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	<title>INDA &#124; Istituto Nazionale Dramma Antico &#124; Fondazione ONLUS &#124; Siracusa</title>
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	<description>Spettacoli classici e attività culturali</description>
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		<title>Festival dei Giovani a Palazzolo Acreide</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 13:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[La stagione]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Grande entusiasmo per l'apertura della XVIII edizione del Festival dei Giovani, ospiti novantatrè scuole da tutto il mondo. Calendario appuntamenti in PDF]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6799" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/carlo-scibetta-e-sebastiano-agliano.jpg"><img class="size-medium wp-image-6799" title="carlo scibetta e sebastiano agliano" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/carlo-scibetta-e-sebastiano-agliano-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a><p class="wp-caption-text">sin.sind. di Palazzolo Carlo Scibetta e Sebastiano Aglianò, dietro le scene di Toni Fanciullo</p></div>
<p><strong>Palazzolo Acreide, 9 maggio 2012</strong>. Un passo a due degli allievi dell’Accademia Nazionale di Danza ha aperto il Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani giunto quest’anno alla sua XVIII edizione e che, per la sua specificità e per lo sforzo organizzativo, si conferma il più importante appuntamento di teatro giovanile al mondo.</p>
<p>A dare il benvenuto ai giovani ospiti internazionali il sindaco di Palazzolo Acreide, Carlo Scibetta che ha  sottolineato i numeri del XVIII Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani: 93 scuole provenienti da 10 Paesi in rappresentanza di 3 continenti con alcune novità che testimoniano la crescita dell’evento. Nel magico scenario del teatro greco di Palazzolo Acreide, i due giovani danzatori Lucrezia Serafini e Giacomo Luci hanno interpretato un pas de deux tratto dallo <em>Schiaccianoci</em>di Čajkovskij, aprendo e chiudendo la giornata inaugurale del Festival che quest’anno prevede 27 giornate di spettacoli. I primi giovani attori ad esibirsi sono stati gli studenti del liceo di Messini (Grecia) che hanno messo in scena Ifigenia in Tauride di Euripide.</p>
<div id="attachment_6800" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/lucrezia-serafini-e-giacomo-luci.jpg"><img class="size-medium wp-image-6800" title="lucrezia serafini e giacomo luci" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/lucrezia-serafini-e-giacomo-luci-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Lucrezia Serafini e Giacomo Luci</p></div>
<p>“Quest’anno abbiamo per la prima volta una rappresentanza dell’Africa centrale con la partecipazione di una scuola proveniente dalla Tanzania – ha detto Scibetta – ed i confini del Festival sono sempre più lontani grazie alla presenza degli studenti dell’Università Federale della Siberia. A dimostrazione della costante crescita sia in quantità che in qualità”.</p>
<p>E sempre in questa stagione il Festival raggiunge anche il traguardo dell’edizione più lunga: 27 giorni di programmazione, fino al 4 giugno, quando calcheranno la scena del teatro greco di Palazzolo Acreide gli allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico che chiuderanno la rassegna con lo spettacolo <em>Il Canto dei Vinti</em>.  I Paesi partecipanti sono dunque, oltre l’Italia, il Belgio, la Lituania, la Grecia, la Tanzania, la Repubblica Ceca, la Spagna, la Francia, la Germania e la Russia. E per il prossimo anno – ha anticipato il sindaco Scibetta – potrebbe arrivare una rappresentanza dagli Stati Uniti d’America.</p>
<p>L’impianto scenico anche quest’anno è stato curato dall’artista siracusano Toni Fanciullo.</p>
<div id="attachment_6801" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/liceo-messini-grecia-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-6801" title="liceo messini - grecia 2" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/liceo-messini-grecia-2-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Liceo Messini, Grecia, in Ifigenia in Tauride di Euripide</p></div>
<p>Ricordiamo che la manifestazione è promossa, gestita e finanziata dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico Fondazione onlus, che persegue così una delle sue finalità istituzionali: sensibilizzare i giovani e le scuole alla tradizione della cultura classica saggiando i vari livelli del “fare teatro”, dalla traduzione alla messa in scena, dalla riflessione critica alla frequentazione del Ciclo di Spettacoli Classici, presenti con continuità dal 1914 al Teatro greco di Siracusa. A curare la complessa macchina organizzativa del Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani, Sebastiano Aglianò con la preziosa collaborazione di Raffaele Cravano.  <strong></strong></p>
<p>“Il Festival è un esempio di coerente progetto culturale, effettuato in un arco di tempo limitato e in un medesimo luogo, interamente a spese della Fondazione, protagonisti il pensiero occidentale (motore vivo della contemporaneità) e l’universo degli adolescenti – ricorda il sovrintendente Inda, Fernando Balestra &#8211; un progetto culturale che prevede inoltre la partecipazione attiva di ogni gruppo scolastico alla complessa macchina degli Spettacoli Classici a Siracusa, attraverso l’agenda di incontri con i registi e gli interpreti coinvolti nella stagione in corso”.</p>
<p><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/locandina-A3-palazzolo.pdf"> In PDF Calendario appuntamenti Palazzolo</a></p>
<p><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/locandina-A3-palazzolo-1.pdf"> PalazzoloManifesto (1)</a></p>
<p><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/manifesto-palazzolo-per-sito.pdf">di Aronne Samà su opera di Michele Ciacciofera </a></p>
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		<title>I traduttori e Dionysos al Museo &#8220;Paolo Orsi&#8221; ed inaugurazione della Fontana di Palazzo Greco</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 13:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[La stagione]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[L' Associazione Amici dell'Inda incontra i traduttori ed inaugura restauro della Fontana. Dionysos al Museo "Paolo Orsi"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6747" class="wp-caption alignleft" style="width: 285px"><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/6rid.jpg"><img class=" wp-image-6747" title="Dioniso e satiro" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/6rid.jpg" alt="" width="275" height="288" /></a><p class="wp-caption-text">Part.di cratere con Dioniso e satiro (metà V sec.a.C.)</p></div>
<p>Dopo l<em>&#8216;<strong>Incontro con i traduttori</strong></em> di giovedì 10 maggio  al Museo Archeologico Regionale &#8221;Paolo Orsi&#8221; alle 18.30,  l&#8217;<strong>Associazione Amici dell&#8217;Inda</strong> organizza per venerdì 11 maggio alle 11 <strong>l&#8217;apertura, dopo il restauro, della Fontana</strong><strong> </strong><strong>di Palazzo Greco di Corso Matteotti</strong>. Si tratta di un&#8217;occasione per ribadire l&#8217;impegno che l&#8217;Associazione Amici dell&#8217;Inda mostra nei confronti della città e del suo patrimonio storico e artistico. &#8220;L&#8217;associazione si impegna &#8211; commenta Enrico Di Luciano &#8211; come ogni anno, oltre che con un incontro per esaltare il valore delle traduzioni dei tre testi in cartellone, invitando i traduttori, un altro momento importante che possa far percepire alla città, tutta, come il nostro patrimonio possa e debba essere salvaguradato&#8221;. Il restauro è stato realizzato da due restauratrici di particolare esperienza già impegnate nel ripristino lapideo del Duomo di Siracusa.</p>
<div id="attachment_6784" class="wp-caption alignright" style="width: 281px"><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/part.-di-una-lekythos-a-figure-nere-VI-sec.-a.C..jpg"><img class="size-medium wp-image-6784" title="part. di una lekythos a figure nere VI sec. a.C." src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/part.-di-una-lekythos-a-figure-nere-VI-sec.-a.C.-271x300.jpg" alt="" width="271" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">part.di una lekythos a figure nere (VI sec.a.C)</p></div>
