L’Est dei nuovi ricchi messi alla berlina Ricordare Srebrenica

articolo di Silvia di Paola

ROMA. Il nichilismo della contemporaneità spiegato ai bambini. Della serie: se non è facilissimo vivere, può essere difficilissimo morire. Ci prova in tutti i modi il giovane Stefan che ama gli animali e aiuta le vecchiette senza un soldo finché non viene licenziato dal supermercato in cui lavora e perde tutto, anche ogni ragioni per vivere. Ci prova lanciandosi da un ponte, impiccandosi, buttandosi sotto un treno, facendosi investire. Ma non ci riesce perché deve restare vivo: dimostrarci che la vita non è solo da vivere ma è sacra, alla maniera in cui intende il cattolicissimo Krzysztof Zanussi che con «Con il cuore in mano» toma alla commedia. E il perché lui lo spiega così: «Dopo “II sole nero” che era una tragedia e dopo “Persona non grata” in cui l’elemento comico non esisteva, ho sentito il bisogno di una tappa obbligatoria come quella del riso in un mondo in cui siamo tormentati da lamentele e tristezze».
E’ così che si arriva alla storia del solito oligarca donnaiolo e volgare, avido di vita ma condannato dal suo cuore che lo sta abbandonando e del giovane Stefan che non ha nulla, vivere non vuole più ma ha una salute di ferro e un cuore pronto a tutto e storia di un miscuglio di destini legati da un cuore da trovare ad ogni costo.
Ma, come dice Zanussi, «non è il cuore che cambia le cose ma la paura della morte. Io volevo ridere del nichilismo di oggi, perché mi rifiuto di accettare un mondo in cui l’uomo è solo un prodotto della società o della genetica. E voglio credere anche nei giovani». Qualcuno chiede a Zanussi, che cosa è cambiato nell’ultimo decennio in Polonia? «I cattivi di un tempo sono ormai in pensione, oggi ci sono altri cattivi, cattivissimi. In questo capitalismo selvaggio in cui viviamo oggi in Europa centrale i contrasti e gli eccessi sono forti come nell’America di inizio secolo. Non si possono che rappresentare in modo caricaturale».
E domani il futuro di Zanussi potrebbe chiamarsi Medea, «una Medea a Siracusa sarebbe un vero sogno».