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	<title>INDA &#124; Istituto Nazionale Dramma Antico &#124; Fondazione ONLUS &#124; Siracusa &#187; Il Ponte</title>
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	<description>Spettacoli classici e attività culturali</description>
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		<title>Un consigliere del Cda: &#8220;Spero che Carriglio metta in scena un&#8217;azione contro l&#8217;anti-politica&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2008 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
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		<description><![CDATA["Io spero che Carriglio compia e metta in scena un'azione contro l'anti-politica. Che dia una versione positiva e nobile della politica. La crisi politica che viviamo di questi tempi, Carriglio l'affronter&#224; da un suo punto di vista ideologico, certamente diverso dal mio o da altri. Le idee e le connotazioni in questo caso hanno poca importanza. La cosa pi&#249; importante, semmai, &#232; che insieme condividiamo &#232; il fatto che la politica &#232; la civilt&#224; nobile, anzi &#232; quella, come dice Aristotele, che rende l'uomo tale".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il maestro Pietro Carriglio &#232; come Ulisse, parla poco di s&#233;. E, come un poeta, parla poco della sua opera che sta per nascere al Teatro Greco. Non la racconta, l&#8217;accenna. &#200; l&#8217;Orestea di Eschilo. Il regista palermitano confessa di aver guardato sempre con sospetto le tragedie greche di Siracusa.<br />
&#8220;La tragedia &#232; un bene irrimediabilmente perduto, nell&#8217;impossibilit&#224; oggi di realizzarla. Quest&#8217;anno si punta pi&#249; che al fatto teatrale, pensiamo di moltiplicare le presenze all&#8217;interno dello spettacolo. E non per fare lavorare pi&#249; comparse. Perch&#233; il protagonista vero sar&#224; il popolo che &#232; il pubblico che insieme agli attori sar&#224; chiamato ad accendere ogni sera il motore dell&#8217;Orestea&#8221;.<br />
La scenografia? Accennata anche quella. &#8220;&#200; una cosa inutile &#8211; dice il maestro &#8211; ero partito dall&#8217;idea di non fare nulla. Solo interventi pi&#249; rispettosi possibili dello spazio naturale. Poi sono sopravvenute necessit&#224; di natura drammaturgica, e cos&#236; ho cercato di raccontare lo spazio non di soffocarlo. [...] &#200; proprio vero, siete fortunati a Siracusa perch&#233; avete un teatro unico al mondo. Sarebbe bello, signor sindaco, recuperarlo se tutt&#8217;attorno ci fosse una realt&#224; veramente partecipe di questo spazio dove si racconta la vita.<br />
State recuperando in modo meraviglioso Ortigia, intervenite pure sul Teatro greco, con rispetto per&#242;. Perch&#233; siete convinti di entrare in una ritualit&#224; pura che ci fa partecipi di un nostro rapporto con la citt&#224;. Far rivivere il rispetto che ormai abbiamo perduto per la citt&#224;. Il sindaco, mi dicono, ha lavorato molto bene. A proposito di rispetto. [...] Ho ascoltato una dozzina di ragazze siracusane ai provini. Devo dire che avete fatto un buon lavoro. Siracusa, pur essendo una piccola citt&#224;, ha un impianto scenico meraviglioso, vero. Con l&#8217;Orestea cercheremo di scoprire qualcosa di nuovo, non affidandoci a schemi precostituiti. Avete l&#8217;INDA che &#232; un punto di riferimento grandissimo con cui si pu&#242; dialogare continuamente con la scena nazionale; le ragazze che in questi giorni sostengono i provini vengono da tutt&#8217;Italia e questa ne &#232; la prova.<br />
Ho intenzione di riascoltare tutte per una seconda volta. Sono una ventina, ma lo far&#242;. Le siracusane promettono veramente bene&#8221;.</p>
<p><strong>La chiave di lettura dell&#8217;Orestea dal punto di vista politico? </strong><br />