<p>Giorno 10 maggio alle 20 al Museo Archeologico &#8220;Paolo Orsi&#8221;,  con l&#8217;inaugurazione della mostra  <strong><em>Dionysos: mito immagine teatro</em></strong>  in collaborazione con il  Rotary club di Siracusa e la Fondazione Inda. &#8220;Scopo dell’esposizione- commenta la direttrice del Museo Beatrice Basile - è mettere il visitatore di fronte ai molteplici campi di azione di Dioniso, partendo dall’aspetto più noto alla sensibilità moderna – la preparazione e il consumo del vino – per arrivare ad una definizione più complessa ed articolata della personalità del dio più amato dagli uomini: dio del teatro, dell’eros, delle iniziazioni misteriche. Un mito e una personalità divina così complessa &#8211; conclude la direttrice Basile - trovano illustrazione anche negli oggetti che il mondo antico ci ha tramandato e che costituiscono l’oggetto della mostra <em>Dionysos: mito, immagine, teatro</em> curata dal Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi” in accordo con l’Istituto Nazionale del Dramma Antico, come contraltare archeologico della tragedia euripidea&#8221;. Dunque una ricca serie di raffigurazioni vascolari su lekythoi, crateri, anfore, tra VI e IV sec. a.C., accompagnata da oggetti di artigianato, monete,  gemme, (molti dei quali esposti per la prima volta) fornisce un ampio repertorio dell’iconografia di Dioniso e degli aspetti più caratteristici del mito.</p>
<p><strong>Durata della mostra: 10 maggio – 30 settembre 2012</strong></p>
<p><strong>Con il contributo di: Rotary Club Siracusa e Banca Popolare Agricola di Ragusa </strong></p>
<p><strong>Info e prenotazioni visite guidate<strong>:</strong></strong><a href="mailto:urpmuseosr@regione.sicilia.it"><strong>urpm</strong></a><strong><a href="mailto:urpmuseosr@regione.sicilia.it"><strong>useosr@regione.sicilia.it</strong></a><strong>; tel. 0931 464022</strong></strong></p>
<p><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/7rid1.jpg"><img class="alignright  wp-image-6749" title="7rid" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/7rid1-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a></p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_6748" class="wp-caption alignright" style="width: 209px;">
<dt class="wp-caption-dt"></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Maschera di vecchio Sileno (III sec.a.C)</dd>
</dl>
</div>
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		<title>Ultimi giorni&#8230;prima delle prime</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 11:09:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[La stagione]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[A pochi giorni dalle prime ,a Palazzo Greco, incontro per la stampa con i registi Calenda, Longhi, Torre e gli attori del 48° Ciclo di spettacoli classici]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6753" class="wp-caption alignleft" style="width: 249px"><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/Popolizio-Prometeo.jpg"><img class="size-medium wp-image-6753" title="Popolizio, Prometeo" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/Popolizio-Prometeo-239x300.jpg" alt="" width="239" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Prometeo, Massimo Popolizio</p></div>
<p><strong>Si apre nel segno di una grande offerta culturale il 48° ciclo di Rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa.</strong> <strong>Tre le opere in cartellone</strong> per la stagione 2012 dell’Istituto Nazionale del Dramma antico <strong>presentate giorno 7 maggio </strong>in un’affollata sala Amorelli, a Palazzo Greco, nel corso della tradizionale conferenza stampa d’apertura.<br />
“Tre spettacoli di pari dignità – ha esordito il sindaco Roberto Visentin, presidente dell’Inda -: <strong><em>Prometeo</em> di Eschilo, <em>Baccanti</em> di Euripide e <em>Uccelli</em> di Aristofane in scena da venerdì 11 maggio al 30 giugno prossimo</strong>. Tredici repliche in più per una stagione che aumenta la produttività per la città, in percentuale, del 27% e stringe ancora di più il legame tra Siracusa e il suo Teatro”.</p>
<div id="attachment_6756" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/da-sin.-Sovr.Balestra-Pres.Visentin-Damiano-Chiaromonte.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-6756" title="da sin. Sovr.Balestra, Pres.Visentin, Damiano Chiaromonte" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/da-sin.-Sovr.Balestra-Pres.Visentin-Damiano-Chiaromonte-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Sovr.Balestra, Pres.Visentin e Damiano Chiaromonte</p></div>
<p>Il presidente Visentin ha anche parlato delle straordinarie scenografie firmate dall’architetto olandese Rem Koolhaas.<br />
Di rapporto tra cultura materiale e immateriale ha parlato il presidente della Provincia, Nicola Bono, il quale ha anche accennato al centenario del 2014 che la fondazione Inda si appresta a festeggiare. Sulla qualità eccelsa del cartellone di quest’anno si è soffermato Fabio Granata, vice-coordinatore nazionale di Fli, che ha anche annunciato una sua proposta di legge per celebrare il secolo dell’Istituto nazionale del Dramma antico.<br />
<strong>“C’è grande bisogno di cultura classica – ha detto Granata – e Siracusa ha in questo senso un ruolo fondamentale”.</strong><br />
E’ stata poi la volta del soprintendente dell’Inda, Fernando Balestra che ha ringraziato la macchina organizzativa che lavora alla messinscena degli Spettacoli classici e tutti i protagonisti del 48° ciclo.<br />
“Quest’anno sul palco torna la danza – ha detto Balestra – che mancava a Siracusa dal 1936. Il corpo di ballo della Martha Graham Dance Company, insieme con le allieve dell’Accademia d&#8217;Arte del Dramma Antico, renderanno unico il coro delle due tragedie. E una grande attesa vi è per <em>Uccelli</em> che saranno rappresentati per la prima volta a Siracusa”.<br />
L’allievo di Luca Ronconi, Claudio Longhi, ha presentato <em>Prometeo</em> di Eschilo, nella traduzione di Guido Paduano, che debutterà venerdì.<br />
<strong>“<em>Prometeo</em> fa riflettere – ha detto il regista – sul senso della precarietà, tema straordinariamente attuale”.</strong><br />
Per la settima volta al Teatro Greco, Antonio Calenda firma <em>Baccanti</em> di Euripide, nella traduzione di Giorgio Ieranò, che debutterà sabato: “Si rinnova un antico sortilegio – ha detto – della parola che diventa immagine”.</p>
<div id="attachment_6757" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/Janet-Eilber-Claudio-Longhi-Antonio-Calenda-e-Francesco-Moncada.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-6757" title="Janet Eilber, Claudio Longhi, Antonio Calenda e Francesco Moncada" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/Janet-Eilber-Claudio-Longhi-Antonio-Calenda-e-Francesco-Moncada-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">da sin.Janet Eilber, Antonio Calenda, Claudio Longhi e Francesco Moncada</p></div>
<p>Il terzo titolo in cartellone, <em>Uccelli</em> di Aristofane, è affidato alla regia di Roberta Torre.<br />
<strong>“Il Teatro greco di Siracusa – ha detto la regista – è un luogo magico, di straordinaria potenza. Mettere in scena questa commedia è poi una grande sfida perché non abbiamo precedenti, siamo emozionati e felici”.</strong></p>
<div id="attachment_6782" class="wp-caption alignright" style="width: 209px"><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/sergio-Evelpide1.jpg"><img class="size-medium wp-image-6782" title="Sergio Mancinelli, Evelpide in Uccelli" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/sergio-Evelpide1-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Sergio Mancinelli, Evelpide in Uccelli</p></div>
<p>Grande emozione anche per gli attori protagonisti. <strong>Massimo Popolizio, che dà volto e anima a <em>Prometeo</em>, torna al Teatro Greco per la quarta volta. </strong>“A Siracusa – ha commentato l’attore – si vive un incontro-scontro soprattutto umano. Qui tutto è esaltato e ogni volta non è mai uguale a quella precedente”.<br />
E non ha celato la sua felicità <strong>Maurizio Donadoni, che interpreterà Dioniso in <em>Baccanti</em> prendendo il posto di Giorgio Albertazzi</strong>bloccato a causa di problemi di salute. “Ero in panchina – ha scherzato Donadoni – e mi sono ritrovato al posto di un grandioso titolare. Spero di essere all’altezza di questo compito che mi riempie di orgoglio”.</p>
<div id="attachment_6754" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/Dioniso-Maurizio-Donadoni-e-Penteo-Massimo-Nicolini.jpg"><img class="size-medium wp-image-6754" title="Dioniso Maurizio Donadoni e Penteo Massimo Nicolini" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/05/Dioniso-Maurizio-Donadoni-e-Penteo-Massimo-Nicolini-300x239.jpg" alt="" width="300" height="239" /></a><p class="wp-caption-text">Dioniso Maurizio Donadoni e Penteo Massimo Nicolini</p></div>
