Ippolito come nuovo in una infinità di virgole
di Margherita Rubino
L’opera cui Edoardo Sanguineti sta lavorando in questi mesi è la traduzione dell’Ippolito di Euripide (…). Nasce come una traduzione e, per la sua unicità, va a costituire un’opera a se stante, vero e proprio paradosso se si guarda alle intenzioni e al metodo di lavoro di Sanguineti. Fedele al testo delle “Belles Lettres”, il poeta opera un vero e proprio calco dal Greco. Conserva l’ordine delle parole di Euripide, colloca una infinità di virgole, le soluzioni sono “a calco” quanto più possibile, in uno sforzo ostinato di prossimità.