XLVI Ciclo di Rappresentazioni Classiche

INDA in tournée Giugno - Agosto 2010

Movimenti

Prove di Lisistrata. Foto.M.L. Aureli

Dario La Ferla

In Lisistrata la fisicità iniziale delle donne è legata alla curiosità, all’eccitazione per la dolorosa sfida proposta dalla protagonista: un corpo femminile unito dalla spinta ideologica e di “genere”. Gli uomini invece, contrapposti, non aspirano alla elevazione, legati come sono alle pulsioni istintive. Uomini dall’urgenza genitale e predatoria, e basta. Perenni reduci di guerra e pronti a quella successiva. Goffi guerrieri caduchi – cioè senza asse corporeo – in antitesi alla vitalità femminile. Dunque Eroicità, forza vitale e spirito di rivolta legati all’universo femminile, contrapposti a quel grottesco e forse ancora attuale paradigma del maschile legato al possesso, al dominio e al conflitto che porta non ad agire ma a reagire…Ma alla fine questi opposti si sovrappongono, il maschile e femminile si riuniscono, risolti in un unicum liberatorio e rispondente ai bisogni naturali e sociali, alla confusione che tutto omologa, al gesto senza idea né prospettiva ma come scarica psicomotoria. Lisistrata è dunque la diversa, colei che viola la norma etologica, che cerca e trova un’azione solo idealmente risolutiva. Così il finale è una illusoria liberazione della costrizione dei corpi, uno slancio che mi fa pensare all’epoca dei “movimenti”, alle avanzate in fila ostentanti utopia e felicità. L’uno e i tanti, l’eletto e il branco che, ancora una volta, torna in e con Aristofane.
Osservando Emiliano in prova, ho concordato e cercato di interpretare i prerequisiti registici che collocherebbero quest’opera a cavallo tra il prorompere irriverente del comico e una sottile linea di fondo dagli strascichi di contenuti densi e tragici.