<p><strong>L’attore Mauro Avogadro ha fatto cenno al lavoro degli allievi dell’Accademia del teatro classico che debutteranno in scena sul palco del Temenite.</strong><br />
Intanto, si apre il 9 maggio la diciottesima edizione del Festival internazionale del teatro classico dei giovani di Palazzolo che è stato annunciato dal sindaco, Carlo Scibetta. “Più di cento spettacoli – ha detto Scibetta – e 93 istituti coinvolti per un successo che si rinnova come il rapporto fra la cultura antica e le nuove generazioni”.<br />
La conferenza stampa di apertura del XLVIII ciclo di Spettacoli Classici al Teatro greco di Siracusa è stata chiusa da Beatrice Basile, direttrice del Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi di Siracusa che dal 10 maggio al 30 settembre ospita una mostra sui reperti legati al mito di Dionisio. Molti dei pezzi esposti saranno per la prima volta fruibili al pubblico.</p>
<p>(Foto di Maria Laura Aureli, Gianni Luigi Carnera, Franca Centaro)</p>
<div class="mceTemp"></div>
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		<title>Maurizio Donadoni sostituisce Giorgio Albertazzi in Dioniso di Baccanti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 12:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
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		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Giorgio Albertazzi lascia le tragedie per motivi di salute. Prende il suo posto Maurizio Donadoni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6717" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/GLC_9591.jpg"><img class="size-medium wp-image-6717" title="Aiace, Maurio Donadoni" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/GLC_9591-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Maurizio Donadoni, Aiace di Sofocle, 2010</p></div>
<p>Riceviamo da Giorgio Albertazzi e pubblichiamo la notizia della sua assenza agli spettacoli del 48° Ciclo di Spettacoli classici per motivi di salute.</p>
<p>Nel corso di una normale visita di controllo, si è rilevata una<br />
condizione patologica per la quale si è reso necessario un preventivo intervento<br />
chirurgico alla carotide sinistra. L&#8217;operazione è perfettamente<br />
riuscita ma i medici sconsigliano un impegno immediato e consigliano 15 giorni di<br />
riposo assoluto. Con senso di profondo rincrescimento anche nei confronti di<br />
Tonino Calenda e del sovrintendente Fernando Balestra, auguro un grande<br />
successo allo spettacolo e all&#8217;attore che prenderà il mio posto nel ruolo prestigioso di Dioniso.<br />
Con affetto, Giorgio Albertazzi</p>
<p>Sarà<strong> Maurizio Donadoni</strong> a sostituire nel ruolo di Dioniso in <em>Baccanti</em>, l&#8217;amico Giorgio Albertazzi. Per l&#8217;attore, da anni legato alla Fondazione Inda e alla sua storia, si tratta della quinta stagione siracusana. Già Tiresia e la Guardia in <em>Antigone</em> nel 2005 con la traduzione di Maria Grazia Ciani e la regia di Irene Papas, Donadoni torna al Teatro Greco di Siracusa nel 2008 per il ruolo di Messaggero in <em>Agamennone</em> e Apollo in <em>Eumenidi</em> nell&#8217;operazione che vede Pietro Carriglio regista di <em>Orestiade</em> di Pier Paolo Pasolini. Nel 2009 sarà la volta di Giasone in <em>Medea</em> (traduzione Ciani) con la regia di Krysztof Zanussi e Creonte in <em>Edipo a Colono</em> con la traduzione di Giovanni Cerri e la regia di Daniele Salvo. Infine, nel 2010 l&#8217;attore  torna in <em>Aiace</em> nel ruolo di protagonista con la traduzione di Giovanni Cerri e la regia di Daniele Salvo e Teseo in <em>Fedra</em> (<em>Ippolito portatore di corone</em>) con la traduzione di Edoardo Sanguineti e la regia di Carmelo Rifici.</p>
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		<title>La violenza degli Dei che segna le tragedie</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 12:01:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
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		<category><![CDATA[La Repubblica di Palermo]]></category>

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		<description><![CDATA[LA VIOLENZA DEGLI DEI CHE SEGNA LE TRAGEDIE di Guido Paduano Oggi allo Steri e domani all’ hotel Borsa si celebra il convegno sul tema “Tirannici numi. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA VIOLENZA DEGLI DEI CHE SEGNA LE TRAGEDIE</strong></p>
<p><em>di Guido Paduano</em><br />
Oggi allo Steri e domani all&#8217; hotel Borsa si celebra il convegno sul tema &#8220;Tirannici numi. Violenza divina in &#8220;Prometeo e Baccanti&#8221;, organizzato dall&#8217; Istituto del dramma antico per presentare il nuovo ciclo di spettacoli classici in scena a maggio a Siracusa. Pubblichiamo un intervento del traduttore di &#8220;Prometeo&#8221; di Eschilo sull&#8217; argomento del convegno<br />
Le due tragedie che si rappresentano quest&#8217; anno a Siracusa sono le due sole, nel corpus superstite, ad affrontare argomenti di storia religiosa: il Prometeo racconta la punizione inflitta al Titano per aver troppo favorito l&#8217; umanità, mentre le Baccanti esprimono il contrastato ritorno dall&#8217; Oriente di Dioniso alla madrepatria Tebe. Paradossalmente, sono le due tragedie che meglio dimostrano la laicità della tragedia greca, giacché non si attestano su nessuna posizione dogmatica, ma discutono il tema divino con arditezza e spregiudicatezza tale che nel primo caso hanno fatto dubitare della paternità eschilea, mentre nel secondo hanno prodotto la diffusa definizione delle Baccanti come &#8220;enigma&#8221;. Il convegno che l&#8217; Istituto del dramma antico di Siracusa celebra da stamattina allo Steri sul tema &#8220;Tirannici numi. Violenza divina in Prometeo e Baccanti &#8220;, si incentra su una parola chiave, che segna il punto di maggiore divergenza fra la religione greca e la civiltà cristiana. Questa parola è &#8220;violenza&#8221;, che nel Prometeo diventa addirittura un personaggio muto del prologo, accanto al personaggio parlante &#8220;Potere&#8221; nella coppia dei fedeli servitori di Zeus che, insieme al riluttante Efesto, eseguono l&#8217; orribile condanna. Ma se Prometeo resta vittima della violenza, ben più ambiguo è lo statuto del potere, che la vittima in certo modo possiede conoscendo il segreto che può porre termine al regno di Zeus, o al contrario assicurarlo per sempre. Se infatti Zeus si unirà con la nereide Teti, da loro nascerà un figlio destinato a esautorare il padre, così come Zeus ha rovesciato il padre Crono e lo stesso Crono a suo tempo il padre Urano: se, avvertito da Prometeo, si asterrà da questa unione (e Teti sposerà il mortale Peleo e partorirà &#8220;solo&#8221; Achille), il regno di Zeus sarà sottratto alla vicenda del tempo e alla spietata regola dello scontro fra le generazioni, che ha reso finora il divino precario quanto l&#8217; umano, per diventare perpetuo e assoluto. La conciliazione con Prometeo, che è condizione di questo sviluppo, comporterà altresì che nel regime dei valori garantiti da Zeus entri anche quello cui Zeus è più estraneo, cioè la pietà. Le Baccanti hanno una struttura apparentemente più tradizionale, che Nietzsche infatti interpretava come tardiva resipiscenza del poeta nei confronti della religiosità tradizionale: violenza, condannata come tale, è indubbiamente la persecuzione che il sovrano illuminista Penteo esercita contro Dioniso e il suo culto, ma essa è come inglobata nella vendetta del dio, che la ripaga e la supera, tant&#8217; è vero che all&#8217; una come all&#8217; altra si applica la parola con cui Eschilo equiparava la colpa umana allo squilibrio cosmico, vale a dire la hybris. Il culto di Dioniso è infatti ambiguamente sospeso fra l&#8217; idillio e la distruzione, come mostra il fatto che lo scempio fatto del nemico ha riscontro nella cerimonia rituale dello sparagmos (ovvero lo sbranamento dell&#8217; animale sacrificale). Un&#8217; ambiguità ancora più profonda, o piuttosto una collusione, intercorre fra i processi della conversione e della punizione, entrambi operati dal dio: per punizione della loro incredulità le donne tebane, fra cui le zie di Dioniso, vengono trasformate in Baccanti, e come tali diventano a loro volta strumento della punizione di Penteo. * L&#8217; autore è docente all&#8217; Università di Pisa e traduttore di &#8220;Prometeo&#8221; -<br />
GUIDO PADUANO<br />
