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INDA la stagione 2008 - Agamennone: approfondimenti e interviste

Pier Paolo Pasolini Lettera del traduttore

Piero Zuffi, plastico di scena per Ecuba e Ione, 1962
Eschilo, Orestiade 1960
trad. Pier Paolo Pasolini

La traduzione scelta per la stagione INDA 2008 al Teatro Greco di Siracusa, è quella di Pier Paolo Pasolini, commissionata proprio dall’Istituto nel 1960 per l’Orestiade voluta da Vittorio Gassman. La versione costituì una drastica rottura con i modelli di traduzione adottati, seppure con qualche eccezione, nelle precedenti rappresentazioni siracusane, con quel gusto per il tono declamatorio e per l’endecasillabo ridondante di tradizione ottocentesca ancora predominante negli ambenti classicisti di quegli anni.


Ho cominciato a tradurre l'Orestiade su richiesta di Gassman, il che significa del tutto impreparato. E' vero che la richiesta di Gassman mi è stata fatta in seguito alla notizia che io stavo traducendo Virgilio - il giro un po’ si chiude: ma Virgilio non è Eschilo e il latino non è il greco. Ad ogni modo ho cominciato subito con entusiasmo dalla bibliografia. Ma cosa potevo fare, se avevo davanti a me, per la traduzione, solo pochi mesi, e per di più sacrileghi abbinamenti a due tre sceneggiature consecutive? Allora non mi è restato che seguire il mio profondo, avido, vorace istinto, contro il quale, come al solito, stavo cominciando pazientemente a combattere - dalla bibliografia…
Mi sono gettato sul testo, a divorarmelo come una belva, in pace: un cane sull'osso, uno stupendo osso carico di carne magra, stretto tra le zampe, a proteggerlo, contro un infimo campo visivo. Con la brutalità dell'istinto, mi sono disposto intorno alla macchina da scrivere tre testi: Eschyle (Tome II, texte établi et traduit par Paul Mazon), "Les belles lettres" (Paris, 1949, M.A.), George Thomson The Oresteia of Aeschylus, 2 voll. (Cambridge University Press, 1938) e Eschilo: Le Tragedie, a cura di Mario Untersteiner (Istituto editoriale Italiano, Milano, 1947). Nei casi di sconcordanza, sia nei testi, sia nelle interpretazioni, ho fatto quello che l'istinto mi diceva: sceglievo il testo e l'interpretazione che mi piaceva di più. Peggio di così non potevo comportarmi.
Sapevo che c'erano delle altre buone traduzioni italiane (Valgimigli, Traverso..): ma non ho voluto leggerle, dato il poco tempo a disposizione per risolvere gli scrupoli e detergere le possibili suggestioni. Come tradurre? Io possedevo già un "italiano": ed era naturalmente quello delle Ceneri di Gramsci (con qualche punta espressiva sopravvissuta da L'usignolo della chiesa cattolica); sapevo (per istinto) che avrei potuto farne uso. Naturalmente la timidezza di fronte a un grande testo non è poca: una timidezza che si presenta sotto l'aspetto linguistico dell'inibizione da traduzione: e sto ancora limando per eliminare il più possibile questo sapore: sono praticamente alla prima stesura: il mio lavoro dunque non è finito.
La tendenza linguistica generale è stata a modificare continuamente i toni sublimi in toni civili: una disperata correzione di ogni tentazione classicista. Da ciò un avvicinamento alla prosa, all'allocuzione bassa, ragionante. Il greco di Eschilo non mi pare né una lingua eletta né espressiva: è estremamente strumentale. Talvolta fino a una magrezza elementare e rigida: a una sintassi priva degli aloni e degli echi che il classicismo romantico ci ha abituati a percepire, quale continua allusività del testo classico a una classicità paradigmatica, storicamente astratta. In realtà, la lingua di Eschilo, come ogni lingua, è allusiva, sì: ma la sua allusività è verso un ragionamento tut'altro che mitico e per definizione poetico, è verso un conglobamento di idee molto concreto e storicamente verificabile. Il significato delle tragedie di Oreste è solo, esclusivamente politico. Clitennestra, Agamennone, Egisto, Oreste, Apollo, Atena, oltre che essere figure umanamente piene, contraddittorie, ricche, potentemente indefinite (si veda la nobiltà d'animo che persiste nei personaggi normalmente e politicamente "negativi" di Clitennestra e Egisto) sono soprattutto - nel senso che così stanno soprattutto a cuore all'autore - dei simboli: o degli strumenti per esprimere scenicamente delle idee, dei concetti: insomma, in una parola, per esprimere quella che oggi chiamiamo una ideologia. Il momento più alto della trilogia è sicuramente l'acme delle Eumenidi, quando Atena istituisce la prima assemblea democratica della storia. Nessuna vicenda, nessuna morte, nessuna angoscia delle tragedie dà una commozione più profonda e assoluta di questa pagina. La trama delle tre tragedie di Eschilo è questa: in una società primitiva dominano dei sentimenti che sono po’primordiali, istintivi oscuri (le Erinni), sempre pronte a travolgere le rozze istituzioni (la monarchia di Agamennone) operanti sotto il segno uterino della madre, intesa appunto come forma informe ed indifferente alla natura. Ma contro tali sentimenti arcaici si erge la ragione (ancora arcaicamente intesa come prerogativa virile: Atena è nata senza madre, direttamente dal padre), e li vince, creando per la società altre istituzioni, moderne: l'assemblea, il suffragio.
Tuttavia certi elementi del mondo antico, appena superato, non andranno del tutto repressi, ignorati: andranno, piuttosto, acquisiti, riassimilati, e naturalmente modificati. In altre parole: l'irrazionale, rappresentato dalle Erinni, non deve essere rimosso (che poi sarebbe impossibile), ma semplicemente arginato e dominato dalla ragione, passione producente e fertile. Le Maledizioni si trasformano in Benedizioni. L'incertezza esistenziale della società primitiva permane come categoria dell'angoscia esistenziale o della fantasia nella società evoluta.
Questa, non altra, è la trama dell'Orestiade. E, come si vede, la sua allusività politica era quanto di più suggestivo si potesse dare in un testo classico, per un autore come io vorrei essere.

Tratto da Orestiade di Eschilo, Numero Unico, Istituto Nazionale del Dramma Antico, Roma-Siracusa, 1960, XVI Ciclo di Rappresentazioni Classiche, 19 maggio - 5 Giugno 1960, pp. 16-17.

Trama
Approfondimenti e interviste
Cast
Regia
Musiche
Traduzione
Spettacolo
Allegati
Testo completo (PDF - 60Kb)
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