LA PIRRERA. CIRCUITO DEI TEATRI DI PIETRA.
“Siamo qua come agli orli della vita. Gli orli, a un comando, si distaccano; entra l’invisibile: vaporano i fantasmi.. Avviene, ciò che di solito nel sogno. Io lo faccio avvenire anche nella veglia. Ecco tutto. I sogni, la musica, la preghiera, l’amore… tutto l’infinito ch’è negli uomini, lo troverete dentro e intorno a questo viaggio”.
Non può che essere Pirandello ad aprire – lunedì 9 giugno – questo viaggio immaginifico dentro la cava di Melilli, in questa latomia, scavata dalla fatica degli uomini, fatta di pietra bianca, quasi luminosa. Uno spettacolo senza sipario e senza palcoscenico, un viaggio condiviso tra gli artisti del XLIV Ciclo di Spettacoli Classici, gli ospiti internazionali dell’Accademia d’Arte Drammatica del Teatro Antico del Mediterraneo (I nucleo Internazionale ) e il pubblico di “viaggiatori” , chiamati a partecipare a un percorso sonoro più che visivo, fatto di musica, parola, poesia.
Saranno i suoni a guidare i partecipanti tra i sentieri nascosti della Pirrera.
Creatura multanime e multiforme, “Canti e suoni dall’Orestiade” propone testi e musiche che pur “nascendo” da autori e da epoche diversi, creano insieme una drammaturgia, un mondo con cui giocare liberamente: ” Facciamo i fantasmi. Tutti quelli che ci passano per la mente. Con la divina prerogativa dei fanciulli che prendono sul serio i loro giuochi, la maraviglia ch’è in noi la rovesciamo sulle cose con cui giochiamo, e ce ne lasciamo incantare”. Ancora Pirandello. Dalle poesie di Ikmet, recitate in Turco, Italiano, Francese e Spagnolo, ai versi di Saffo e di Shakespeare, da un Miserere sardo a canti greci e turchi: un multilinguismo che va oltre il pensiero cosmopolita e diviene un’ apertura del cuore. Il senso profondo dell’umanesimo e del fare insieme teatro. Al centro rimane il viaggio, che si declina nelle parole del coro dell’Ecuba euripidea, pensieri neri di deportazione e sventura, così come nell’invito denso di sensualità e mistero di Baudelaire:

Ti invito al viaggio
in quel paese che ti somiglia tanto.
I soli languidi dei suoi cieli annebbiati
hanno per il mio spirito l’incanto
dei tuoi occhi quando brillano offuscati.
Laggiù tutto é ordine e bellezza,
calma e voluttà.
Il mondo s’addormenta in una calda luce
di giacinto e d’oro.
Dormono pigramente i vascelli vagabondi
arrivati da ogni confine
per soddisfare i tuoi desideri.

Infine, un tributo a Pasolini – traduttore e grande “anima” di questa Orestiade 2008 – con “Supplica a mia madre”, poesia di P.P. Pasolini musicata da Joe Schittino per due voci femminili, quartetto di sassofoni, violoncello e percussioni. Un cameo dedicato al l’amore viscerale per la madre, elemento strutturale della Poesia pasoliniana.
I narratori sono Francesco Alderuccio e Liliana Paganini, le musiche dal vivo sono eseguite dal Palermo Artensemble Sestetto. Il coordinamento Artistico è di Simonetta Cartia, che in questo spettacolo alla Pirrera valorizza e rielabora l’esperienza maturata attraverso i viaggi sentimentali nei quartieri di Modica realizzati con la cooperativa Cartellone. Il coordinamento organizzativo è di Tatiana Alescio. Elvio Amaniera è il responsabile luci, Antonio Paguni il direttore di scena.

La locandina