
INDA 2009. Le Supplici. Foto A. Sterrantino
Articolo pubblicato su Dioniso – Volume LX , 1990 (Fascicolo I)
Solitamente, quando in una tragedia si rammenta un intervento del dio avvenuto in un tempo precedente quello della vicenda in atto, tale intervento risulta essere, in modo più o meno esplicito, strettamente connesso a tale vicenda dal momento che, nella maggioranza dei casi, costituisce l’antefatto remoto, la causa prima degli accadimenti susseguenti: a tal proposito si ricordi la maledizione divina sulla casa dei Labdacidi nei Sette Contro Tebe i cui effetti si ripercuotono su tutti gli avvenimenti che vedranno protagonista la stirpe di Edipo.
Le Supplici paiono costituire, da questo punto di vista, una eccezione. A prima vista infatti non è chiaro il legame che esiste, se esiste, tra la storia di Io e ciò che essa implica, cioè l’amore di Zeus, la punizione di Era, la liberazione di Io da parte di Zeus con la conseguente nascita di Epafo, e la vicenda in atto sulla scena, cioè la storia delle Danaidi.
E’ difficile pensare che Eschilo abbia introdotto nelle Supplici la storia mitica di Io soltanto per dare legittimità alla richiesta di asilo delle Danaidi alla città di Argo, dove Io appunto era nata. In effetti la difficoltà esiste.
Un tentativo di spiegazione è quello offerto da Mario Untersteiner, che ha il merito di approfondire il senso della storia di lo e conseguentemente di chiarire il nesso esistente tra questa vicenda mitica e quella delle Danaidi, mettendo in giusta luce l’importanza di cogliere gli elementi preellenici presenti in tali figure mitiche….