Repubblica &#8211; Palermo 13 aprile 2012</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il XLVIII Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Greco di Siracusa</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 17:19:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[La stagione]]></category>

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		<description><![CDATA[La Fondazione Inda presenta la nuova stagione 2012, i protagonisti della scena, il calendario degli spettacoli, i cast al completo. Tra gli attori Maurizio Donadoni, diretto da Antonio Calenda, Massimo Popolizio, diretto da Claudio Longhi e Mauro Avogadro diretto da Roberta Torre. Scene di Rem Koolhaas, Studio Oma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6622" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/IND_84503.jpg"><img class="size-medium wp-image-6622" title="IND_8450" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/IND_84503-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Scena in costruzione</p></div>
<p>Le straordinarie scene di <strong>Rem Koolhaas </strong>dello Studio Oma, la <strong>Martha Ghaham Dance Company </strong>diretta da Janet Susan Eilber, <strong>Maurizio Donadoni </strong>nel ruolo di Dioniso in <em>Baccanti</em> di Euripide, diretto da Antonio Calenda, <strong>Massimo Popolizio </strong>nel ruolo di <em>Prometeo </em>nell&#8217;omonima tragedia eschilea, diretto da Claudio Longhi e ,ancora, <strong>l&#8217;Accademia d&#8217;Arte del Dramma Antico </strong>sono i protagonisti del prossimo XLVIII Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Greco di Siracusa.</p>
<div id="attachment_6630" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/IND_7906xxx.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-6630" title="IND_7906xxx" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/IND_7906xxx-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Massimo Popolizio, Prometeo un momento delle prove</p></div>
<p>Quest&#8217;anno la Fondazione Inda prevede, dall&#8217;11 maggio al 30 giugno, al consueto programma di alternanza delle due tragedie, <em>Prometeo</em> e <em>Baccanti</em>, anche i lunedì della commedia con <em>Uccelli</em> di Aristofane, traduzione di Alessandro Grilli e regia di <strong>Roberta Torre</strong>. Un calendario, dunque, fitto di appuntamenti con il mondo del teatro nel magico scenario dell&#8217;antica cavea, dove quest&#8217;anno la tradizione, eminenti grecisti come Guido Paduano (<em>Prometeo</em>) e Giorgio Ieranò (<em>Baccanti</em>) e Alessandro Grilli, si incontrano e si confrontano sulla scena con il modernismo di Rem Koolhaas.</p>
<div id="attachment_6640" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/IND_8113xxx.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-6640" title="IND_8113xxx" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/IND_8113xxx-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Daniele Griggio, Cadmo in Baccanti con Antonio Calenda</p></div>
<p>L&#8217;architetto olandese (e i suoi collaboratori, Barbara Materia, Francesco Moncada, Ippolito Pestellini e Miguel Taborda) per il Teatro Greco di Siracusa hanno immaginato e progettato una struttura che reinterpreta lo spazio attraverso l&#8217;inserimento di tre parti distinte e connesse allo stesso tempo, una macchina centrale con scalinata, un anello lungo l&#8217;intero diazoma che prosegue in tutta l&#8217;area della skené e una zattera centrale. La scena unica per tutti e tre gli spettacoli, utilizza materiali come compensato marino, vernice protettiva trasparente opaca e pedane rivestite di metallo dorato. Rem Koolhaas, architetto e progettista dedito alle sperimentazioni di nuovi linguaggi visivi e architettonici, anche in questo caso si distingue per una proposta di grande impatto visivo.</p>
<div id="attachment_6634" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/IND_8491xxx.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-6634" title="Roberta Torre" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/IND_8491xxx-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Roberta Torre, Uccelli 2012</p></div>
<p>Di eccellenza anche i nomi degli attori presenti in tutti e tre gli spettacoli, Mauro Avogadro, Gaia Aprea, Daniela Giovanetti, Rocco Castrocielo, Sergio Mancinelli.</p>
<p>Segue, in allegato,<strong> intervento del Sovrintendente Fernando Balestra </strong>, nota del <strong>Presidente della Fondazione </strong>, nota del <strong>Consigliere</strong> <strong>Delegato </strong>,del <strong>Presidente Amici dell&#8217;Inda</strong> e<strong> cast completi </strong>degli spettacoli.<br />
Immagini di M.L.Aureli.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La Fondazione Inda e la Settimana della Cultura</title>
		<link>http://www.indafondazione.org/senza-categoria/la-fondazione-inda-e-la-settimana-della-cultura/</link>
		<comments>http://www.indafondazione.org/senza-categoria/la-fondazione-inda-e-la-settimana-della-cultura/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 15:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[La stagione]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[La Fondazione Inda aderisce alla Settimana della Cultura. Protagonisti gli allievi dell' Accademia d'Arte del Dramma Antico e gli studenti delle scuole siracusane. Dettagli nell'articolo (foto M.L.Aureli)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6589" class="wp-caption alignleft" style="width: 133px"><img class="wp-image-6589    " title="IND_7523xxx" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/IND_7523xxx1-300x199.jpg" alt="" width="123" height="82" /><p class="wp-caption-text">I giovani dell&#39;Accademia in Sei personaggi in cerca d&#39;autore, Tempio di Apollo, 17 marzo 2012</p></div>
<dl id="attachment_6578" class="wp-caption " style="width: 310px;">
<dt></dt>
</dl>
<p>Ecco i tre appuntamenti della Fondazione Inda all&#8217;interno della Settimana della Cultura</p>
<p><strong>SABATO 21 APRILE</strong></p>
<p>Museo Regionale Paolo Orsi (anzichè Palazzo Greco) ore 10.00/12.00<br />
<strong>LEGGERE AD ALTA VOCE</strong>. Laboratorio di lettura.<br />
Gli alunni delle scuole primarie di 1° e 2° grado, accompagnati dagli allievi del 3°anno dell&#8217;Accademia d&#8217;Arte del Dramma Antico-Sezione &#8220;Scuola di Teatro G.Monaco&#8221;, leggono ad alta voce le &#8220;<em><strong>Tragedine</strong></em>&#8221; scritte da Annamaria Piccione.</p>
<p><strong>DOMENICA 22 APRILE</strong>. Palazzo Greco-Salone Amorelli ore 10,00<strong></strong></p>
<p><strong>CORRISPONDENZE</strong>.<strong>Lettere dall&#8217;Archivio INDA.</strong><br />
Per conoscere Mario Tommaso Gargallo, il fondatore dell&#8217;Istituto del Dramma Antico.Gli allievi del 3°anno dell&#8217;Accademia d&#8217;Arte del Dramma Antico-Sezione &#8220;Scuola di Teatro G.Monaco&#8221;, leggono le missive del 1913.</p>
<p><strong> LUNEDI&#8217; 23 APRILE </strong>Palazzo Greco-Sala degli Argonauti,ore 10.00/12.00</p>
<div class="mceTemp"><strong>UN LIBRO PER AMICO</strong>.</div>
<div class="mceTemp">Per il secondo anno l&#8217;INDA ospiterà presso la propria sede i vincitori del progetto.</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Elenco definitivo maschere 2012 ed esito colloquio di inglese</title>
		<link>http://www.indafondazione.org/news/esito-colloquio-maschere-idonee/</link>
		<comments>http://www.indafondazione.org/news/esito-colloquio-maschere-idonee/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 09:22:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[La stagione]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[NOMINATIVI IDONEI DELLE MASCHERE STAGIONE  2012
ELENCO DEFINITIVO

AGOSTA CHIARA
AREZZO MIRKO
BUCCHERI ELEONORA
CAMPISI ARIANNA
CARNAZZA VIVIANA
CASSIA VALENTINA
CELANO IVAN MARIA
CHIODO VALENTINA
CIFALI MARCELLA
DI CARO SONIA
DI PIETRO CLAUDIA
FAILLA LORENA
FARINA SIMONA
IMPALLOMENI ESTER VIVIANA
INCARDONA SIMONE
LA PIRA CONCETTO GIANCARLO
MARCHESE SAMANTHA
MARINO EMILIA
MATARAZZO ALBERTO
MIGLIORISI ALESSIO
PREVITI LUCA
PRINCIPATO GIOVANNA
REALE LUCIANO
NOMINATIVI IDONEI DELLE MASCHERE STAGIONE  2012
ELENCO DEFINITIVO

AGOSTA CHIARA
AREZZO MIRKO
BUCCHERI ELEONORA
CAMPISI ARIANNA
CARNAZZA VIVIANA
CASSIA VALENTINA
CELANO IVAN MARIA
CHIODO VALENTINA
CIFALI MARCELLA
DI CARO SONIA
DI PIETRO CLAUDIA
FAILLA LORENA
FARINA SIMONA
IMPALLOMENI ESTER VIVIANA
INCARDONA SIMONE
LA PIRA CONCETTO GIANCARLO
MARCHESE SAMANTHA
MARINO EMILIA
MATARAZZO ALBERTO
MIGLIORISI ALESSIO
PREVITI LUCA
PRINCIPATO GIOVANNA
REALE LUCIANO
RIZZO DANIELE
ROMANO AGNESE
