La traduzione di Fedra. Nota di Fernando Balestra

Il Prof. Sanguineti con la moglie e il Sovrintendente Balestra, al Teatro Greco di Siracusa per la prima di Fedra.

La nota di Fernando Balestra, Sovrintendente Fondazione INDA, è stata pubblicata sul libretto di Fedra (Ippolito portatore di corona) edito in occasione del XLVI Ciclo di Spettacoli Classici.

Con la versione di Fedra (Ippolito portatore di corona) dal greco di Euripide (XLVI Ciclo di Spettacoli Classici, Teatro Greco di Siracusa 8 maggio / 20 giugno 2010) per la prima volta il grande poeta Edoardo Sanguineti accetta di collaborare con l’Istituto Nazionale del Dramma Antico su commissione e di cedere alla Fondazione i diritti d’autore della sua opera fino all’ultima replica.

La versione definitiva mi fu consegnata all’inizio del dicembre scorso in triplice copia dall’originale dattiloscritto) da Sanguineti nella sua casa stipata di libri, in un quartiere arrampicato sui costoni di Genova verso l’aeroporto, appena quaranta giorni dopo l’impegno assunto a seguito delle indimenticabili conversazioni in cucina su Brecht, Pavese, il Berliner Ensemble, Walter Benjamin, l’Orlando Furioso, il Genio di Ronconi e di Besson, la Lezione di Marx, la Fedra di Seneca, i recenti successi dell’INDA, l’Enciclopedismo di Paduano, l’altro traduttore del XLVI Ciclo.

Lessi il copione la sera stessa sul treno che mi portava da Genova a Firenze, dove mi attendevano il regista e la protagonista. Da subito fui rapito dal ritmo dei versi restituiti dalla tecnica  della traduzione a calco a visioni e respiri di una sorprendente antichità, di una tale forza espressiva, di un tale impatto emotivo, di una tale vitalità da costringermi a scorrerlo tutto d’un fiato, senza flessioni o soste.

Alla stazione di Santa Maria Novella ero ubriaco di parole e di felicità, sentivo il risultato raggiunto come un vanto, pensavo a Siracusa naturale custode e ispiratrice del codice rinnovato della poesia, immortale perché ripetibile, capace di parlare ancora oggi attraverso il Teatro al  cuore degli uomini.

Ringrazio Sanguineti per la disponibilità e la generosità, le stesse dimostrate nei confronti dell’Inda dagli eredi di Pasolini che mi  hanno permesso, su mandato del C.d.A.,di mettere in scena nel 2008 l’edizione riveduta e corretta dell’Orestiade di Eschilo, preparata nel 1960 per l’allestimento siracusano di Vittorio Gassman.

Il Sovrintendente

Fernando Balestra