Medea di Euripide ed Edipo a Colono di Sofocle sono le tragedie che il XLV Ciclo di spettacoli classici porterà in scena al Teatro Greco al 9 maggio al 21 giugno.
A illustrare il calendario delle attività istituzionali dell’INDA per il 2009, ieri nella sala Amorelli di Palazzo Greco, sono stati il presidente della Fondazione INDA, il sindaco Roberto Visentin, il presidente dea provincia Nicola Bono, il sovrintendente della fondazione INDA, Fernando Balestra, il presidente dell’Associazione Amici dell’INDA Enrico di Luciano.
Lo straniero è il tema che lega le proposte di questo ciclo di rappresentazioni su cui verrà allestito un convegno internazionale previsto per l’8 e il 9 maggio, a cui parteciperanno grecisti, filologi, antropologi, teologi e filosofi, per consentire una lettura a più livelli di un fenomeno carico di suggestioni attuali. “Colgo l’occasione per comunicare il rinnovo de mandato al sovrintendente Fernando Balestra per tutta la durata della mia sindacatura”, così esordisce Visentin prima di illustrare i grandissimi nomi in gioco che vedremo impegnati per l’edizione 2009.
La personalità eclettica di Giorgio Albertazzi verrà diretta da Daniele Salvo che firma la regia di Edipo a Colono, a Krzystof Zanussi è stata affidata la regia di Medea che vede protagonista Elisabetta Pozzi. Entrambi gli allestimenti verranno realizzati dal grande architetto Massimiliano Fuksas, l’artista toscano Sandro Chia sarà l’autore del manifesto che rappresenterà la stagione 2009.
Un vero e proprio connubio tra cultura classica ed arte contemporanea. La stagione prevede anche un terzo titolo in tournée, Le Supplici di Eschilo il cui debutto è previsto a Malta per il 2 giugno.
Nasce invece da un’idea di Fernando Balestra la performance di musica e parole “Canti e suoni dall’Orestiade“, una rassegna dei momenti più salienti dell’Orestiade di Eschilo andata in calendario al teatro greco l’anno scorso che inaugurerà lunedì il palcoscenico dello “storico” teatro Vasquez. L’evento, con la partecipazione straordinaria di Maurizio Donadoni affiancato da un cast di attori siracusani, ha l’intento di restituire alle parti corali il ruolo centrale che rivestivano nell’impianto del dramma sin dall’antichità.