that he should weep for her? William Shakespeare, Hamlet Palazzo Greco – sede del Museo e Centro studi INDA – propone con “INDAretroscena, Ecuba – Troiane”, un’esposizione tematica dedicata alle cinque rappresentazioni delle tragedie euripidee portate in scena al Teatro greco di Siracusa nella storia del Dramma antico: nel 1939 (Ecuba), 1952 (Troiane), 1962 (Ecuba), 1974 (Troiane) e 1998 (Ecuba). La mostra è stata realizzata raccogliendo, inventariando, restaurando, in alcuni casi ricostruendo, i preziosi frammenti del patrimonio conservato dall’archivio INDA. L’allestimento si presenta articolato su due registri: nel salone a piano terra di Palazzo Greco, di fronte allo straordinario frammento di scenografia cambellottiana del 1927, la grande pedana luminosa modulare di metallo e di cristallo – acquisita a Palazzo Greco nel 2005, grazie alla collaborazione della Biennale di Venezia – contiene ed espone un campionario significativo dei materiali dell’Archivio INDA. Lo scrigno trasparente mette in mostra e racconta per immagini il lavoro di salvataggio dall’oblio di frammenti importanti della storia teatrale del Novecento, in corso al Museo INDA dal 2000, e insieme rappresenta visivamente lo spessore fragile della memoria su cui cammina il nostro presente. Il camminamento sulla pedana costituisce l’accesso alle opere esposte sulle ali del salone: plastici originali delle scenografie, costumi, manifesti scelti tra i preziosi materiali dell’Archivio INDA che sono stati di recente recuperati, restaurati, catalogati. Un video antologico proiettato a parete ripercorre la storia della Fondazione attraverso le immagini più significative delle varie annate. Al piano superiore, lo spazio dell’ampio salone espositivo è articolato, per tappe cronologiche, in cinque ‘stanze’: dagli anni ’30 alla fine del ‘900 una ‘stanza’ per ciascuna delle cinque rappresentazioni di Ecuba e Troiane raccoglie ed espone i materiali documentari dell’annata. Un ampio corredo di bozzetti, plastici, documenti, foto e video, ripropone le modalità – il tono e lo stile – che hanno caratterizzato le diverse messe in scena. Una proiezione a schermo presenta momenti di sintesi dei diversi spettacoli, attraverso spezzoni di filmati e i materiali più significativi dei cinque allestimenti siracusani. In ogni ‘stanza’ uno spazio di rilievo è stato concesso al costume che, di anno in anno, riveste la protagonista: in mostra dunque le cinque vesti teatrali con cui Ecuba è stata vista sulla scena del Teatro greco di Siracusa. Grazie alle ricostruzioni eseguite sui figurini e le immagini di scena, la figura di Ecuba, regina e mater dolorosa protagonista di entrambi i drammi euripidei, rivive a Palazzo Greco nelle versioni in cui è stata ideata e proposta al pubblico nelle cinque edizioni siracusane, dal 1939 al 1998. Nello spettacolo del 1939, Ecuba, nell’interpretazione di Giovanna Scotto, è quasi il ‘prototipo’ esemplare della madre in lutto, annientata dal dolore, i lunghi capelli bianchi sciolti sulle spalle e le orbite incavate, così come appare nel bozzetto di Duilio Cambellotti. Nelle parole di Veniero Colasanti, costumista di Troiane 1952, Ecuba, di nuovo interpretata da Giovanna Scotto, già ridotta a schiava ma ancora animata da dignità di regina, è “ammantata di nero come le altre Troiane per il lutto comune, con delle note rosse come di sangue che ancora guizzi violento nelle vene”. Nel 1962 Elena Zareschi è un’Ecuba nobile e dolente, nell’elegante abito scuro, arricchito di ricami e preziosi gioielli, ideato da Piero Zuffi. Nelle Troiane del 1974 invece, Ecuba, interpretata da Anna Miserocchi, con il volto coperto da una maschera dorata e un costume che richiama i toni bruni della terra, creato da Tullio Costa, propone una lettura tutta attualizzante del personaggio. Il 1998 infine, vede protagonista della scena un’Ecuba indomita, impersonata da Valeria Moriconi, che indossa un abito nero dalle linee essenziali, impreziosito da un manto regale di colore rosso. Altre due salette espositive raccolgono l’una i materiali fotografici e video di approfondimento relativi alle cinque rappresentazioni, l’altra le rassegne stampa ricostruite in facsimile e quindi rese accessibili e consultabili non solo agli studiosi, ma anche al pubblico dei visitatori del Museo INDA. Il percorso espositivo è accompagnato da motivi musicali tratti dalle musiche delle rappresentazioni di Ecuba e Troiane al Teatro greco, recuperate dagli spartiti e dalle registrazioni originali. Nell’esposizione di Palazzo Greco tutti i diversi elementi che concorrono a creare il ‘prodigio’ delle Rappresentazioni Classiche, estrapolati dal loro originario e ‘naturale’ contesto, trovano nuova luce: dalle scenografie alle musiche, dalle traduzioni alle interpretazioni degli attori, ogni aspetto degli spettacoli costituisce un frammento prezioso per studiare e ricostruire la storia del Teatro greco. E’ possibile, ad esempio, apprezzare le differenti scelte artistiche compiute dagli scenografi che hanno lavorato a Siracusa per la messa in scena di Troiane: l’impostazione ‘pittorica’ e naturalistica dell’ambientazione del 1952, con l’accampamento delle prigioniere che si apre su un boschetto e sulla rocca di Ilio – quasi una citazione en abyme sullo sfondo – contrasta con la scena di Troiane 1974, uno spazio tutto artificiale, chiuso da un alto muro di fondo e dominato da una torretta in legno adorna di pelli: una macchina bellica che evoca l’atmosfera della guerra, di ogni guerra, tanto primitiva e barbarica, quanto attuale. Riportate con immediatezza anche dalle ‘voci’ delle rassegne stampa e dalle musiche d’epoca, protagoniste della mostra sono le diverse modulazioni della violenza e del lutto: il dolore agito e patito, che dominano in Ecuba e in Troiane, sono dunque rievocate, oltre che sulla scena del Teatro greco nelle rappresentazioni di quest’anno per la regia di Massimo Castri e Mario Gas, anche nelle sale del Museo INDA.
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