ROTONDO GIOVANNA
RUSSO MARIA
SALERNO MARTINA
SANTACROCE CINZIA


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>NOMINATIVI IDONEI DELLE MASCHERE STAGIONE  2012<br />
ELENCO DEFINITIVO</p>
<p>Fondazione Inda , 24 aprile 2012</p>
<p>AGOSTA CHIARA<br />
AREZZO MIRKO<br />
BUCCHERI ELEONORA<br />
CAMPISI ARIANNA<br />
CARNAZZA VIVIANA<br />
CASSIA VALENTINA<br />
CELANO IVAN MARIA<br />
CHIODO VALENTINA<br />
CIFALI MARCELLA<br />
DI CARO SONIA<br />
DI PIETRO CLAUDIA<br />
FAILLA LORENA<br />
FARINA SIMONA<br />
IMPALLOMENI ESTER VIVIANA<br />
INCARDONA SIMONE<br />
LA PIRA CONCETTO GIANCARLO<br />
MARCHESE SAMANTHA<br />
MARINO EMILIA<br />
MATARAZZO ALBERTO<br />
MIGLIORISI ALESSIO<br />
PREVITI LUCA<br />
PRINCIPATO GIOVANNA<br />
REALE LUCIANO<br />
RIZZO DANIELE<br />
ROMANO AGNESE<br />
ROTONDO GIOVANNA<br />
RUSSO MARIA<br />
SALERNO MARTINA<br />
SANTACROCE CINZIA<br />
VALVO GIORGIA<br />
VINCI LAURA<br />
ZOCCO LUDOVICA</p>
<p>La Fondazione Inda rende noti i nominativi delle maschere risultate idonee al colloquio di inglese svoltosi lo scorso <strong>16 aprile alle ore 15.</strong></p>
<table width="219" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<colgroup>
<col width="219" /> </colgroup>
<tbody>
<tr>
<td width="219" height="27">NOMINATIVI IDONEI</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">DI PIETRO CLAUDIA</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">CELANO IVAN MARIA</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">ZOCCO LUDOVICA</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">LA PIRA CONCETTO GIANCARLO</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">VALVO GIORGIA</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">SALERNO MARTINA</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">ROTONDO GIOVANNA</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">REALE LUCIANO</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">MARCHESE SAMANTHA</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">MIGLIORISI ALESSIO</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">IMPALLOMENI ESTER VIVIANA</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">INCARDONA SIMONE</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">FAILLA LORENA</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">FARINA SIMONA</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">DI CARO SONIA</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">CARNAZZA VIVIANA</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">CHIODO VALENTINA</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">CIFALI MARCELLA</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">CAMPISI ARIANNA</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">AREZZO MIRKO</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">BUCCHERI ELEONORA</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">AGOSTA CHIARA</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">PRINCIPATO GIOVANNA</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">SANTACROCE CINZIA</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">RIZZO DANIELE</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">CASSIA VALENTINA</td>
</tr>
<tr>
<td height="17">RUSSO MARIA</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.indafondazione.org/news/esito-colloquio-maschere-idonee/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Convegno internazionale di studi sul Dramma Antico</title>
		<link>http://www.indafondazione.org/news/convegno-internazionale-di-studi-sul-dramma-antico-2/</link>
		<comments>http://www.indafondazione.org/news/convegno-internazionale-di-studi-sul-dramma-antico-2/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 17:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[La stagione]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre e Convegni]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.indafondazione.org/?p=6525</guid>
		<description><![CDATA[Ha raccolto un particolare successo il convegno su Tirannici Numi. Violenza divina in Prometeo e Baccanti. Presenti prestigiosi relatori e studiosi della tragedia. Dettagli degli interventi nell'articolo (immagini Studio Italia, Pa)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img title="Palazzo Steri Convegno 3" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/Palazzo-Steri-Convegno-3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Aula Magna di Palazzo Steri</p></div>
<div id="attachment_6529" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-6529 " title="Missineo, Balestra, Salerno" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/Missineo-Balestra-Salerno-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">da sin. Sebastiano Missineo, Fernando Balestra, Marco Salerno</p></div>
<p>“L’annuale apertura degli Spettacoli classici al Teatro Greco di Siracusa ripete il rito iniziatico di un’appartenenza, di un’identità le cui radici ci dicono, ancora oggi, che il fine ultimo dell’uomo rimane l’uomo, la poesia contro la brutale violenza della storia”. Possono essere queste parole del <strong>Sovrintendente Fernando Balestra </strong>l’ avvio di un resoconto del prestigioso Convegno internazionale di studi del Dramma Antico <em>Tirranici Numi. Violenza divina in Prometeo e Baccanti</em>, svoltosi il 13 e il 14 aprile scorsi a Palazzo Steri e al Grand Hotel Piazza Borsa di Palermo. Tra le note di saluto del Sovrintendente Balestra anche i risultati importanti ottenuti negli ultimi otto anni di attività della Fondazione, con più di 50mila di copie vendute della pubblicazione sugli spettacoli annuali, l’attività dal 2011 di Casa editrice della Fondazione, i numerosi seminari, laboratori e dibattiti che sia nelle università italiane che quelle europeela Fondazione è riuscita a realizzare. Inoltre la creazione, dal 2007, dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico, giunta al suo terzo anno ma anche eventi come mostre (l’ultima risale al 13 gennaio scorso) ed eventi che continuano a non mancare. “Pur avendo perso un finanziamento pubblico pari a 4 miliardi di euro – ha puntualizzato Balestra -la Fondazione Inda gode di ottima salute”.</p>
<div id="attachment_6530" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6530 " title="Gesualdo Campo" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/Gesualdo-Campo-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Gesualdo Campo, Dirigente Generale del Dip. Reg. Beni Culturali</p></div>
<p>Il <strong>Magnifico Rettore dell’Università di Palermo</strong>, <strong>Roberto Lagalla</strong>,  ha parlato del compiacimento dell’Ateneo per la collaborazione prestigiosa e per avere scelto Palermo da parte dell’Inda, definita uno degli ambasciatori della Sicilia nel mondo.  “Le rappresentazioni classiche di Siracusa – ha commentato il Rettore  Lagalla &#8211; costituiscono uno degli attrattori culturali più importanti, capaci di fare massa critica. Abbinare il tema dello spettacolo e, quindi, della rappresentazione scenica con l’analisi storico scientifica della tradizione classica, coinvolgendo il ruolo e il portato di conoscenza del sistema universitario siciliano aggiunge valore e pregio al nostro lavoro” ha concluso Lagalla.</p>
<p>E’ sull’attenzione ai giovani che si è incentrato invece l’intervento del <strong>Consigliere delegato della Fondazione Inda</strong>, <strong>Enza Signorelli</strong>. “Attraverso il progetto Prometeo ma anche con il Festival dei Giovani di Palazzolo Acreide ed altro ancora, tutte le nostre attività ogni anno coinvolgono centinaia di studenti. Non dimentichiamo – aggiunge Enza Signorelli – l’ attività editoriale di Dioniso (diretta dal prof. Guido Paduano) e il nostro sito web, perché ci sia la massima diffusione del nostro lavoro. L’Istituto del Dramma Antico compie 100 nel 2013 ela Fondazione Inda, nonostante le difficoltà economiche, ha saputo trovare un equilibrio inventando e trovando sempre nuove risorse. Vorrei lanciare un messaggio a tutti i giovani  &#8211; in conclusione ha aggiunto &#8211; non dimentichiamo, non dimenticate che conoscere il mondo della classicità è fondamentale per il lavoro di domani”.  Tra le autorità del settore ricordiamo l’intervento dell’assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Missineo che ha insistito sull’importanza del sito archeologico del Parco della Neapolis, il secondo più visitato in Sicilia, con 150mila visitatori l’anno. “Il fatto che in determinati periodi dell’anno ci siano iniziative – ha detto Missineo &#8211; che riescono ad unire l’importante binomio di contenitore / contenuto è un obiettivo da perseguire in tutti i siti siciliani, addirittura sarei dell’avviso di prolungare il più possibile la stagione, creando altre occasione di attrazione e di sviluppo nel nostro territorio”.</p>
