In trasferta la Siracusa classica Fondazione INDA. La forza del coro in uno spettacolo di suggestioni davanti al tempio di Poseidone

Importante debutto per la Fondazione INDA, ieri sera, nell’area archeologica di Paestum. Dinanzi al maestoso colonnato del tempio dedicato a Poseidone è andato in scena per la prima volta lo spettacolo teatrale «Canti e suoni dall’Orestiade».
Una performance di musiche e parole tratta dalla trilogia di Eschilo andata in scena quest’anno al teatro greco di Siracusa per il quarantaquattresimo ciclo di spettacoli classici dall’8 maggio al 22 giugno – e in scena anche a Paestum stasera (Agamennone) e domani (Coefore ed Eumenidi). Lo spettacolo nasce da un’idea di Fernando Balestra, sovrintendente della Fondazione INDA ed è stato curato, nell’allestimento e la drammaturgia, da Tatiana Alescio, assistente alla regia nel 2008 per l’intera Orestiade e già nel 2007 per Trachinie di Sofocle, con la regia di Walter Pagliaro. La messinscena, che propone i momenti cruciali dell’intera «Orestiade», – si configura come un vero e proprio percorso tragico, attraverso i momenti corali della trilogia, tutti di particolare intensità, e i momenti recitativi. Una sorta di antologia, dunque, in cui il coro tragico della grande scuola siracusana, riafferma la propria forza con le voci e i volti di Simonetta Cartia, che ha curato anche il coordinamento musicale, Rita Abela, Valentina Bardi, Stefania Bongiovanni, Ilaria Bottiglieri, Angela Demattè, Valeria Lombardo, Diana Manea, Elena Polic Greco, Katia Principato, Jennifer Schittino, Cristina Spina e Michele Bisicchia. La peristasi del tempio ha risuonato delle musiche, eseguite ancora una volta dal vivo, come era già stato a Siracusa, da Michele Mazzola (sax soprano), Carmelo Sacco (sax contralto – sax basso), Alfonso Vella (sax tenore), Vincenzo Salerno (sax baritono), Giorgio Iannone (violoncello) e Francesco Prestigiacomo (fisarmonica-percussioni). Sulla scena si sono poi alternati gli interventi di Stefano Santospago, Francesco Alderuccio, Francesco Biscione, Maurizio Donadoni, Carmelinda Gentile, Elena Polic Greco, Simonetta Cartia e Cristina Spina. Grande soddisfazione ed entusiasmo da parte di Fernando Balestra che evidenzia l’importanza rivestita in questi ultimi anni dalla fondazione INDA nell’ambito dell’«esportazione» della cultura classica oltre la cavea del teatro greco, concetto di fondo del suo statuto. «Uno spettacolo di grande rilievo – commenta il sovrintendente Fernando Balestra – che per la prima volta esalta la specificità siracusana della messinscena tragica costituita dal punto di vista emozionale e drammaturgico, sulla forza espressiva del Coro, portatore di musiche, parole e gesti. Canti e suoni dall’Orestiade, non a caso, è idealmente dedicato al padre fondatore dello spettacolo classico, Ettore Romagnoli, i cui studi sul Coro lo collocano tra i più importanti riformatori della scena europea del 900. La regia di questo spettacolo è stata affidata a Tatiana Alescio, che ha saputo costruire uno spettacolo rigoroso, formalmente ineccepibile e prontoper essere apprezzato altrove. Di fatti, è già stato richiesto dal Circuito dei Teatri di pietra e da Malta». «Canti e suoni dell’Orestiade» sarà di nuovo in scena domenica, a conclusione della manifestazione artistica che ha riportato, per il secondo anno consecutivo, il grande Teatro classico nel sito di Paestum grazie alla sinergia tra il ministero dei Beni Culturali, la Fondazione INDA, la Provincia di Salerno, l’Unesco, l’Unione Europea, i Comuni di Siracusa e Capaccio, l’Ept di Salerno, la Fondazione Salernitana Sichelgaita, la Compagniadel Giullare e la Bottega S. Lazzaro.
I PROTAGONISTI DELLA TRASFERTA
Sono sessanta i protagonisti sopra e dietro il palco per la trasferta pestans dell’INDA. Un’equipe di specialisti del teatro, tra cui soprattutto siracusani. Sono infatti aretusei i macchinisti che hanno lavorato per consentire la messa in scena dello spettacolo: dal capofonico Vincenzo Quadarella, al responsabile luci, Elvio Amaniera con i loro assistenti, al direttore di scena Antonio Paguni. E siracusani anche Massimo Mauceri; coordinatore degli allestimenti; Antonio Cilio, scenografo; e i macchinisti: Marco Branciamore, Corrado Rossitto, Tommaso Chiaramonte, Salvatore Scala, Peppe Musso, Fabio Messina, Mattia Fontana, Davide Furioso. Infine lo staff del truccatore Aldo Caldarella: Roberta Scaglione e Paola Nasti; e la costumista Marcella Salvo.

«Un mosaico di suoni e immagini ispirato a Eschilo»
Il Teatro greco esce dalla sua città e arriva davanti all’area templare di Paestum. Ieri sera, con Agamennone, e stasera con Coefore ed Eumenidi, l’antica Poseidonia ospiterà per il secondo anno di seguito un intero spettacolo andato in scena sulla cavea del Temenite. Ma quest’anno il progetto pestano legato al concetto di esportazione della cultura classica insito nello statuto dell’INDA, è cresciuto. Per questo, oltre all’Orestiade, giovedì e domenica andrà in scena una perfomance ideata appositamente per il sito di Paestum.
Ad allestirla è Tatiana Alescio, già assistente alla regia di Trachinie e quest’anno dell’Orestiade. «Si tratta di una sorta di mosaico di immagini, parole e musica – afferma la regista – che vede protagonista, assoluto, il coro. Così, tra i suoni dal vivo del Palermo art ensemble, si snodano i momenti salienti delle tre opere tragiche di Eschilo, in rigorosa successione temporale». A dar vita alla perfomance alcuni degli attori che hanno calcato l’antico palco del Teatro greco, ma non solo. «Abbiamo scelto di far aprire lo spettacolo all’attore tunisino Ayman Mabruk – prosegue Tatiana Alescio – che è uno dei giovani protagonisti dell’Accademia di teatro classico del Mediterraneo, nata quest’anno in collaborazione con il Comune di Melilli e che è costituita da giovani attori provenienti da ogni parte del Mediterraneo. Ayman ha aperto lo spettacolo nel segno della Legalità, che è stata la chiave di lettura del 44° ciclo di spettacoli al Teatro Greco». Sul palco, dunque, il coro delle tragedie: vero protagonista delle opere tragiche antiche.

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