Edipo e Medea nello specchio di Fuksas Albertazzi: “Io, re cieco senza paura di morire”

Articolo di Laura Nobile

Un trapezio di metallo e poco distante una montagna di sale, una lama concava e riflettente che accoglie come un orizzonte comune il nuovo ciclo di rappresentazioni classiche di Siracusa. Lo spazio scenico delle tragedie dell’Inda, “Medea” ed “Edipo a Colono” pronte al debutto domani alle 18,45, è un segno artistico firmato dagli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas: specchio interiore del paesaggio circostante, ma anche forma di catarsi e invito alla riflessione che oggi come 2500 anni fa viene dalla lezione dei classici. Domani debutta “Medea” di Euripide secondo la regia di Krzisztof  Zanussi con Elisabetta Pozzi nel ruolo della protagonista, domenica tocca a “Edipo a Colono” di Sofocle con Giorgio Albertazzi nel ruolo del vecchio re di Tebe e la regia di Daniele Salvo. E poi si andrà avanti fino al 21 giugno, ogni giorno eccetto il lunedì.
Sembra una coincidenza ma tanto Giorgio Albertazzi che Elisabetta Pozzi sono al loro debutto come protagonisti di queste tragedie. E ognuno vive in modo molto particolare l’orizzonte scenico creato dai Fuksas. «Davvero questo teatro dà corpo ed enfatiche
il pubblico, paradossalmente, riesce a comprendere, proprio facendosi trasportare dall’empatia, da questa forma di “compatire, patire insieme».