<div id="attachment_6531" class="wp-caption alignright" style="width: 209px"><img class="size-medium wp-image-6531" title="Marco Salerno" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/Marco-Salerno-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /><p class="wp-caption-text">Marco Salerno, Dirigente Generale del Dip. Regionale Turismo, Sport e Spettacolo</p></div>
<p>Ai saluti del Preside della Facoltà di Lettere di Palermo, <strong>Mario Giacomarra</strong> si sono, quindi, aggiunti gli interventi dei dirigenti del Dipartimento regionale dei Beni Culturali, Gesualdo Campo, e di Turismo, Sport e Spettacolo, <strong>Marco Salerno</strong>. Il primo ha sottolineato come il Teatro Greco di Siracusa sia l’ unico caso di teatro di pietra che mantiene la sua originaria missione. “Se non ci fosse l’Inda – ha precisato Campo &#8211; forse tutto questo non sarebbe successo. E’ l’unico Istituto che promuove la cultura classica, al di là delle strutture di ricerca classica. E registrare questo elemento è  cosa di particolare rilevanza, soprattutto se guardiamo alla Grecia attuale. Che questa struttura esisti in Sicilia è un punto fortemente identitario perché siamo stati greci ellenizzati. Fermo restando la massima disponibilità gestionale, un po’ patiamo che questa missione non abbia il veicolo di trasmissione che è la lirica, oppure cartelloni invernali. Siamo accanto all’Inda”.</p>
<p>Il dirigente dell’Area Turismo, Sport e Spettacolo , Marco Salerno, ha puntato invece l’attenzione sulla difficoltà oramai nel mantenere quel rapporto vivo tra il mondo dell’Università e l’Assessorato. “Un tempo l’Università – ha detto Salerno &#8211; ci sosteneva nelle linee direttrici da mantenere in seno alle riforme importanti, era uno scambio proficuo e intelligente che oggi ci manca. Oggi, purtroppo, la politica è lontana dai luoghi di studio e di ricerca”. <strong>Maria Amalia Mastelloni</strong>, direttore del Parco Archeologico di Siracusa, ha approfondito uno degli aspetti di ricerca che sono stati riaperti da qualche anno intorno all’area archeologica del Teatro greco e, in particolare, l’ipotesi di teatro lineare nel Parco della Neapolis. Antecedente  e con una grossa gradinata divisa in tre zone, di questo teatro arcaico già nel 1952 il prof. Vicinio Gentili aveva parlato. “ L’idea che possa esserci stato un teatro precedente arcaico accanto all’attuale del terzo secolo – ha commentato M. Amalia Mastelloni &#8211; ci può dunque far supporre che si realizzavano spettacoli a Siracusa anche nel 5° secolo, in un’area, però, più antica”. Compito dunque della Mastelloni quello di invitare a pensare il Teatro Greco solo una parte di un’intera area sacra ben più vasta e ancora da approfondire.</p>
<div id="attachment_6532" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px"><img class="size-medium wp-image-6532" title="Maria Amalia Mastelloni" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/Maria-Amalia-Mastelloni-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /><p class="wp-caption-text">Maria Amalia Mastelloni, Direttore Parco Archeologico Siracusa</p></div>
<div id="attachment_6533" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><img class=" wp-image-6533  " title="Dott.ssa Enza Signorelli" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/Dott.ssa-Enza-Signorelli-300x199.jpg" alt="" width="240" height="159" /><p class="wp-caption-text">Enza Signorelli, Consigliere Delegato Inda tra due docenti del Liceo Classico &quot;E.Montale&quot; di Roma</p></div>
<p>PRESENTAZIONE DEL COORDINATORE SCIENTIFICO</p>
<p><em><strong>Guido Paduano</strong>, Università di Pisa, traduttore di Prometeo</em></p>
<h4>Tirannici Numi. Violenza divina in Prometeo e Baccanti</h4>
<p>Le due tragedie rappresentate quest’anno a Siracusa sono le due sole, nel corpus superstite, ad affrontare argomenti di storia religiosa, il <em>Prometeo</em> la punizione inflitta al Titano per aver troppo favorito l’umanità, le <em>Baccanti</em> il contrastato ritorno dall’Oriente di Dioniso alla madrepatria Tebe. Paradossalmente, sono le due tragedie che meglio dimostrano la <em>laicità</em> della tragedia greca, giacché non si attestano su nessuna posizione dogmatica, ma discutono il divino con arditezza e spregiudicatezza tale che nel primo caso hanno fatto dubitare della paternità eschilea, nel secondo hanno prodotto la diffusa definizione delle <em>Baccanti</em> come “enigma”. Il convegno si incentra su una parola chiave, che segna la maggiore divergenza fra la religione greca e la civiltà cristiana. Questa parola è “violenza”, che nel <em>Prometeo</em> è addirittura personaggio muto del prologo, accanto al personaggio parlante “Potere” nella coppia dei fedeli servitori di Zeus che, insieme al riluttante Efesto, eseguono l’orribile condanna. Ma se Prometeo resta vittima della violenza, ben più ambiguo è lo statuto del potere, che la vittima in certo modo possiede conoscendo il segreto che può porre termine al regno di Zeus, o al contrario assicurarlo per sempre. Se infatti Zeus si unirà con la nereide Teti, da loro nascerà un figlio destinato a esautorare il padre, così come Zeus ha rovesciato il padre Crono e Crono a suo tempo il padre Urano: se, avvertito da Prometeo, si asterrà da questa unione (e Teti sposerà il mortale Peleo e partorirà “solo” Achille), il regno di Zeus sarà sottratto alla vicenda del tempo e alla spietata regola dello scontro fra le generazioni, che ha reso finora il divino precario quanto l’umano, per diventare perpetuo e assoluto. La conciliazione con Prometeo, che è condizione di questo sviluppo, comporterà altresì che nel regime dei valori garantiti da Zeus entri anche quello cui Zeus è più estraneo, la pietà. Le <em>Baccanti</em> hanno una struttura apparentemente più tradizionale, che Nietzsche infatti interpretava come tardiva resipiscenza del poeta nei confronti della religiosità tradizionale: violenza, condannata come tale, è indubbiamente la persecuzione che il sovrano illuminista Penteo esercita contro Dioniso e il suo culto, ma essa è come inglobata nella vendetta del dio, che la ripaga e la supera, tant’è vero che all’una come all’altra si applica la parola con cui Eschilo equiparava la colpa umana allo squilibrio cosmico, <em>hybris</em>. Il culto di Dioniso è infatti ambiguamente sospeso fra l’idillio e la distruzione, come mostra il fatto che lo scempio fatto del nemico ha riscontro nella cerimonia rituale dello <em>sparagmos</em> (sbranamento dell’animale sacrificale). Un’ambiguità ancora più profonda, o piuttosto una collusione, intercorre fra i processi della conversione e della punizione, entrambi operati dal dio: per punizione della loro incredulità le donne tebane, fra cui le zie di Dioniso, vengono trasformate in baccanti, e come tali diventano a loro volta strumento della punizione di Penteo.</p>
<div id="attachment_6537" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-6537" title="Carles Miralles, Università di Barcellona" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/Carles-Miralles-Università-di-Barcellona2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Carles Miralles, Università di Barcellona</p></div>
<p>Stralci di interventi dei convegnisti</p>
<p><strong><em>Salvatore Nicosia</em></strong> Università di Palermo, presiede</p>
<p><em>Intervento di <strong>Carles Miralles</strong>, Università di Barcellona</em></p>
<h4><em>Prometeo</em>, una tragedia senza eroi</h4>
