Trama

Andromaca di Euripide

La tragedia è ambientata in Tessaglia, dinanzi al tempio di Teti e presso la reggia di Neottolemo, figlio di Achille. Andromaca, dopo la caduta di Troia, è divenuta schiava di Neottolemo, da cui ha avuto un figlio, Molosso. Anche per questa ragione la “principessa-schiava” incorre nella gelosia di Ermione, sposa legittima di Neottolemo e figlia di Elena e Menelao, che la accusa di esercitare su di lei arti magiche per renderla sterile e potere così prendere il suo posto nella casa dello sposo.
Con la complicità del padre Menelao, Ermione trama per uccidere Andromaca e Molosso, ma l’arrivo di Peleo, padre di Achille, riesce a sventare il pericolo e fermare Menelao, che con un pretesto rientra a Sparta, abbandonando vilmente la figlia alla sicura vendetta di Neottolemo. Costei, per la paura e per l’affronto subito, tenta di suicidarsi, ed è a stento trattenuta dalla Nutrice. Giunge Oreste, figlio di Clitennestra e Agamennone, che rivela ad Ermione di aver già messo in atto un piano contro il figlio di Achille, con cui era entrato in conflitto proprio per la mano della ragazza, inizialmente promessa ad Oreste ma poi concessa a Neottolemo. Per vendicarsi, Oreste ha istigato gli abitanti di Delfi contro di lui, instillando il sospetto che egli volesse depredare il santuario dei tesori offerti dai devoti. Credendo alla calunnia, i Delfici gli tendono un agguato e fanno scempio del suo corpo, bersagliandolo con dardi e pietre per poi gettarlo fuori dallo spazio sacro. Il cadavere di Neottolemo è condotto a sepoltura da Peleo, confortato dalla sua sposa divina, Teti. La dea ordina che Andromaca si trasferisca nella terra dei Molossi, dove sposerà Eleno. Da Molosso nascerà una dinastia che governerà quella terra. Teti libererà Peleo “dai mali degli uomini” e lo renderà suo sposo immortale.

Datazione: Intorno al 427 a.C.

Personaggi

in ordine di apparizione
Andromaca, Ancella, Coro di donne di Ftia, Ermione, Menelao, Figlio di Andromaca, Peleo, Nutrice, Oreste, Araldo, Teti

La trama e l’azione drammatica

La vicenda si svolge in Tessaglia, a Ftia, dinanzi al tempio di Teti e presso la reggia di Neottolemo, figlio di Achille. Andromaca, dopo la caduta di Troia e l’uccisione del marito Ettore e del figlio Astianatte, è divenuta schiava di Neottolemo, da cui ha avuto un figlio, Molosso. La “principessa-schiava” incorre nella gelosia di Ermione, sposa legittima di Neottolemo e figlia di Elena e Menelao: si rifugia dunque presso l’altare del santuario, minacciata a morte da Ermione che la accusa di esercitare su di lei arti magiche per renderla sterile e potere così prendere il suo posto nella casa dello sposo.
Nel timore di rappresaglie, durante l’assenza di Neottolemo che si è recato in pellegrinaggio a Delfi, Andromaca ha mandato Molosso lontano dalla reggia. Ma un’ancella avverte Andromaca che Ermione sta tramando di imprigionarle il figlio e di ucciderlo insieme con lei, e la esorta a chiedere aiuto al vecchio Peleo, padre di Achille. Nel frattempo giunge Ermione, che attacca duramente Adromaca, ostentando ricchezza e potere per umiliare la prigioniera.
Andromaca risponde a tono, smascherando le meschine “ragioni” di Ermione, ma la situazione precipita quando giunge Menelao che ha catturato Molosso ed ora minaccia di ucciderlo se la madre rifiuta di abbandonare l’altare che la protegge. Quando Andromaca si consegna a lui, Menelao rivela il tranello, minacciando la vita di entrambi. Solo l’arrivo tempestivo di Peleo riesce a salvarli, dopo un aspro confronto con il re spartano a cui il vecchio padre di Achille rimprovera di aver scatenato, per una donna da poco, una guerra foriera di lutti e dolore. Attraverso le parole e le azioni dei protagonisti di questo dramma esplode a tutti i livelli lo spettacolo di una violenza universale, che permea e corrompe ogni cosa. Con un pretesto Menelao si ritrae, abbandonando vilmente la figlia alla sicura vendetta di Neottolemo. Costei, per la paura e per l’affronto subito, tenta di suicidarsi, ed è a stento trattenuta dalla nutrice.
A questo punto giunge Oreste, figlio di Clitennestra e Agamennone, in cerca di Ermione che lo supplica di salvarla; a lei rivela di aver già messo in atto un piano di vendetta contro Neottolemo con cui era entrato in conflitto proprio per la mano della ragazza. Ermione era stata infatti promessa in sposa ad Oreste, ma successivamente Menelao aveva ritrattato, destinandola al figlio di Achille se fosse riuscito ad abbattere la città. Neanche Neottolemo aveva tenuto in conto le richieste di Oreste, a cui anzi aveva rinfacciato il matricidio commesso.
La rete di morte e vendetta creata da Oreste contro il rivale, l’assassinio del figlio di Achille, è narrato da un messaggero. Oreste ha istigato gli abitanti di Delfi contro di lui, suscitando in loro il sospetto che egli volesse depredare il santuario dei tesori offerti dai devoti. Credendo alla calunnia, senza esitazione, i Delfici tendono un agguato al sovrano e fanno scempio del suo corpo, bersagliandolo con dardi e pietre per poi gettarlo fuori dallo spazio sacro. Il cadavere del re è portato sulla scena e condotto a sepoltura da Peleo, confortato dalla sua sposa divina, Teti.
La dea ordina che Andromaca si trasferisca nella terra dei Molossi, dove sposerà Eleno, (figlio di Priamo, sopravvissuto alla guerra). Da Molosso nascerà una dinastia che governerà quella terra. Teti libererà Peleo “dai mali degli uomini” e lo renderà suo sposo immortale.

Cronologia. Datazione incerta, intorno al 427 a.C.