&#8220;Altissimo. Un momento altissimo in cui nasce e si spegne il teatro. E&#8217; il nucleo centrale dell&#8217;opera di Eschilo, [...] per recuperare un rito che &#232; comune a tutti&#8221;. L&#8217;idea dell&#8217;Orestea nasce tre anni fa. La decisione di affidare l&#8217;opera eschilea a Carriglio risale al 2007.</p>
<p><strong>Perch&#233; lui, prof. Monica Centanni? (consigliere Cda INDA). </strong><br />
&#8220;Per il suo impegno per la legalit&#224;, innanzitutto. La scelta venne subito approvata in consiglio anche perch&#233; si sanciva la collaborazione con il Teatro Biondo di Palermo affinch&#233; diventasse partner m questo tipo di attivit&#224;. Tanto pi&#249; che l&#8217;INDA diventa un&#8217;organizzazione stabile. Non dimentichiamoci che Carriglio &#232; stato uno dei promotori delle Orestiadi di Ghibellina, solo che l&#236; so parlava di un evento catastrofico naturale&#8221;.</p>
<p><strong>Qui di catastrofico pu&#242; esserci Il clima politico che si respira da qualche giorno. Pensa che Carriglio si sia fatto conturbare dai venti che spirano? </strong><br />
&#8220;La chiave di lettura politica &#232; I&#8217;idea del rispetto verso un senso di giustizia che &#232; assolutamente fondata, perch&#233; le Erinni hanno ragione, chiedono la vendetta del sangue della madre versato. La tragedia greca &#232; grandiosa perch&#232; non rappresenta la ragione o il torto, altrimenti verrebbe da pensare ad una dicotomia banale. Ci sono ragioni che vengono a confronto e in cui, in un dibattimento dialettico, l&#8217;una ha il potere sull&#8217;altra. E&#8217; un continuo dibattito verso l&#8217;istituzione della democrazia. L&#8217;esito dell&#8217; Orestea, infatti, sar&#224; che le Erinni diventano Eumenidi e vengono accolte nelle viscere della citt&#224;&#8221;.</p>
<p><strong>Chi sono le Erinni oggi? </strong><br />
&#8220;Le Erinni sono appunto il senso della faida, della vendetta della famiglia, del ghenos, a cui si oppone il senso di giustizia&#8221;.</p>
<p><strong>Sono le vedove della mafia, per esempio? </strong><br />
 &#8220;Ma non sempre donne e per le donne. In realt&#224; le Erinni si risvegliano ogni qual volta ci sia sangue versato della madre, sangue comunque della stirpe. E&#8217; un senso di giustizia primaria che ha una sua legittimit&#224; ma che viene convertita in senso politico.<br />
Quindi, l&#8217;idea politica dell&#8217;Orestea &#232; quella che alla fine le Erinni, convertite in demoni benevoli, non vengano cacciate ma accolte nelle viscere della citt&#224;, pur costituendo una costante minaccia per la citt&#224;. Perch&#233;, qualora quell&#8217;ordine venga violato e quel senso di giustizia assoluta venga subito meno, le Eumenidi potrebbero essere riconvertite subito in Erinni. Dunque, non &#232; una conversione assoluta&#8221;.</p>
<p><strong>Panta rei. Tutto scorre, niente &#232; uguale. Riconversione anche in politica, di questi tempi poi! Qualche similitudine? </strong><br />
&#8220;Un esempio potrebbe essere la grande mitologia sull&#8217;etica della mafia, dell&#8217;uomo d&#8217;onore, non a caso `ndrangheta deriva da andragath&#236;a (andragath&#236;on) che vuol dire uomo d&#8217;onore. Termine greco a quell&#8217;epoca gi&#224; molto forte. Onore che va vendicato secondo certe regole che non corrispondono alla realt&#224;. Comunque, va detto che si tratta pur sempre di leggende e di miti, sappiamo bene che non &#232; cos&#236;, perch&#233; la mafia &#232; stata sempre feroce&#8221;.</p>
<p><strong>&#200; vero anche il mito di mafia positiva. Mafia bianca. </strong><br />
&#8220;Si per&#242; c&#8217;&#232; una idea positiva di mafia ma che in realt&#224; affonda le radici laddove c&#8217;&#232; una giustizia cos&#236; fondata che non passa per le procedure pubbliche. E questo, ovviamente, va rivisto e convertito. C&#8217; &#232; un conflitto con il pubblico e l&#8217;Orestea racconta proprio questo. Ci pu&#242; essere una ragione, diciamo cos&#236;, anche del sangue, una ragione diretta, primaria&#8221;.</p>
