[...] Due titoli rari in cartellone: Trachinie di Sofocle (dal 1914 a oggi viste solo due volte, nel 1933 e nel 1980) per la regia di Walter Pagliaro, e l’Eracle di Euripide (una sola volta, nel 1964) affidato a Luca De Fusco. [...] Diciamo subito che si tratta di due momenti teatrali profondamente diversi, per approccio registico e resa degli interpreti. [...] Pagliaro intende la tragedia in modo tutto interiore, poco incline alla comunicazione. Annichilisce gli attori, per scelta, nella scansione quasi monodica del testo (la traduzione è di Salvatore Nicosia), sopisce ogni estroversione a parte quella, nel lungo finale, di un Eracle martoriato che impreca contro la moglie e implora Illo con tutta la potenza vocale di Paolo Graziosi.
[...] De Fusco offre un Euripide pieno di fervori e di efficacie, letto opportunamente, dati gi attori di cui dispone, come una grande commedia borghese, non scevra di accenti grotteschi, ma pronuba di coinvolgenti tempeste emotive. Trionfatore assoluto è Ugo Pagliai nella parte di Anfitrione, padre di un Eracle che ritorna dagli inferi giusto in tempo per uccidere la moglie Megara e i piccoli figli, minacciati dal tiranno Lico.
[...] Al superbo Pagliai (voce, attitudini, carisma degni della cavea siracusana), si affiancano Sebastiano Lo Monaco, equilibrato e doloroso Eracle; Luca Lazzareschi, un Messaggero da paradigma; Giovanna Di Rauso, Deli De Majo, Roberto Bisacco, Antonio Zanoletti, Giuseppe Calcagno. Bello il lavoro del coro maschile. Traduzione di Giulio Guidorizzi.