<p>Prometeo  è poesia per la scena e quanto si deve vedere viene detto dai personaggi. Un deserto, un luogo estremo ,eccessivo  è quello in cui si trova Prometeo. Lo stesso Oceano e le oceanine vi arrivano volando. Gli uomini non vi possono andare, mentre altri sì, con il volo, fuori dall’umano. Davvero volando? E la macchina scenica? Gli spettatori ateniesi  ne potevano davvero vedere il volo? Stando alle parole vi dovevano essere una quantità di effetti speciali anche se con solo parole, ci dobbiamo rendere conto, ad esempio, dell’eccezionalità delle effetti fragorosi, il testo conduce a rendere ancora più inaccessibile il luogo dall’inizio. L’isola di Prometeo è di un’epoca eroica, un dirupo all’origine del regno di Zeus. Non vi sono né eroi né casati. Prometeo comincia in scena il suo supplizio,  perché ha regalato all’uomo il fuoco. Solo Io, punita da Zeus e tormentata da un tafano, potrebbe considerarsi vicino ad una condizione eroica. Io è un punto di riferimento mitico per  altre donne. Prometeo stesso è immortale. E’ un dio. Tra gli dei ve ne sono, Eracle, amico suo e Dioniso . Dei che si sono dovuti guadagnare la divinità, dei nei cui miti restano indizi chiari con la condizione divina. Né Eracle né Dioniso possono considerarsi degli dei. Prometeo viene considerato dagli antropologi tra gli dei cultuali ma dentro la eroicità tragica questa è condizione non significativa. Prometeo è un dio tra i più antichi, un Titano ma separato da loro perché ha un nome, una sua storia, un nome come gli dei olimpici di Zeus. Più che miti questi dei hanno un luogo nelle cosmogonie e cosmologie. Nella tragedia vi sono eroi, qui invece un dio che soffre. Prometeo rimane lì incatenato per tutta la tragedia…corpo che si fa natura con una roccia. La sua solitudine è una cosa unica con la sua sofferenza.  Corporeità tra eroi, insolita nelle tragedie. Spazio deserto con dei. Alcuni sono i temi principali come amore amicizia e philìa,  dimensione primigenia non nelle istituzioni umane ma nella natura del mondo così come è”.</p>
<div id="attachment_6538" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-6538" title="Maria Pia Pattoni, Università Cattolica" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/Maria-Pia-Pattoni-Università-Cattolica-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Maria Pia Pattoni Università Cattolica Milano</p></div>
<p><em><strong>Maria Pia Pattoni</strong>, Università Cattolica di Milano</em></p>
<h4><em></em>Per un’interpretazione della scena di Oceano nel <em>Prometeo incatenato</em></h4>
<p>La scena di Oceano è stata oggetto di molteplici discussioni per gli scarsi legami con l’azione drammatica tanto da indurre a sostenere che potrebbe essere tagliata senza che si perda nulla di reale sostanza drammatica; dello stesso personaggio di Oceano sono state date opposte interpretazioni: secondo una diffusa linea interpretativa, egli incarnerebbe una certa tipologia di servo del potere, con una riprovevole inclinazione all’intrigo e al maneggio e per questo viene fatto oggetto di pesante ironia da parte di Prometeo. Altri critici, all’opposto, spostando il polo negativo sulla cieca caparbietà del protagonista insistono sulla sincerità del vecchio dio, che rappresenterebbe quel determinato aspetto dell’etica isocratica che si riassume nelle due massime delfiche del “conosci te stesso” e del “nulla di troppo”.. Una analisi delle testimonianze letterarie su questa figura mitica induce a ritenere che nel v secolo Oceano fosse avvertito come un dio che non ama schierarsi  e che teme profondamente la suprema autorità di Zeus. Un’analisi dell’episodio nel suo complesso consente di individuare in questo personaggio la tipologia  del falso philos, attestata soprattutto in alcune tragedie euripidee. Anche le modalità sceniche del suo ingresso confermerebbero questo aspetto dell’ethos del personaggio.</p>
<p><em><strong>Roberto Alonge</strong>, Università di Torino</em></p>
<h4>Appunti sul Prometeo incatenato</h4>
<p>Alonge ha analizzato i vv. 204-36 dove viene messa in evidenza un’ambiguità di fondo di Prometeo e dove viene anche chiarito che la tragedia non è la storia della rivolta del ribelle rispetto al Cielo come metafora dell’uomo. Non è vero secondo, Roberto Alonge, che si tratti di  una metafora di un discorso politico, piuttosto è una storia cosmogonica. Già nel 1968, afferma Alonge, Guido Paduano in saggio ci dice che Prometeo è storia cosmosgonica,  ovvero passaggio da Cronos a Zeus. La tragedia insiste sul fatto che questa guerra è finita, vinto Zeus ma siamo all’indomani e Zeus una volta preso il potere, distribuisce le ricompense ma non dà nulla a Prometeo. In quei versi lui racconta come sono andate le cose. Prometeo da titano doveva stare con i suoi fratelli Titani e non con Zeus, convince i suoi fratelli, portatore del dolos, cerca di convincerli e di essere leader del suo clan. Passa sull’altro fronte, alleato infido e non può pretendere ricompense da Zeus. Non dobbiamo leggere il Prometeo pensando necessariamente che Eschilo stesse dalla sua parte. La  sua, di Prometeo, è una visione interessata. In quei versi da un lato assistiamo ad una involontaria versione da furbo dall’altro Prometeo, superata questa confessione, si inventa il ruolo di vittima.</p>
<p><em>                                                                            </em></p>
<div id="attachment_6539" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6539 " title="Enrico Di Luciano, Giorgio Patrizi e Carlers Miralles" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/Enrico-Di-Luciano-Giorgio-Patrizi-e-Carlers-Miralles-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">da sin. Enrico Di Luciano, Giorgio Patrizi, Carles Miralles</p></div>
<p><em><strong>Giorgio Ieranò</strong> Università di Trento traduttore di Baccanti  </em></p>
<h4>Dioniso e il suo doppio</h4>
<p>Le <em>Baccanti</em> non sono la prima tragedia a mettere in scena il personaggio di Dioniso. Eschilo, in particolare, aveva composto drammi dionisiaci tra i quali si ricordava un<em> Penteo</em>, molto simile per trama alle <em>Baccanti</em>. Euripide riprende, dunque, una consolidata tradizione teatrale piegandola probabilmente a nuovi intenti e contaminando, come spesso fa la tragedia, mito e attualità. Dioniso è personaggio multiforme che, in un gioco di sipari ingannevoli dietro cui si nasconde il cuore crudele del suo enigma, appare moltiplicato in immagini sempre diverse. Penteo, a sua volta, esprime punti di vista magari comuni al cittadino ateniese (per esempio sul rapporto tra orgiasmo dionisiaco e sessualità) ma incapaci di cogliere il mistero rappresentato da Dioniso. I miracoli dello  Straniero, vero doppio del dio, santone ciarlatanesco che inganna tutti i personaggi del dramma (tanto i suoi seguaci quanto i suoi nemici) rappresentano lo scacco che la ragione umana è costretta a subire dall’enigma del divino.</p>
<p><em><strong>Massimo Fusillo</strong>, Università dell’Aquila</em></p>
<h4>Il grottesco dionisiaco: traduzioni e rielaborazioni recenti delle Baccanti</h4>
<p>E’ il comico e il tragico è la polarità in cui far entrare la figura di Dioniso. Nel mondo antico troviamo più raramente la decostruzione tra tragico e comico che, invece,  più tardi è possibile incontrare.DIONISIMO E DIONISIACO. Se ci rivolgiamo al mondo del teatro troviamo una tendenza al grottesco, a partire soprattutto negli anni ‘80. Oggi trattiamo, in particolare, di due registi, Enzo Moscato e Luigi Lo Cascio che usano il grottesco per riflettere sulla tragedia ma anche sulla banalizzazione e commercializzazione della tragedia oggi. Queste due rielaborazioni ci aiutano a capire cosa sia Dioniso oggi nell’epoca postmoderna<ins cite="mailto:Utente" datetime="2012-04-17T15:21">.</ins> Enzo Moscato.  Il più originale e di più lungo respiro attore e autore dell’attuale drammaturgia posteduardiana. Di fatto Moscato è  attore, autore, regista e traduttore. Il suo è un teatro che gioca tutto sulla contaminazione dei registri, la sua è una lingua molto lontana da quella di Eduardo, è un teatro barocco, lussureggiante, antinaturalistico, antilineare, monologico e ossessivo. Non ha nulla della costruzione aristotelica e si concentra tutta sul monologo. La metafora della Babele credo sia la cifra per presentare Enzo Moscato, contaminazione e ibridazione di linguaggi, affresco corale. Il rapporto fra Enzo Moscato e <em>Baccanti</em> avviene in due tempi: traduzione e spettacolo, il secondo è una destrutturazione del primo. <em>Disturbing a tragedy </em>, il titolo del testo, è una traduzione molto bella ed efficace, all’interno ci sono degli squarci di reinvenzione. C’è anche un’altra forma del contagio, il dialetto che appare come un lampo che interrompe il flusso, è l’emergere della “barbarie”. Contagio che diventa contaminazione con un testo che è bilingue,  pieno di sibili, gorgoglii. Altra polarità io/ altro è il tema del doppio. Moscato elimina il messaggero che diventa un replicante di Dioniso, un altro Dioniso che replica a Penteo. Un esempio di traduzione che passa alla rielaborazione.Un altro tema del teatro di Moscato è il travestimento. In tutto il teatro di  Moscato sono spesso protagonisti travestiti, il travestimento è figura retorica della metamorfosi. Il dialetto smette di essere semplicemente un  lampo ed è dominante rispetto all’italiano. Agave domina nella seconda parte, invasata, in dialetto…con aggiunte sul tema del rosso. Un’altra delle modifiche è Agave che da cosciente non pronuncia più battute… solo rantoli. Presenza di didascalie nel teatro di Moscato è sostegno al testo. In  esso le didascalie sono delle vere proprie interpretazioni,  c’è  una tendenza al saggismo. Il finale è importante per l’ambivalenza di Euripide nei confronti del dionisismo. Il fatto che l’ambivalenza e la vendetta siano considerate eccessive, spropositate tutto questo viene esplicitato nella battuta di Tiresia, e sulla falsità di fiction. Finale importante per <em>Disturbing a tragedy</em>.<br />
