Divide l’Oreste «mediorentale». L’autore: «Macché, è siciliano»

articolo di Mario Barresi

II maestro: «Quella foto? È un amico palermitano, di decenni fa»
Gli sponsor: «Loghi invisibili». Ma l’Inda: «Resta così».

SIRACUSA. «Ma chiddu cu è». Esterno giorno di primavera siracusana. Una signora di mezz’età, con la faccia da casalinga solcata da un inquieto punto interrogativo, resta a bocca aperta. Un turista, eccitato dalla prima timida calura, passeggia in pantaloncini e t-shirt, ma con lo gli occhi all’insù. I loro sguardi non s’incrociano nemmeno per un secondo. Ma l’oggetto è lo stesso: il manifesto delle rappresentazioni classiche dell’Inda. Il 44° ciclo in scena al Teatro greco di Siracusa dall’8 maggio al 22 giugno.con l’Orestiade di Eschilo, composta da Agamennone, Coefore, ed Eumenidi. E quindi il mistero ha un punto di partenza: quel giovane misterioso, sanguigno e mediterraneo? Si sa che rappresenta l ‘Oreste del Terzo millennio, firmato da un maestro siciliano della fotografia: Ferdinando Scianna da Bagheria. Un’opera d’arte, che campeggia non soltanto a Siracusa, ma in ogni angolo della Sicilia. Con la medesima, cantilenante domanda: «Ma chiddu cu è» «Un mediorentale. forse un soldato iracheno. o magari un palestinese», ci sussurrano gli addetti ai lavori. È una pista. Per adesso l’unica. E c’è anche il “mal di mancia” di qualche sponsor degli spettacoli Inda sulla grandezza dei loghi dei partner nel manifesto: «Troppo piccoli, quasi invisibili». Sarà. È questione di misure. Da Eschilo a Bossi.
Ma il nostro compito è quello di scavare ancora, fino a trovare l’identità dell’Oreste del manifesto. Prima tappa: Enrico Di Luciano, presidente dell’associazione “Amici dell’Inda” e componente del Cda dell’Istituto. «Da tre anni abbiamo ripreso una tradizione prestigiosa delle rappresentazioni: il manifesto d’autore. Dopo Igor Mi-torai ed Emilio Isgrò quest’anno ci siamo affidati a Ferdinando Scianna, uno tra i fotografi più apprezzati al mondo. Un modo per rappresentare la modernità della tragedia classica, attraverso una forma d’arte come la fotografia. Il risultato del maestro Scianna è eccellente: il manifesto attira, dà l’”effetto-tamponamento “a chi lo guarda dall’auto. È il migliore di novant’anni di tragedie». E l’uomo del poster? «Non so chi sia». Nulla da fare. Resta il mistero di cui sopra: «Ma chiddu cu è?».
La ricerca continua sul filo del telefono. A Roma rintracciamo il sovrintendente Inda, Fernando Balestra. Che ci conferma le critiche di uno degli sponsor: «Venerdì è arrivata l’e-mail, risponderò al mio ritorno a Siracusa. il manifesto non si tocca: chi finanzia l’arte dovrebbe avere più rispetto per l’arte stessa. E poi l’opera di Scianna, che ha lavorato a titolo gratuito, rende magnificamente il senso dell’Oreste che esce dall’ombra della legge tribale e s’affaccia alla civiltà. Per il resto la promozione procede benissimo: la Sicilia è invasa da un manifesto che piace, incuriosisce, attira». Ma l’uomo del poster? «Non so chi sia, parlano di un giovane mediorentale. Iracheno? Forse».
In un frenetico giro di telefonate domenicale, grazie anche a una collaborazione occulta, riusciamo ad avere il “numero magico”. Quello di Scianna. Ci risponde da un affollato autobus. E alle otto della sera abbiamo la chiave per aprire lo scrigno del mistero: allora maestro, ci spiega tutto? «Quando qualcuno mi chiama maestro – ridacchia Scianna – c’è sempre la proposta di un lavoro senza prendere una lira… Come per il manifesto dell’Inda, che ho realizzato con grande onore. A me piace, è il frutto di una selezione di soggetti, al termine della quale il risultato è un Oreste d’impatto, moderno e forte. Le polemiche degli sponsor? Dall’Inda non mi hanno detto nulla: ho soltanto aggiustato la parte informativa, relativa a titoli e date. E ho persino ridotto tre volte la grandezza della mia firma. Una bella prova di modestia. o no?». Scianna sta per congedarsi, ma lo obblighiamo a rispondere all’ultima sommessa domanda: ma chi è quello del manifesto? «È un mio amico palermitano, che fotografai qualche decennio fa. Non so nemmeno che fine abbia fatto. Ma perché me lo chiede?». Nulla d’importante, maestro Scianna. Era solo un’inutile curiosità sollevata da una casalinga disperata…