Lisistrata di Aristofane
“Ah, sesso nostro pieno di libidine!
Non hanno torto a scrivere tragedie
sui fatti nostri! Se per noi non c’è
che una sola canzone! Oh via, Spartana
mia brava – ché, di certo, ove ci fossimo
tu sola ed io, si condurrebbe in porto
l’affare – dammi voto favorevole!”
La trama
Il dramma si apre con un dialogo notturno tra Lisistrata e Vincibella sull’Acropoli di Atene. La città, in agonia a causa della guerra, sembra oramai avviata verso un’irreversibile rovina. A trovare una via d’uscita a questo estenuante conflitto che, oltre ad Atene, ha condotto allo stremo tutti gli schieramenti, provvede Lisistrata: lo dice il suo stesso nome, letteralmente “colei che scioglie gli eserciti”. L’arguta eroina suggerisce alle donne di Atene, Sparta, Corinto e Beozia un espediente alquanto originale, certamente sovversivo, per costringere i loro uomini alla pace: astenersi dal sesso fino a quando essi decideranno la resa, mettendo così fine a questa forzata e prolungata austerità. Dopo un susseguirsi di situazioni e scene esilaranti, la commedia si conclude con un convito per celebrare la riconciliazione degli Elleni.