XLVI Ciclo di Rappresentazioni Classiche

INDA in tournée Giugno - Agosto 2010

Movimenti

di Alessio Maria Romano


“… chi non danza, ignora quel che accade…”

Cristo in un inno gnostico del II secolo

Il  mio lavoro con Carmelo Rifici consiste, da anni, nell’ascolto di suoi mondi, pensieri, riflessioni e possibilità al fine di aiutarlo, come un interprete di sogni, a far si che questi mondi  trovino concretezza nel corpo in scena. Quindi ascoltandoci e decifrando lui la parola ed il suo immaginario ed io i corpi e lo spazio, tenteremo di essere testimoni, oggi, delle parole di Euripide.

Ricostruire filologicamente i movimenti degli antichi cori è un’ impresa molto difficile e alquanto discutibile poiché pochissime sono le informazioni a noi pervenute su cosa il coro realmente facesse. Si dice che danzava e cantava. Oggi, la storia ci ha insegnato che tutto ciò che il corpo fa è danza,  sia esso camminare, sedersi, muovere le mani o i piedi. Quindi muovere nel tempo e nello spazio se stessi è danza e la danza è vita, testimonianza di esserci.

I cori sono come simboli di una comunità, testimoni delle scelte, dei desideri e dei conflitti del singolo uomo e della singola donna. Due mondi in eterna lotta, ieri come oggi. Ippolito e Fedra. Lo spirito ed il corpo. Il maschile ed il femminile.

In conclusione il movimento dei cori potrebbe essere come un’unione fra i due mondi. Come un grande stormo di uccelli che “sorvola” le vicende umane.

All’interno di questo antico e sacro spazio lo “stormo di uomini e donne” può sembrare un unico grande corpo così come tante individualità. Entra, esce, corre, cammina: che danzi o no, comunque è lì nel presente del proprio corpo.
Come voi, con il vostro, siete seduti su queste pietre ad ascoltare e forse a danzare.