Immagini inedite e documentari. Testimonianze e letture drammatiche per una giornata dedicata a “Pier Paolo Pasolini, poeta civile”. Con un convegno iniziatosi nella mattinata di ieri, la Fondazione Banco di Sicilia e la Fondazione INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico), hanno voluto celebrare l’autore della versione dell’ Orestiade che dal 22 maggio è in scena al teatro greco. Tradotta da Pasolini nel 1960, su commissione della stessa INDA in occasione degli spettacoli classici che videro il grande Vittorio Gassman, la trilogia è tornata quest’anno all’antico teatro aretuseo. Ospite delle sale di Palazzo Greco (sede dell’INDA) l’incontro, coordinato da Giuseppina Norcia, ha visto la partecipazione di numerosi esperti, grecisti e intellettuali del teatro. Fra loro il presidente della Siae, Giorgio Assumma, che ha presentato una produzione inedita di Pasolini. E inedito era anche il film-documentario della regista Barbara Bouley proiettato durante la giornata. Ad aprire i lavori, presieduti da Salvatore Nicosia, Fernando Balestra, Sovrintendente dell’INDA che ha preceduto Nico Naldini e la sua relazione sugli esordi del poeta, Anna Beltrametti che ha discusso su “fascinazione per l’antico e impegno nel contemporaneo”. E ancora Giuseppe Fornari, che ha fatto riferimento invece alla “Medea” pasoliniana, e Monica Centanni che ha discusso su “Pasolini e i filologi”. “Per un teatro di parola”, “Pasolini e il dramma antico” e “sincerità e umanità di Pasolini” i temi affrontati nel pomeriggio da, rispettivamente, Balestra, Virgilio Fantuzzi, e Mario Dondero. A chiudere, infine, la sessione pomeridiana, le immagini di Pasolini ritratto nelle foto di Dondero e la proiezione del documentario della Bouley “Et maintenant la quatrième partie de la trilogie commence”. Anche in serata si è continuato a celebrare Pie Paolo Pasolini. Lasciato Corso Matteotti, cornice dell’ultimo appuntamento con il “poeta civile” è stata la Pirrera di Melilli; inaugurata proprio in questa occasione, cava di quella “pietra bianca” che servì per ricostruire chiese e palazzi dopo il terremoto della fine del 700. Qui gli interpreti delle tragedie in cartellone per questo quarantaquattresimo ciclo di rappresentazioni classiche hanno dato lettura di alcuni passi tratti dall’opera di Pasolini, “Le Ceneri di Gramsci”.