Movimenti

Filottete, le prove. Il Coro. Foto F. Centaro

Quando Filottete fu rappresentato per la prima volta, nel 409 a.C., la storia di questo eroe era molto nota al pubblico. Ma questa tragedia, in questo tempo, non ha perduto il suo significato: dietro i suoi personaggi è possibile vedere, come attraverso una lente d’ingrandimento, situazioni con cui siamo costretti a confrontarci quotidianamente, come chi, forte del suo potere o della sua dialettica, vorrebbe indirizzare la vita degli altri in base ai propri interessi, senza preoccuparsi se ciò crei felicità o distruzione.
Lavorando in collaborazione creativa con lo scenografo, il compositore, il costumista, ho cercato di esprimere con segni chiari l’idea che il regista ha dello spettacolo. In particolare, mi sono impegnato ad unire ed adattare i vari movimenti scenici perché si inserissero organicamente nel corso del dramma e nello svolgimento dello spettacolo.
E se sarò riuscito nell’intento di far apprezzare al pubblico contemporaneo il modo in cui gli attori si muovono in scena, in relazione al carattere dei personaggi che interpretano, potrò ritenermi interiormente e profondamente soddisfatto.

Vasiliy Lukianenko