Aiace di Sofocle e Fedra di Euripide, le due tragedie di quest’anno, rispettivamente affidate alla regia di Daniele Salvo e Carmelo Rifici, gareggiano in pulizia, bellezza e felicità interpretativa.
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Gli ultimi applausi a Siracusa per Fedra
Marilena ToscanoEra contento, soddisfatto, Edoardo Sanguineti, e dopo lo spettacolo, accompagnato sul palco ha raccolto con garbo e umiltà gli applausi commossi del pubblico, degli attori, del regista Carmelo Rifici, del sovrintendente Fernando Balestra.
Un Aiace che trabocca sangue
Simonetta TrovatoSpettatori inermi, i marinai assistono al crollo di Aiace cui Maurizio Donadoni instilla la debolezza dell’eroe vinto, e il regista demanda il racconto dell’umano miserabile.
“Aiace”, tragedia dell’orgoglio e della vergogna
Giuseppe Distefanoa vicenda, ambientata sotto le mura di Troia, trova emblematico rimando in una muraglia di legno naturale con, a lato, un lago d’acqua interrotto da una nave spezzata. Sull’acqua cammina Atena; dall’acqua giunge il Coro degli esausti soldati; e nell’acqua s’avvia Aiace per ricomparire nell’atto del suicidio sull’alta torre che domina la scena.
La traduzione con i versi di un ispirato Edoardo Sanguineti, che ha presenziato alla prima di questa sua fatica ricevendo lunghi e calorosi applausi dal pubblico
Nell’enorme spazio del teatro siracusano, il regista Daniele Salvo e lo scenografo Jordi Garcés (spagnolo) non lesinano mezzi ed effetti da grande melo guerresco per Aiace: uno specchio d’acqua (mare, fiume, fonte sacra) fronteggia la tenda..
Fedra, sono pietre le parole di Sanguineti
Marilena ToscanoSanguineti alla fine dello spettacolo, accolto sul palco dal regista Rifici, dagli attori e dal sovrintendente dell’INDA Balestra, scatena un’ovazione che non ha eguali in passato.
Allegria, un festival di suicidi al Teatro Greco di Siracusa
Carlo Maria PensaLa regia di Carmelo Rifici ha intessuto uno spettacolo di forte vibrazione sentimentale secondo un equlibrio tra classicità di una tradizione intramontabile e la ricerca del nuovo.
Se Aiace è sconfitto ma non piegato
Lino Di TommasoIl regista Daniele Salvo ha scelto di percorrere la strada filologica, con rigore, senza tentennamenti. Dalla scenografia ai costumi, dai movimenti alle musiche, così come nella recitazione, non ci sono ammiccamenti, a parte una torre-tenda che si apre e chiude con movimenti meccanici.
Magnifico Aiace. Oscura Fedra
Masolino D'AmicoViva i registi che credono nei testi e mettono in prima linea l’obiettivo di farli recepire! E viva l’energia con cui gli ottimi interpreti, specie Giacinto Palamarini come Teucro, porgono la limpida traduzione di Guido Paduano