<p><strong>Protagonista dell&#8217;Orestea nel 2007? </strong><br />
&#8220;&#200; difficile dirlo. Anche perch&#233;, fatto positivo, la grandezza dei classici &#232; quella di avere un linguaggio sempre attuale ma non cos&#236; minuzioso che entra nei dettagli della tragicit&#224;. Sono rari i momenti in cui hai una traduzione precisa di un personaggio storico. &#200; un Principio che viene rappresentato. Per esempio, il Principio &#232; questa dialettica tra tutti gli artisti&#8221;.</p>
<p><strong>Pensa che Carriglio nella sua lettura registica si sia fatto travolgere da questi venti che spirano crisi di democrazia e di anti politica? </strong><br />
Io spero che Carriglio compia e metta in scena un&#8217;azione contro l&#8217;anti-politica. Che dia una versione positiva e nobile della politica. La crisi politica che viviamo di questi tempi, Carriglio l&#8217;affronter&#224; da un suo punto di vista ideologico, certamente diverso dal mio o da altri. Le idee e le connotazioni in questo caso hanno poca importanza. La cosa pi&#249; importante, semmai, &#232; che insieme condividiamo &#232; il fatto che la politica &#232; la civilt&#224; nobile, anzi &#232; quella, come dice Aristotele, che rende l&#8217;uomo tale. Un uomo cittadino nuovo. Tutto il resto &#232; qualcos&#8217;altro. Pertanto, uomo essere politico, questa l&#8217;idea che condividiamo. L&#8217;idea della nobilt&#224; della politica rispetto al disprezzo della politica. Perch&#233; la crisi arriva quando si disprezza la politica. E in pi&#249; c&#8217;&#232; il recupero della democrazia con la piena partecipazione del popolo. Il pubblico del Teatro greco&#8221;.</p>
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		<title>Reparto tecnico tutto siracusano. Centanni: &#8220;Eschilo attualissimo nel rapporto giustizia-vendetta&#8221;. Carriglio: &#8220;Orestea deve nascere con il protagonismo del popolo&#8221;. Balestra: Siracusa per gli attori &#232; inizio della carriera, non la fine&#8221;.</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2008 23:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Abbiamo inteso assegnare all'ultima stagione del mandato - ha detto Bufardeci - un grande compito per chiudere in bellezza, portando in scena la tragedia per eccellenza di Eschilo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si terr&#224; l&#8217;8 maggio la prima del 44&#176; ciclo della rappresentazioni classiche al Teatro greco di Siracusa, con &#8220;Agamennone&#8221;, a cui si alterneranno &#8220;Coefore&#8221; ed &#8220;Eumenidi&#8221;, in scena nello stesso giorno. [...] Alla conferenza di presentazione era presente il sindaco di Siracusa Giambattista Bufardeci, presidente della Fondazione Istituto Nazionale del Dramma Antico, responsabile delle rappresentazioni al Teatro greco. Bufardeci ha ricordato la conclusione dell&#8217;Orestiade, la nascita del riconoscimento del diritto ad essere giudicati da un tribunale: &#8220;Abbiamo inteso assegnare all&#8217;ultima stagione del mandato &#8211; ha detto Bufardeci &#8211; un grande compito per chiudere in bellezza, portando in scena la tragedia per eccellenza di Eschilo. Circa 50 anni fa l&#8217;Orestea venne rappresentata a Siracusa con grandi fasti ma anche con delle polemiche per la scelta di Vittorio Gassman che volle Pasolini come traduttore, che non era antichista ma grande poeta. Abbiamo rivisitato la traduzione molto poetica con il regista Carriglio e abbiamo voluto l&#8217;Orestea perch&#233; quest&#8217;anno &#232; stato caratterizzato dai grandi successi dello Stato contro criminalit&#224; e cosche mafiose. &#200; un momento in cui la Sicilia si alza, in cui l&#8217;isola pu&#242; declinare una nuova primavera, anche con la condanna recente di chi cede all&#8217;usura. E come nell&#8217;Orestea si passa dalla vendetta alla giustizia, cos&#236; si consacra lo stato di diritto. Non si poteva avere migliore risonanza ed espressione&#8221;.</p>
