di VASILY LUKIANENKO
La vita dell’uomo è legata indissolubilmente alle condizioni sociali e al contesto culturale nel quale egli si trova a vivere, nonché alle personali dinamiche psicologiche che lo riguardano come individuo: tutti elementi che direttamente si riflettono sulla vita del corpo e sui suoi atteggiamenti. Per questa ragione, anche i movimenti scenici devono adeguarsi all’evoluzione psicofisica dei personaggi all’interno della vicenda rappresentata, per esprimere anche attraverso il loro corpo la loro condizione esistenziale in questa “tragedia del destino”.
Ho cercato di fare questo senza stravolgere la tradizione del teatro antico ma privilegiando in maniera esclusiva il riferimento all’attualità e provando ad illustrare in maniera plastica il processo di autodistruzione e di caduta dell’uomo in una condizione disumana, schiacciato dal conflitto con gli dei, con il destino o, in ogni caso, con forze superiori che lo sovrastano.
