Sette aprile, domani, è la data fatidica che segnerà l’inizio delle prove a ritmo intensivo per attori e attrici, regista, tecnici e operatori vari impegnati nell’«Orestiade»: la trilogia di Eschilo, tradotta da Pasolini, protagonista del 44esimo ciclo di spettacoli classici al Teatro greco, dall’8 maggio al 22 giugno. La scena è già al completo sul Colle del Temenite, un colpo d’occhio violento, suggestivo, oro, luce, scale, geometria, classico e moderno insieme, tutto porta la firma di Pietro Carriglio, regista, scenografo, costumista, ma sono sue anche le direttive sulla musica – l’autore è Matteo D’Amico – le luci, il Coro. Delirio di onnipotenza? “No”, osserva Fernando Balestra, sovrintendente della Fondazione Inda, e spiega che lui ha una visione d’insieme e ogni scelta dipende da un’altra, precedente o successiva. Così è per la musica, i costumi, i colori, la luce. Tre opere, unite da un filo conduttore, la Legalità, che Carriglio vuole rappresentare in ogni sfumatura, dunque il regista osserva e controlla ogni cosa. Il modellino della scena ” è costato giorni e giorni di studio e fatica” – dice Balestra – : ogni struttura è un simbolo, ogni colore ha un suo significato, un lavoro unico, originale, che resterà nel patrimonio artistico dell’Inda.
Da domani, si prova: alla sala Amorelli di Palazzo Greco, alla Sala Randone e al Teatro greco. Il cast, ormai al completo, si è trasferito per la maggior parte in città, anche se “c’è da completare il Coro – afferma Balestra – e verifìcare sul campo ogni personaggio. Niente esclude che si possano effettuare cambiamenti nei ruoli non protago¬nisti”. Galatea Ranzi, Luca Lazzare-schi, Elisabetta Pozzi, Giulio Brogi, Ste¬fano Santospago e Ilaria Genatiempo – quest’ultima sarà Cassandra, scelta fra 250 aspiranti al ruolo – a rappresentare i personaggi chiave della storia raccontata da Eschilo.
E sono giorni concitati anche per l’organizzazione interna della Fondazione, si è infatti appena insediato il commissario straordinario che al Comune rappresenta il sindaco, e per l’Inda è temporaneamente il nuovo presidente: «Ancora presto per intervenire – ha dichiarato Domenico Mirabella – sono in attesa di avere alcuni chiarimenti, e soprattutto di un ufficio e di una scrivania dove poter lavorare».