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Verso Argo

Testo drammaturgico Eva Cantarella

Regia Manuel Giliberti

Impianto scenico da un’idea di Arnaldo Pomodoro

Costumi Rosa Lorusso

Musiche Antonio Di Pofi

Movimenti Serena Cartia

Assistente alla regia Luigi Piccione Di Rosolini

Progetto luci Elvio Amaniera

Progetto audio Vincenzo Quadarella

Costumista assistente e responsabile sartoria Marcella Salvo

Responsabile sala trucco Aldo Caldarella

Direttore di scena Mattia Fontana

Personaggi e interpreti

Scolta Alessandro Burzotta

Elena Clitemnestra Mita Medici

Ecuba Lucia Sardo

Cassandra Evelyn Famà

Andromaca Deborah Lentini

Taltibio Luchino Giordana

Menelao Massimo Cimaglia

Prima Corifea Simonetta Cartia

Seconda Corifea Francesca Pulvirenti

Astianatte Gianmarco Silotti

Musiche eseguite dai solisti dell’Istituto Musicale V. Bellini, Catania

Flauto Stefania Sgroi

Oboe Francesca Scavo

Corni Adriano Conti, Chiara Zito

Percussioni Simone Puglisi

Violino Gabriele Bosco

Viola Matteo Blundo

Violoncello Chiara D’Aparo

Contrabbasso Carmelo La Manna

Riprese audio Carmelo Caramagno

Accademia d’Arte del Dramma Antico – Sezione “Scuola di Teatro Giusto Monaco”

Coro delle troiane Aurora Cimino, Carla Cintolo, Cinzia Coniglione, Alice Fusaro,

Desirèe Giarratana, Virginia La Tella, Anita Martorana, Francesca Pulvirenti,

Sabrina Sproviero, Giulia Valentini, Arianna Vinci

Ombre dei guerrieri troiani Salvatore Agli,

Valerio Aulicino, Dario Battaglia, Alessandro Burzotta, Andrea Cannata, Corrado Drago,

Eugenio Fea, Gianni Luca Giuga, Marcello Gravina, Ivan Graziano, Riccardo Masi,

Vladimir Randazzo, Francesco Torre

Costumi Laboratorio di sartoria FONDAZIONE INDA ONLUS Siracusa

Scenografie Laboratorio di scenografia FONDAZIONE INDA ONLUS Siracusa

Delegato di Produzione Sebastiano Aglianò

Trama

Dalle mura di Argo si levano le parole della sentinella; da troppo tempo le navi greche sono partite alla volta di Troia e la città langue, popolata solo da vecchi in attesa e donne sole.

Ma d’improvviso il brillare di una fiamma porta l’attesa notizia: la guerra è finita, Troia è caduta…

Dalla reggia esce la regina Clitennestra. Informata dell’avvenimento racconta come furono i fuochi, accesi da monte a monte, a portare la esaltante notizia e incita tutta la città a prepararsi per il ritorno del re Agamennone.

Prende così il via Verso Argo, un testo il cui contenuto deriva da Eschilo, Euripide, Iliade e altre fonti classiche. L’intento è di narrare la caduta di Troia e la successiva vicenda della casa degli Atridi collegandone i destini.

L’operazione compiuta da Eva Cantarella nel suo lavoro drammaturgico rispetta pienamente le fonti interpolandole e collegandole tra loro facendo, però, in modo di arricchire le psicologie dei singoli personaggi di contenuti e sfumature.

Da Argo, infatti, la scena si sposta subito a Troia… le rovine fumanti della città abbattuta sono lo sfondo su cui si muove il corteo doloroso della deportazione delle donne troiane. Guida il gruppo la regina Ecuba, prima su tutte, la seguono le principesse Andromaca e Cassandra e, infine, reietta da tutti Elena, causa prima di tutti quegli avvenimenti.

Le donne troiane andranno incontro al loro destino, ognuna di esse percorrendo una strada diversa, accomunate tutte dalla loro sorte di vittima ma, in questa funzione, anche portatrici di sventura per chi, in quel momento, le assoggetta e le piega.

La messinscena di Verso Argo diviene una riflessione più ampia sul rapporto tra vincitori e vinti, le cui sorti e destini si mescolano e si ribaltano come in un gioco di specchi dove si confondono punti di partenza e arrivo.

La struttura del testo (alla quale Cantarella ha dedicato particolare attenzione) non si discosta dei canoni drammaturgici dei testi classici: pur tuttavia si riempie di contenuti innovativi che illuminano aspetti nascosti della storia che narrano.