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Accademia, la sezione Balestra presenta il progetto Metamorfosi: il teatro nella mia stanza

da | Mar 4, 2021

Metamorfosi: il teatro nella mia stanza.
Miti, video play, pièce vocali ed altre trasformazioni del linguaggio
da Platone, Ovidio, Lucrezio, Leopardi, Pirandello, Beckett, Dürrenmatt, Troisi (Licia), Handke.

Idea e progetto di Michele Dell’Utri.
Realizzato con: Simonetta Cartia, Attilio Ierna, Doriana La Fauci, Elena Polic Greco, Giulia Valentini (anche assistente coordinamento) ed i contributi di Serena Cartia e Mariuccia Cirinnà.
Con le allieve e gli allievi del modulo speciale on-line della sezione “F. Balestra” dell’Accademia d’arte del dramma antico della Fondazione INDA.

4 – 5 marzo 2021
piattaforma digitale Zoom, dalle ore 17.00
Partecipazione libera su prenotazione.

La sezione Fernando Balestra dell’Accademia d’arte del dramma antico presenta gli esiti dei laboratori digitali avviati a novembre 2020 e che per tre mesi hanno coinvolto gli allievi e le allieve in un viaggio di formazione virtuale tra autori e linguaggi: da Platone a Leopardi, da Pirandello a Beckett, attraversando Dürrenmatt e approdando ai contemporanei Licia Troisi ed il premio Nobel Peter Handke.
50 bambine, bambini, ragazze e ragazzi siracusani da 9 a 19 anni raccontano un anno di metamorfosi: del loro fare teatro, dei loro strumenti di conoscenza, dei loro linguaggi d’espressione, del loro rapporto con la realtà. Raccontano esplorando forme e contenuti con i quali, nelle diverse circostanze storiche, gli esseri umani si sono rapportati all’ineluttabilità della natura, all’incomprensione dei fenomeni naturali (Mito e Leopardi / gruppi Junior); alla comprensione di ciò che può essere considerato “realtà” o “finzione”, alla distinzione tra immaginazione e possibilità del reale (Pirandello / gruppo Primavera); alla necessità di rappresentare e rappresentarsi ed il senso del limite, o di solitudine, provato di fronte all’impossibilità di riconoscersi e di definirsi attraverso il riflesso con l’altro (Dürrenmatt / gruppo Primavera). Metamorfosi che, in un campionario variegato di linguaggi che affondano le proprie radici in testi e parole di tutti i tempi, raccontano anche un anno di impossibilità di abitare e condividere quel locus amoenus per la conoscenza e la rappresentazione collettive che è il teatro.
Metamorfosi che rinunciano, per condizioni note, agli stilemi tradizionali del teatro e che cercano la propria teatralità nella “parola condivisa”, seppur privata di uno spazio fisico pubblico multisemantico e plurisensoriale, che trova rifugio in piéce vocali in cerca di uno spettatore (Handke / gruppo Masterclass).
Metamorfosi che hanno la voce e le voci dei 50 allievi e con le quali, su binari linguistici non abituali, giocano a riempire quello spazio vuoto, aperto, che si trova tra il “dito e la luna”.
Il modulo speciale on-line è stato progettato e realizzato nell’autunno 2020 per rispondere a due ordini di priorità: quella del teatro e del suo mantenersi posizionato all’interno della realtà, anche quando questa lo obbliga o limita nelle sue possibilità costringendolo a ripensarsi; e quella delle famiglie e degli allievi, che hanno “educatamente preteso”, incoraggiato, aiutato e sostenuto anche materialmente, la creazione di un’esperienza di formazione ludica (virtuale) del pensiero critico e del linguaggio, che individua nella rappresentazione lo strumento per conoscere, dare forma, scomporre, condividere, pensieri e sentimenti umani individuali e collettivi.
Il teatro nella mia stanza è un gioco col mito (Platone) in cui le stanzette delle ragazze e dei ragazzi attori vengono trattate come “caverne” nelle quali il “mondo fuori” entra attraverso raggi di luce che proiettano sui muri (e sugli schermi degli spettatori) solo “ombre della realtà”; ombre in forma di parole che i partecipanti potranno divertirsi ad interpretare come “reali” o “fantastiche”.

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