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INDA la stagione 2007 - Eracle
Approfondimenti e interviste
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Eracle, Siracusa e il teatro. Incontro con Sebastiano Lo Monaco
di Isabella Di Bartolo
Continua tra ricordi e sensazioni il nostro viaggio tra i grandi protagonisti della stagione Inda 2007, gli attori che hanno portato in scena Trachinie e Eracle: le due tragedie quest’anno in cartellone. Dopo Ugo Pagliai, abbiamo incontrato l’altro protagonista della tragedia euripidea intitolata al semidio delle dodici fatiche: Sebastiano Lo Monaco, l’attore siracusano che ha interpretato un Eracle sconfitto dagli dei, che ritrova la sua speranza nell’amicizia.
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Intervista a Ugo Pagliai, Anfitrione in Eracle
di Isabella Di Bartolo
Il volto di Anfitrione, padre di Eracle nell’omonima tragedia euripidea, è quello del grande Ugo Pagliai. Protagonista della scena, l’attore è alla sua prima esperienza sulle antiche pietre greche del Teatro aretuseo. Un battesimo speciale, emozionante e ricco di ricordi. Lo abbiamo incontrato prima dello spettacolo, in un affollato parco archeologico della Neapolis.
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La violenza e la pietà: note di lettura dell’Eracle
di Giulio Guidorizzi
Eracle è il più greco degli eroi. Come tale, presenta in massimo grado le caratteristiche che si accompagnano alla figura eroica, in particolare la coesistenza del bene e del male, della santità e della contaminazione, della capacità di nuocere o di salvare, mescolate ed esaltate all’estremo limite. Per i Greci, un eroe poteva sia proteggere che distruggere, come Edipo promette di fare quando arriva a Colono, luogo della sua morte e della sua divinizzazione eroica.
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Appunti di regia per Eracle
a cura di Luca De Fusco
Un regista non è uno studioso che fornisce la sua interpretazione di un testo ma una sorta di detective, che inizia un indagine mosso da un’intuizione ma è pronto a farsi insegnare qualcosa dalla realtà, dall’indagine stessa, per arrivare ad individuare un colpevole.
La prima domanda che mi sono posto all’inizio dell’indagine è stata quindi se Eracle meritasse il relativo oblio in cui riposa da molto tempo e mi sono subito risposto negativamente. Alcune scene della tragedia (quella del messaggero e quella successiva tra Anfitrione ed Eracle) sono assoluti capolavori che, da soli, avrebbero meritato messe in scena più frequenti. Quale è dunque la causa di tanta poca fortuna?
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Intervista a Giulio Guidorizzi, traduttore di Eracle per il XLIII Ciclo di Rappresentazioni Classiche
a cura di Giuseppina Norcia
Quali problemi sono emersi nella traduzione dell’Eracle? Forse, la varietà delle figure che agiscono sulla scena, ognuna al centro di un mondo suo, ognuna così diversa dalle altre, ognuna con un suo modo di pensare e di parlare: un eroe, un tiranno malvagio come più non potrebbe esserlo, un vecchio, un eroe magnanimo e salvatore, due divinità... un problema a parte è il coro, come sempre, con i suoi lirismi improvvisi, Bisogna, per così dire, far camminare la traduzione sempre sul filo del rasoio, cercare di mantenere il ritmo che Euripide sapeva dare alle sue frasi e al pensiero dei personaggi.
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L’Eracle di Euripide nella penna di Salvatore Quasimodo
Dal 1914 l’INDA svolge una funzione di laboratorio culturale in cui uno spazio di primo piano è riservato alla traduzione dei testi antichi, compito delicatissimo che l’istituto “affida” annualmente a studiosi, scrittori e intellettuali di alto rilievo.
L’Istituto Nazionale del Dramma Antico ha rappresentato per la prima volta l’Eracle di Euripide al Teatro Greco di Siracusa nel 1964, nella traduzione di Salvatore Quasimodo: ne riportiamo uno dei brani più significativi, il racconto del messaggero che segue la strage perpetrata da Eracle.
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Il mito di Eracle (a cura della redazione web)
I miti legati alla figura di Eracle costituiscono un ciclo estremamente complesso e variegato; per questa ragione è difficile esporne i diversi episodi secondo un ordine logico ed enumerarli tutti. Molte tra le imprese di Eracle sono connesse alle note dodici fatiche, ma, anche in questo caso, il mito presenta varianti sostanziali, come quella attestata proprio dall’Eracle di Euripide.
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