sfondo pagina sfondo pagina
Spaziatore Spaziatore
contatti Spaziatore ricerca Spaziatore mappa sito Spaziatore english
Spaziatore
Spaziatore Spaziatore
Spaziatore Spaziatore Spaziatore Spaziatore

Il Centro Studi INDA: Convegni e seminari

Sofocle, Euripide, Aristofane: alcune affinità nella costruzione del protagonista
di Guido Paduano

Copertina libro 'Il teatro antico' di Guido Paduano

Devo precisare innanzitutto che cosa intendo per protagonista. Non il terminus technicus usato nella lingua speciale relativa al teatro antico, dove la parola, che indicava genericamente una presenza rilevante in un qualsiasi campo di attività, si specializzò a indicare l’insieme delle parti assegnate al primo e più importante degli attori; per poi tornare a generalizzarsi, nelle lingue e nelle culture europee, testimoniando con la sua lessicalizzazione un ruolo portante assunto dal linguaggio teatrale nella forma mentis, ruolo che non può che rallegrare chi ama il teatro. Peraltro con questo termine non intendo neppure il personaggio che in ogni dramma la prassi della messinscena moderna affida all’attore (maschio o femmina) più prestigioso: per “protagonista” intendo un’accezione più forte, qualcosa che non esiste necessariamente in ogni dramma, ma al contrario definisce un peculiare modello di drammaturgia, dominante in Sofocle e Aristofane, e inoltre presente in alcune (non molte) tragedie euripidee: assente invece in Eschilo come nell’altro polo cronologico del teatro greco a noi abbstanza noto, Menandro, torna a presentarsi in un numero considerevole di commedie plautine, per scomparire di nuovo in Terenzio, e di nuovo affermarsi in Seneca.

E’ il modello che si usa definire “a struttura centrale”, dove tutta l’attenzione dello spettatore viene indirizzata verso l’obiettivo rappresentato da una individualità umana, in modo che ogni altro nucleo di interesse si dà soltanto come sua funzione, vale a dire sulla base delle relazioni che intrattiene con essa. Il dominio, differenza quantitativa, è con ogni evidenza figura di una differenza qualitativa, e a sua volta la differenza qualitativa con gli interlocutori scenici è figura della diversità rispetto ai canoni e parametri dell’umanità standard: se ci chiedessimo qual è lo Stichwort, l’icona lessicale che immette in questa situazione, io credo che sia, per la frequenza e ancor più per la collocazione strategica delle sue occorrenze, monos.

Allegati
Testo completo seminario (PDF - 300Kb)
sfondo pagina
sfondo pagina sfondo pagina