Trionfa a Paestum l’Orestiade dell’INDA

Redazionale

Quasi duemila spettatori per la trasferta dell’INDA a Paestum. Un bilancio positivo per la II edizione della rassegna curata dall’Istituto Nazionale del Dramma antico che ha portato in scena l’intero ciclo dell’Orestiade di Eschilo – con Agamennone, Coefore ed Eumenidi – dinanzi alle maestose colonne del tempio di Poseidone.

A Paestum – circa cento protagonisti dietro e sopra il palco – ha debuttato in prima nazionale, giovedì e domenica sera, anche lo spettacolo “Canti e suoni dall’Orestiade“: un viaggio attraverso i cori, che esalta i momenti più intensi degli episodi della trilogia, dal racconto del Messaggero, interpretato da Maurizio Donadoni, alla profezia di Cassandra a cui ha dato il volto Elena Polic Greco, dalla visione piena di orrore della Pizia interpretata dall’attrice siracusana Carmelinda Gentile, all’assoluzione di Oreste sancita dal tribunale dell’Areopago e da Atena. In scena anche Francesco Alderuccio nelle vesti di narratore e Claudio Mazzenga in quelle di Egisto. Ad aprire le scene un canto popolare: Miserere cantato da Simonetta Cartia, Rita Abela, Angela Demattè, Jennifer Schittino e Jessica Romero Lobato, in memoria delle vittime della legalità. Lo spettacolo nasce da un’idea del sovrintendente Inda, Fernando Balestra, mentre l’allestimento è stato affidato a Tatiana Alescio, già assistenti alla regia per Trachinie nel 2007 e quest’anno con l’Orestiade. Straordinaria la sinergia che si è creata per il progetto, per il quale l’anno scorso è stato firmato anche un protocollo d’intesa. In campo: il Ministero dei Beni Culturali, la Fondazione INDA, la Provincia di Salerno, l’Unesco, l’Unione Europea, i Comuni di Siracusa e Capaccio, l’Ept di Salerno, la Fondazione Salernitana Sichelgaita, la Compagnia del Giullare e la Bottega S. Lazzaro. Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Provincia di Salerno, Angelo Villani, da Andrea Carraro e Giuseppe Natella, rispettivamente direttore artistico ed organizzativo dell’iniziativa. Un evento che riporta dopo oltre 70 anni l’INDA a Paestum.