Luigi Lo Cascio. <em>La caccia</em> è monologo, delirio kafkiano per frammenti, che rivede tutta la scena delle <em>Baccanti </em>come un delirio intervallato con dei caroselli, dissonanti rispetto al culto del dionisiaco. Cifra visionaria e fantastica ne <em>La caccia</em> di Lo Cascio con un Dioniso bambino e una frammentazione babelica. Nuova metamorfosi del Dioniso con contaminazione di linguaggi e che non può che approdare al grottesco.</p>
<div id="attachment_6540" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6540" title="Gran Hotel Piazza Borsa Sala Ducrot" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/Gran-Hotel-Piazza-Borsa-Sala-Ducrot-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Sala Ducrot, G.H.Piazza Borsa</p></div>
<div id="attachment_6541" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="wp-image-6541 " title="Claudio Longhi regista Prometeo" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/Claudio-Longhi-regista-Prometeo-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Claudio Longhi, regista di Prometeo</p></div>
<p><em><strong>Claudio Longhi</strong> Università di Bologna, regista di Prometeo</em></p>
<h4>Prometeo incatenato, ovvero il potere “crudele” dell’occhio</h4>
<p>Credo che il tema dello sguardo in <em>Prometeo </em>sia centrale, è una tragedia dello sguardo. A vari livelli. Prometeo è colui che guarda lontano e nel futuro. C’è un&#8217;altra dimensione quella dello sguardo erotico, che Zeus destina ad Io e alle Oceanine, a cui vogliono sottrarsi.  Ci sono altre due declinazioni. Come esercizio di potere, come seduzione e potere di comprensione.Problema centrale non è solo essere oggetto di punizione ma anche di essere visto. La punizione è legata ad essere guardati ed essere  oggetto di sguardo. Lo sguardo, qui, ha la doppia valenza…sguardo maschile e femminile. Penetra l’oggetto quello di Prometeo ed è avvolto dalle lacrime, quello delle Oceanine.</p>
<p>Altro tema è quello del tempo. E’ una tragedia cosmica, il darsi un tempo non coincide con la rappresentazione. Una tragedia che si sviluppa nei secoli. Il tempo degli stasimi è cruciale per lo sfrangimento e dilatazione dell’azione. Straordinariamente affascinante nell’orchestrazione di <em>Prometeo</em><strong> </strong>è il<strong> </strong>doppio sguardo nel trascorrere del tempo.<strong> </strong> Sicuramente siamo davanti ad una visione diversa di <em>Antigone</em> o S<em>isifo</em> di Clizia. Civiltà connotata da un senso positivo esiste, secondo me, una civiltà che passa. Narrativamente esistono due accadimenti. <em>Prometeo</em> è una sorta di azione sospesa tra due catastrofi. C’è la catastrofe che prelude alla salita di Zeus e quella, come spada di Damocle, del cosa accadrà del dominio di Zeus….certo ci troviamo davanti ad un mondo sospeso, questa dimensione di precarietà credo sia una possibilità tra le chiavi di attualità di questo testo.</p>
<div id="attachment_6542" class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><img class=" wp-image-6542 " title="Antonio Calenda regista Baccanti" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/Antonio-Calenda-regista-Baccanti-300x199.jpg" alt="" width="270" height="179" /><p class="wp-caption-text">Antonio Calenda, regista di Baccanti</p></div>
<p><em><strong>Antonio Calenda</strong>, Direttore Teatro Stabile Friuli Venezia Giulia, regista di Baccanti</em></p>
<h4>L’inafferrabilità di Dioniso, Dio “inattuale” del teatro</h4>
<p>Sono alla settima regia per la FondazioneInda, prediligendo Eschilo di fronte alla sua monumentalità e grandezza  di prospettive che ci indicavano come l’uomo avesse creato un suo percorso così contraddittorio, con Euripide ci troviamo davanti ad un versante diverso, dalle prospettive inusuali. Cosa può essere oggi una lettura di Dioniso? Liberazione ma anche problematica consapevolezza, sacrificio umano, spargimento di sangue, l’omofagia, in cui riconosciamo l’origine della nostra complessità umana. Dioniso rappresenta qualcosa di molto originale<strong>.</strong> Dioniso è un presente in cui si è dissolto un passato.  Momento in cui Dioniso è e appare, rappresenta un presente in cui si è consumato il passato, un passato di cui si avvale il presente<strong>. </strong>E’ un po’ il teatro…la constatazione di ciò che accade e che, quando accade, poi svanisce. Dioniso è sacrificio inspiegabile ma il sacro è connesso alla violenza. Dioniso è un dio che fa del teatro non come mero esercizio ma itinerario di conoscenza. Si fa uomo, è uomo e dio nello stesso tempo . E’ un demiurgo teatrale, teatralità legata alla violenza, delirio e rappresentazione di una società violenta.</p>
<div id="attachment_6544" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6544" title="G.H.Piazza Borsa Sala Ducrot" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/G.H.Piazza-Borsa-Sala-Ducrot-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">da sin. Longhi, Paduano, Petrone, Angelini e Calenda</p></div>
<p><em><strong>Franca Angelini</strong>, Università di Roma La Sapienza</em></p>
<h4>Le Baccanti nel laboratorio di Luca Ronconi</h4>
<p>Quello che va dal ’68 al ’70 è un periodo di cui io resto nostalgica…il teatro si pone al centro della cultura, raggiunge livelli di ricerca in gran parte dileguati nel resto del tempo. Vorrei fermarmi su <em>Baccanti</em> del ‘68 con la traduzione di  Edoardo Sanguineti. Un intellettuale che dà al teatro il massimo di quello che può dare un intellettuale. <em>Baccanti </em>di Ronconi sono un “basso continuo” di Ronconi. Nel 1973 <em>Baccanti</em> è all’ Olimpico di Vicenza con le scene di Pizzi,  una carrellata di quadri, un “deposito” del mito nei quadri che si susseguono.Del 1975 sono le<em> Baccanti</em> di Vienna, molto concentrato sul Coro. Nel 1976 Ronconi dirige il Laboratorio di Prato, massima convergenza delle competenze e massima adesione di lavoro. Il Laboratorio è luogo di lavoro simile al lavoro di un artigiano, è così lavorare sul testo. Aperto alla città per sperimentare un “mai definitivo”, sempre in sperimentazione, non scuola ma luogo di esperienze e di ricerca. Luogo stabile di ricerca affidata ad un gruppo che lavora insieme. Assistiamo in esso ad un ‘attrice, Marisa Fabbri, che diventa tutti i personaggi, lavorando con la voce.  Il testo diventa una partitura che comunica una suggestione fortissima.Labirinto illuminato, elemento fondamentale nel teatro di Ronconi e lo specchio…elemento doppio, antagonistico. Il pubblico segue un coro silente che partecipa, che collabora all’idea del viaggio, il viaggiare dentro il testo. Un percorso di conoscenza quella che ci proponeva Ronconi.</p>
<div id="attachment_6547" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6547 " title="Pinalba Di Pietro ed Elisabetta Gesmundo" src="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2012/04/Pinalba-Di-Pietro-ed-Elisabetta-Gesmundo2-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Pinalba Di Pietro ed Elisabetta Gesmundo</p></div>
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		<title>Esito selezione collaboratore/trice sito web</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 17:15:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[La stagione]]></category>

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		<description><![CDATA[La Fondazione Inda rende noto l'esito della commissione esaminatrice per la selezione di un collaboratore/collaboratrice sito web. Dettagli in allegato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è riunita oggi, 12 aprile 2012 la Commissione Esaminatrice dei Candidati per la selez. di un collaboratore/collaboratrice sito web.  &#8211; Vedi allegato -</p>
<p>Per informazioni e per la visione del verbale e delle schede dei candidati potete rivolgervi alla dott.ssa Elena Servito rintracciabile al seguente numero di telefono: 0931/487226 e all’indirizzo di    posta elettronica: <a href="mailto:elena.servito@indafondazione.org">elena.servito@indafondazione.org</a></p>
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