<p>Il primo cittadino ha parlato della scelta del regista e del cast. &#8220;Carriglio &#232; un decano dei grandi registi siciliani ed internazionali. E di grande spessore sono anche i protagonisti, Galatea Ranzi e Luca Lazzareschi, per citarne solo due. La straordinaria scenografia riporter&#224; a quelle degli anni passati. L&#8217;INDA conferma il suo ruolo a Siracusa come grande impresa e motore dell&#8217;economia della citt&#224;. Attraverso essa sono nate tante professionalit&#224;, si muove un indotto significativo, con grande risalto per il settore turistico e alberghiero, oltre che per l&#8217;immagine di Siracusa, capitale della cultura e della drammaturgia antica&#8221;.</p>
<p>Il sindaco ha ricordato anche il fattore finanziario. &#8220;Abbiamo avuto ulteriori risorse tramite un POR che ci &#232; stato finanziato dalla Regione, ma anche grazie agli sponsor Banca Antonveneta ed Erg&#8221;. Le cifre sono un milione e 200 mila euro provenienti dallo Stato e un milione dalla Regione. &#8220;Nonostante la gestione asfittica in termini di finanziamenti pubblici &#8211; ha concluso Bufardeci &#8211; in 40 giorni le rappresentazioni attirano circa 120 mila spettatori, un risultato senza pari con un incasso che copre circa il 70% del costo della stagione&#8221;.</p>
<p>Il regista di questo ciclo, Pietro Carriglio, non si &#232; fatto sfuggire nessuna anticipazione su quello che ci aspetta, &#8220;Gli spettacoli non si raccontano!&#8221;. Ha invece posto l&#8217;accento sull&#8217;importanza del rapporto tra il teatro e la sua citt&#224;. &#8220;L&#8217;INDA &#232; ancora una volta la spinta verso una Sicilia migliore, all&#8217;interno di un Teatro greco che &#232; specchio di cultura e di progresso e che vuole trasformare il fatto teatrale in qualcosa di pi&#249; importante, come era nell&#8217;antichit&#224;, mettendo insieme una comunit&#224;. La Fondazione INDA mi ha convinto perch&#233; quest&#8217;anno si punta, pi&#249; che al fatto teatrale, a moltiplicare la presenza all&#8217;interno dello spettacolo.</p>
<p> Orestea deve nascere con il protagonismo del popolo, che non &#232; solo pubblico. Il coinvolgimento della citt&#224; &#232; necessario, dobbiamo essere convinti di entrare in una ritualit&#224; che ci fa partecipi&#8221;. Carriglio ha anche spiegato perch&#233; si &#232; deciso di scegliere l&#8217;interprete di Cassandra ed Atena tramite provino. &#8220;Abbiamo voluto cercare di scoprire cosa c&#8217;&#232; di nuovo, senza affidarci a schemi precostituiti. Abbiamo provinato circa 300 ragazze provenienti da tutta Italia, di cui una ventina da Siracusa, e sono rimasto piacevolmente sorpreso. Siracusa &#232; s&#236; una piccola citt&#224;, ma con un vero impianto teatrale. E a queste ragazze siracusane sar&#224; dedicata un&#8217;intera giornata di provini. Anche per il coro maschile, la scorta ed il messaggero stiamo utilizzando i provini&#8221;. Interamente siracusano per la prima volta sar&#224; il reparto tecnico. Il regista, spiegando l&#8217;origine del teatro, ha paragonato Eschilo a Platone. &#8220;Non &#232; vero che la storia del teatro nasce da Eschilo, ma da Euripide perch&#233; il primo aveva lo stesso atteggiamento che ha Platone verso ci&#242; che pi&#249; ama, &#232; un testimone dolente perch&#233; sa che il teatro ha perduto la sua ritualit&#224;. Per cercare di rimediare bisogna recuperare il rapporto tra attori e pubblico&#8221;.</p>
