Gabriella Iacono, Johanne Saunier
Composizione musicale | Giovanna Marini, Dorian Baste
Musiche | Nina Simone
Sceneggiatura | Alain Cofino Gomez, Claudio Bernardo
Costumi | Agnès Dubois, Hélène Lhoest, Claudio Bernardo
Realizzazione video | Cristina Dias
Produzione | Claudio Bernardo
Amministrazione | Valentina Masi
Coproduzioni | Théâtre Varia (Be), Théâtre de Liège (Be), Charleroi Danse (Be), Fondazione INDA (It), Oriente Occidente Danza Festival (It), DC&J Création (Be), Tax Shelter del governo federale belga (Be), Residenze Charleroi Danse (Be), Centro Coreografico Nazionale Scenario Pubblico/Catania (It), Oriente Occidente Danza Festival (It), Teatro Varia (Be)

Con il sostegno del Ministero della Federazione Vallonia-Bruxelles – Dipartimento Danza, Tax Shelter del governo federale belga, Vallonia-Bruxelles Teatro/Danza, SACD Belgio, WBI, Centre National Chorégraphique-Scenario Pubblico/Catania, Wakko Kapper;

con il sostegno del Comune di Ixelles; la compagnia è in residenza artistica al Théâtre Varia, Centro Drammatico di Bruxelles

Donne di tutto il mondo contro la guerra degli uomini

di Antonio Calbi

Après les Troyennes è uno spettacolo di teatro danza che parte dalle Troiane di Euripide per metterci nuovamente di fronte – a distanza di due millenni e mezzo da quando è stato scritto e messo in scena – a temi purtroppo tuttora attuali: la brutalità e la follia delle guerre, le ferite che procura, fra città distrutte e persone costrette alla fuga, le donne e i bambini come prime vittime, il dolore del distacco dalla propria terra e origini. “Straziante requiem sulla guerra cantato da voci femminili mitologiche”, così Lèon Parmentier definisce la tragedia euripidea, la creazione di Claudio Bernardo mette al centro le sopravvissute, il loro dolore, la loro testimonianza. Il coreografo brasiliano, da sempre attivo in Belgio, ha creato questo lavoro a partire dall’impressione che ebbe su di lui lo spettacolo Troiane messo in scena da Thierry Salmon, regista belga sbocciato giovanissimo, scomparso prematuramente, la cui ricerca teatrale è fortemente intrecciata all’Italia. Era il 1988 quando le sue Troiane scossero le platee d’Europa con la loro poesia e bellezza, la loro struggente forza corale. Create per le Orestiadi di Gibellina, al tempo dirette da Franco Quadri, dopo un anno di lavoro a tappe in diverse città europee, avevano come scena, firmata da Nunzio, gli emblematici resti di un teatro greco sepolto dalla terra. La drammaturgia fu elaborata da Renata Molinari in greco antico, come pure in greco antico erano i canti composti da Giovanna Marini, attingendo alla cultura popolare dell’area del Mediterraneo. Solo voci, soliste o d’insieme, intrecciate a musiche create dal vivo da un ensemble di 35 attrici-performer percuotendo i propri corpi, la terra, gli oggetti. La forza che Thierry Salmon riuscì a far scaturire da un lavoro di gruppo era così “pura”, priva di forzature, da scuotere letteralmente lo spettatore. Su di esso piombava con una delicatezza tutta speciale e inattesa il lamento di donne ferite dalla distruzione di ciò che avevano contribuito a costruire, la città e il popolo di Troia. Conduceva quasi tutti alle lacrime, quel lamento struggente che pareva senza tempo e senza geografie e che lambiva tutti, come una carezza feroce.

Per quel suo essere rito, comunione qui e ora fra attori e spettatori, il teatro è accadimento irripetibile, fragile, si polverizza a ogni recita, ogni sera. Seppure ne restano tracce emotive e cognitive in chi vi ha preso parte, in sala e sul palcoscenico, negli attori e negli spettatori. Con Après les Troyennes Claudio Bernardo compie un atto d’amore verso il teatro, verso quello spettacolo che ci apparve come una epifania, provando a sollecitare la memoria di chi quello spettacolo ha vissuto, e caricando di ulteriore forza lo spettacolo di oggi, anche in ragione del fatto che alcune attrici e danzatrici sono le stesse della creazione di più trent’anni fa. Après les Troyennes è una coproduzione internazionale alla quale la Fondazione INDA ha voluto partecipare. Uno spettacolo di parole (in più lingue), gesti, danza, canti, immagini, in prima italiana e per tutti. Ecuba, Cassandra, Andromaca, Elena ritrovano, oggi, nel Teatro Greco di Siracusa il loro approdo naturale: arrivano da lontano, dal Mito, dalle rovine di Troia distrutta dagli achei; arrivano dalla Grecia e dalla Sicilia, dalle rovine di Gibellina schiantata dalla furia di un terremoto. Devastazione su devastazione, tempo su tempo, ombre su ombre. Perché “Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita” (William Shakespeare, La tempesta, atto IV, scena I).

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