Costumi

Figurino per "Le Supplici"

Figurino di Marcella Salvo per "Le Supplici"

Le giovani donne sono le protagoniste di questa tragedia: sulla scena, il coraggio di rivendicare la libertà di scelta. Sanno bene chi sono, da dove vengono e cosa chiedono per il loro futuro: la dignità è un valore supremo. Le loro vesti portano i colori delle terre del Nilo, della sabbia, dei papiri, segni evidenti della loro provenienza. E il capo ornato da veli di garze dorate, un simbolo della promessa di matrimonio: non obbligo a sottostare a consuetudini ancestrali, cui di fatto si ribellano, ma simbolo di unione ad un nuovo tipo di convivenza. Rifiutando le nozze imposte con i loro cugini, le Supplici cercano un rapporto paritario con il mondo greco, a cui sentono per diritto di nascita di appartenere, il mondo civile, rappresentato da Pelasgo, magnanimo e democratico.
Danao, il padre delle 50 fuggiasche indossa un immenso mantello, ornamenti di frange e kaftano di lino mentre l’argivo Pelasgo esibisce il suo lineare peplo a pieghe che lo rende simile una statua greca; sono entrambi capi di una comunità in evoluzione.
Gli abiti de Le Supplici hanno la luce, i colori dell’Africa, confezionati nell’eleganza del peplo greco. 
Due mondi che tornano, in questo spettacolo, a guardarsi.