INDA la stagione 2007
Trachinie di Sofocle
A Trachis, in Tessaglia, Deianira attende in esilio il ritorno del marito Eracle, in ansia per la sua sorte la donna invia il figlio Illo a cercare il padre; poco dopo la partenza del giovane, giunge a Trachis un messaggero che annuncia il ritorno di Eracle, confermato successivamente da Lica, l’araldo ufficiale. Questi porta con sé un gruppo di prigioniere dalla città di Ecalia, donne un tempo libere e ormai schiave, ridotte alla stregua di trofei di guerra. Fra loro c’è Iole, figlia del re di Ecalia, per la quale Deianira prova, prima ancora di conoscerne l’identità, un immediato moto di compassione, al punto da maturare il proposito di accoglierla in casa propria.
Ma subito dopo la regina è messa al corrente, dal messaggero prima, da Lica poi, di una amara verità che inizialmente le era stata nascosta: Eracle nutre per Iole una violenta passione; solo per possederla l’eroe ha espugnato Ecalia, ed ora la conduce nella sua casa come concubina. Per non perdere l’amore del marito, Deianira invia a Eracle una veste intrisa del sangue del centauro Nesso, convinta che si tratti di un filtro d’amore in grado di ricondurre a sé l’eroe, come le aveva detto, al momento di spirare, il centauro ucciso da Eracle tanti anni prima. Quando Deianira vede polverizzarsi al sole un bioccolo di lana impregnato del sangue di Nesso, lo interpreta come un cattivo presagio. La conferma viene da Illo, che ritornato a casa racconta che la veste, appena indossata, ha provocato a Eracle atroci sofferenze attaccandoglisi ai fianchi e corrodendogli le carni. Rendendosi conto di essere stata strumento della vendetta di Nesso, e che il chitone porterà Eracle ad una morte terribile, Deianira si ritira nel talamo e si toglie la vita, trafiggendosi con un pugnale. E’ la nutrice a raccontarne la morte e a descrivere il dolore di Illo, che troppo tardi scopre le vere intenzioni della madre, a sua volta vittima di un inganno.
Nella seconda parte del dramma, Eracle fa la sua comparsa sulla scena, disteso su una lettiga e in preda al dolore: l’eroe che sembrava invincibile è ora impotente, sul letto di morte. Ma quando Illo racconta al padre la verità su Deianira e sul sangue di Nesso, l’eroe ricorda improvvisamente l’oracolo di Zeus che gli aveva predetto una morte provocata da un morto. Eracle chiede al figlio di condurlo sul monte Eta e di bruciarlo su una pira. La tragedia si conclude con le parole di Illo che condanna l’indifferenza degli dèi e l’operato di Zeus, padre celeste di Eracle.
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