SARÀ una delle edizioni più coraggiose degli ultimi decenni quella che l’Istituto nazionale del dramma antico, per il ciclo 2008 delle rappresentazioni classiche di Siracusa, propone dall’8 maggio al 22 giugno al Teatro greco. Coraggiosa perché riproporrà, a distanza di 48 anni, l’Orestiade di Eschilo la trilogia formata da “Agamennone”, “Coefore” ed “Eumenidi” tradotta nel 1960 da Pier Paolo Pasolini su commissione di Vittorio Gassman che ne curò la regia assieme a Luciano Lucignani. Un’edizione, quella, che suscitò non poche polemiche sia perché a tradurre l’opera non fu chiamato un grecista di chiara fama ma un poeta trasgressivo come l’autore di “Ragazzi di vita”, sia perché la regia di Gassman fu considerata una drastica rottura con gli schemi del passato che scandalizzò non poco i cultori della tradi-zione.
Dopo quasi mezzo secolo, a dirigere la trilogia eschilea è stato chiamato uno dei personaggi più autorevoli del teatro, quel Pietro Carriglio che, da fondatore e direttore del Biondo Stabile di Palermo, ha dato un contributo importante per fare conoscere ed apprezzare la cultura di casa nostra nell’ambito nazionale ed europeo. «Abbiamo affidato la regia a Carriglio – afferma il presidente dell’Inda, Giambattista Bufardeci – perché questo consiglio di amministrazione vuole chiudere il suo mandato in bellezza. Basti pensare al grande successo registrato nelle ultime edizioni: 120mila spettatori nel 2007».
Il regista trapanese – che in questa occasione curerà anche la scenografìa e i costumi – non si scompone più di tanto: «L’Orestiade deve nascere da una sintonia fra gli attori e il pubblico. Insieme dovranno essere i motori della scena». Il cast sarà formato da Galatea Ranzi (che sarà Clitennestra ed Elettra), Giulio Brogi (Agamennone), Luca Lazzareschi (Oreste) e Stefano Santospago (Egisto), mentre sono in corso i provini con centinaia di gio¬vani attrici pro¬venienti da tutta Italia per affidare le parti di Cassandra e Atena. «Un esperimento che dal 2006 – afferma il Sovrintendente dell’Inda, Fer-nando Balestra- dà ottimi risultati».
E la scenografia? Bufardeci la definisce «straordinaria». Carriglio molto più modesta¬mente dice: «È stata pensata per rispettare gli spazi». Un ritorno al passato ma con un occhio alla modernità, alla poesia e al simbolismo. Non solo per la riproposizione «rivoluzionaria» del duo Pasolini – Gassman, ma perché nel 1914 il ciclo di rappresentazioni classiche venne inaugurato proprio con l’Agamennone, un’opera che fa parte di questa trilogia. Poi un auspicio: «II mio sogno-prosegue Carriglio – è che un giorno i programmi dei teatri più importanti della Sicilia (il Massimo e il Biondo diPalermo, il Bellini e lo Stabile di Catania, assieme alle tragedie classiche di Siracusa) possano essere contenute in un unico, grande cartellone di respiro mondiale».