<p>Fernando Balestra, sovrintendente INDA, si &#232; stupito del fatto che l&#8217;accesso libero alla professione tramite provino, in un mondo che si lamenta delle raccomandazioni inevitabili e ha dimenticato il merito, possa spiazzare. Ed in effetti sarebbe bello che fosse l&#8217;esatto contrario. &#8220;Siracusa &#8211; ha detto Balestra &#8211; &#232; l&#8217;inizio della carriera, non la fine. Ed &#232; anche per questo che con il teatro Biondo di Palermo vogliamo lanciare una nuova primavera siciliana&#8221;. Il sovrintendente si riferisce ad un&#8217;idea che presenter&#224; Carriglio poco pi&#249; tardi, quella di mettere in rete tutti i teatri siciliani, compreso il Teatro greco, per sfruttare al meglio le potenzialit&#224; del patrimonio artistico e paesaggistico che solo la nostra isola pu&#242; offrire.</p>
<p>&#8220;Il guaio della Sicilia &#8211; ha affermato Carriglio &#8211; &#232; l&#8217;incapacit&#224; di sviluppare grandi progetti. Perch&#233; non fare un polo dei teatri siciliani, con una stagione da maggio ad ottobre, lasciando da parte le piccole rivalit&#224; e i primati di provincia?&#8221;</p>
<p>Monica Centanni, componente del Consiglio di Amministrazione dell&#8217;INDA, ha offerto una bella lezione su Oreste, paragonandolo ad Amleto, principe danese di shakesperiana creazione che sa del tradimento della madre nei confronti del padre, riceve la richiesta di vendetta da quest&#8217;ultimo, ma non agisce in maniera istantanea, si arrovella finch&#233; il destino non gli d&#224; una spinta. Amleto interiorizza la vendetta, non riuscendo a realizzarla, Oreste invece va fino in fondo. Eschilo traduceva un mito comune in modo attuale ed insieme anacronistico, con I&#8217;istituzione di un tribunale non di uomini n&#233; di dei, ma di cittadini. Attualizzava la scena per ricordare che si parlava del suo tempo, per compiere quel rituale, come rito civile, tra spettatori e attori. Senza spettatori, anche architettonicamente, non c&#8217;&#232; teatro&#8221;.</p>
<p>La Centanni si rivolge una domanda che tutti ci facciamo. &#8220;Perch&#233; oggi, in Sicilia, vogliamo riproporre l&#8217;Orestea? Perch&#233; il rapporto vendetta &#8211; giustizia &#232; attualissimo, perch&#233; il teatro aveva &#8211; e forse dovrebbe ancora avere &#8211; la capacit&#224; di coinvolgere l&#8217;intellettuale a partecipare al suo rituale, come partecipazione politica&#8221;. In poche parole Centanni ha esposto il sogno di qualsiasi scrittore, letterato e drammaturgo, senza parlare dei giornalisti: che, terminata la lettura o l&#8217;ascolto di un brano, il lettore-spettatore possa uscirne cambiato. Quando leggiamo un dramma teatrale, per&#242;, non assistiamo al teatro. Quello, e la catarsi che avevano gli antichi spettatori, si ha solo quando il dramma viene rappresentato, quando cio&#232; ci sono gli attori e il pubblico. Clitennestra uccide Agamennone, Oreste uccide Clitennestra, Oreste viene processato ma non lo uccide nessuno. Cosa sarebbe successo se fosse andata diversamente? Saremmo ancora ad ascoltare l&#8217;Orestea giunta alla 400 millesima puntata. La vendetta porta vendetta, il sangue altro sangue. Abbiamo appena presentato la moratoria contro la pena di morte e la giustizia, quella italiana, &#232; ogni giorno alla ribalta, perch&#233; rea di `perseguitare&#8221; i politici e perch&#233; accusata di volerci stare, alla ribalta. Quanto &#232; attuale ancora Eschilo? La Centanni ci tira le orecchie. &#8220;ll nostro patrimonio letterario e teatrale &#232; ancora poco apprezzato, anche dai siracusani. Attualmente &#232; solo un giacimento di un&#8217;istituzione con delle cifre e una comunicazione della cultura che non esistono altrove. Per questo dobbiamo promuovere la stabilizzazione del patrimonio culturale e riallacciare il rapporto con la comunit&#224; scientifica&#8221;. A questo proposito, il 6 ed il 7 maggio si terr&#224; un convegno internazionale dal titolo &#8220;Vendetta e giustizia nell&#8217;Orestea&#8221;, a cui parteciperanno studiosi provenienti dall&#8217;estero, come Robert Wallace ed Oliver Taplin, da Chicago ed Oxford rispettivamente, ma anche da eminenti universit&#224; italiane come Bologna, Siena, Palermo e Sassari.</p>
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