XLVI Ciclo di Rappresentazioni Classiche

INDA in tournée Giugno - Agosto 2010

costumi

Fedra. Figurino di Margherita Baldoni per Fedra

La rappresentazione di Fedra (Ippolito portatore di corona) dà spunto alla visualizzazione di due mondi disgiunti, il mondo dell’ eros, presieduto da Afrodite, signora dei dolci amplessi, del desiderio e della passione, e l’universo di Artemide, fatto di foreste intricate e caccia, regolato da virtù virginale e rigore morale.

Ho cercato di tradurre l’appartenenza dei personaggi a questi due mondi opposti sfruttando i colori che per tradizione appartengono alle due dee e alle loro “sfere di influenza”: Fedra si veste di rosso, colore della passione per eccellenza, ma anche espressione di un “sanguinamento interiore” che macchia le vesti. Nello stesso tempo, un barlume di innocenza è definito dalla veste bianca che fuoriesce dalla fitta pieghettatura di seta che accarezza il corpo della donna.

A questo mondo appartengono anche la nutrice, il servo e il coro, che veste i colori della Dea connotati dall’azzurro del cielo e del mare, il marrone caldo della sabbia fino ad avvicinarsi, nei costumi delle coreute, al colore delle vesti della loro signora.

L’oro – per tradizione metallo legato alla dea Venere – si esprime nei corpetti sagomati che chiudono le forme dei corpi femminili definiti dai pepli in seta plissettata e dipinta a mano.

L’indole di Ippolito, con la sua scelta che esprime per certi versi una commistione di vita monastica e disciplina legata alla caccia, si traduce visivamente con una rigida corazza sagomata del colore della notte, momento caro alla Dea Artemide e una lunga gonna bianca che lo colloca nella sfera monacale. Così tutto il suo seguito, che indossa una lunga veste monastica chiara, espressione di purezza e virtù, mentre i giubbini ricordano i colori della  selva e della caccia.

Fuori da questi due universi si colloca la figura di Teseo legato alla figura di Poseidone, scuro, violento, nero.

Il lavoro svolto con Carmelo Rifici, mi ha portata a scegliere fogge lineari che rispettino la tradizione classica, facendo eccezione per i costumi più fantasiosi di Artemide e Afrodite, nei quali materiali più moderni si sovrappongono a sete e cotoni più tradizionali.

Margherita Baldoni

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