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	<title>INDA &#124; Istituto Nazionale Dramma Antico &#124; Fondazione ONLUS &#124; Siracusa &#187; testate</title>
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	<description>Spettacoli classici e attività culturali</description>
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		<title>Da mercato del pesce a scuola di teatro</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 11:17:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Destinare l’Antico mercato di Ortigia a sede dell’Accademia nazionale del Dramma antico, oggi nella biblioteca di piazza del Carmine. La proposta è stata avanzata dal consigliere comunale Salvatore Castagnino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Destinare l’Antico mercato di Ortigia a sede dell’Accademia nazionale del Dramma antico, oggi nella biblioteca di piazza del Carmine. E usare quest’ultimo immobile come sede di uffici comunali. La proposta è stata avanzata dal consigliere comunale Salvatore Castagnino (Pdl) che la presenterà in Consiglio comunale, ottenendo il plauso di altri colleghi che l’hanno firmata.</p>
<p><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2011/07/la-sicilia-08.07.11.pdf"> Leggi l&#8217;articolo</a></p>
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		<title>Della solitudine eroica. Le rappresentazioni INDA a Siracusa</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 10:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[inscenaonline.com]]></category>

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		<description><![CDATA[Fedeli al dettato originale, secondo la ferrea e sacrosanta tradizione dell’INDA, le due traduzioni: franca e tagliente quella dell’Andromaca di Davide Susanetti, che non sfuma, non edulcora la violenza implicita nel testo, più classica quella del Filottete di Giovanni Cerri, filologo acuto nella esplorazione analitica del testo. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è una continuità tematica che collega tra loro le ultime tre stagioni  degli spettacoli classici al Teatro Greco di Siracusa. Dopo &#8220;Medea&#8221; ed  &#8220;Edipo a Colono&#8221; del 2009, &#8220;Fedra&#8221; (Ippolito portatore di corona) e  &#8220;Aiace&#8221; del 2010, il XLVII ciclo presenta in cartellone &#8220;Andromaca&#8221; di  Euripide con la regia di Luca De Fusco e &#8220;Filottete&#8221; di Sofocle, diretto  da Gianpiero Borgia: dunque, ancora una volta una vicenda al femminile,  legata alla sfera dei sentimenti, nella tragedia euripidea, e il tema  dell’emarginazione dell’eroe e della solitudine umana, nel dramma  sofocleo. Due opere ardue, poco rappresentate, assenti dalla scena  siracusana, l’una dal 1964, l’altra dal 1984.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Spesso gli studi  filologici hanno imputato all’ &#8220;Andromaca&#8221; la frammentarietà della sua  struttura, composta da tre episodi diversi, e priva di una figura che in  scena percorra tutto il dramma. Il personaggio del titolo, infatti,  scompare a metà tragedia: al conflitto tra Andromaca, vedova di Ettore  divenuta schiava e concubina di Neottolemo a cui ha generato un figlio,  ed Ermione, giovane sposa sterile di quest’ultimo, determinata a  uccidere per gelosia la sua rivale e il piccolo bastardo, e al violento  alterco tra Menelao e Peleo, segue l’incontro tra la stessa Ermione e  Oreste che trama contro Neottolemo e infine la morte di quest’ultimo  nell’agguato tesogli dal giovane Atride e l’apparizione finale,  consolatoria, di Teti come deus ex machina. Luca De Fusco, nel suo  allestimento (felice sintesi tra spettacolarità e raffinatezza, tra  comunicazione divulgativa e analisi dei contenuti), ha individuato  proprio nella dea (affidata alla recitazione e al canto della versatile  Gaia Aprea) un possibile elemento unificatore, creando una sua costante  presenza scenica come figura “a latere” del Coro (armoniosamente  movimentato da Alessandra Panzavolta sulle musiche di Antonio di Pofi),  da cui si stacca solo alla fine per assumere sembianze divine. È una dea  “esistenzialista”, che ha sofferto, soprannaturale e umana al tempo  stesso, venuta a consolare Peleo duramente colpito dai lutti che hanno  annientato la sua stirpe. La scena che chiude lo spettacolo con  l’abbraccio di Teti al vecchio re (un dolente e intenso Mariano  Rigillo), un tempo suo sposo, imprime una svolta al finale euripideo  annullandone la carica polemica in favore di una lettura intimistica.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Di  fatto la stessa scenografia (opera di Maurizio Balò) con la  pavimentazione a specchio dello spazio orchestrico evoca la natura  marina della dea, il suo essere cangiante e metamorfica, creando un  paesaggio d’acqua nel quale si stagliano i resti di una nera nave  spezzata. La bianca effige che campeggia su uno dei due relitti segna il  tempio della dea, presso il quale si è rifugiata supplice Andromaca  (resa con penetrante, drammatica maturità da Laura Marinoni) alla deriva  nel suo naufragio esistenziale di donna un tempo regina, oggi schiava.   Un segno pregnante, quello della nave, poiché riporta alla mente  l’immagine dominante della guerra di Troia, della spedizione delle mille  navi greche, che semina il suo effetto devastante anche ad anni di  distanza dalla sua conclusione. Ed è anche metafora del naufragio di  un’etica eroica, sostituita dalla logica del potere e della violenza,  dell’arroganza del denaro e della sopraffazione, incarnati dalla  capricciosa Ermione (Roberta Caronia) e dal vile e tronfio Menelao  (Paolo Serra).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Una  logica analoga a quella che sta alla base del &#8220;Filottete&#8221;, il guerriero  piagato, abbandonato dai compagni sull’isola di Lemno durante il viaggio  verso Troia ed ora oggetto di un crudele inganno da parte dei Greci che  hanno bisogno di lui e del suo arco per conquistare la città nemica. È  una cinica recita quella che mette in scena l’astuto Odisseo servendosi  del giovane Neottolemo per circuire Filottete. Una recita che il regista  esplicita connotando con ironia i movimenti del Coro (diretti da  Vasiliy Lukianenko) e del percussionista, (unico musicista in scena) e  celando con una maschera, sul modello della Commedia dell’Arte, il volto  del falso mercante, pedina dell’inganno. Di fatto questa scelta crea  una discrasia con l’interpretazione naturalistica dei personaggi  principali, Odisseo e Neottolemo (rispettivamente gli incisivi Antonio  Zanoletti e Massimo Nicolini), e col protagonista (incarnato con vigore  da Sebastiano Lo Monaco). L’evidente frattura stilistica viene mitigata,  tuttavia, dalla resa a cappella dei canti del Coro, nei quali sono  incastonati frammenti in lingua originale, e dalla scenografia  stilizzata costituita da un imponente blocco centrale, cupo e roccioso,  sul quale striscia penosamente l’infelice Filottete.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Fedeli  al dettato originale, secondo la ferrea e sacrosanta tradizione  dell’INDA, le due traduzioni: franca e tagliente quella dell’Andromaca  di Davide Susanetti, che non sfuma, non edulcora la violenza implicita  nel testo, più classica quella del Filottete di Giovanni Cerri, filologo  acuto nell’ esplorazione analitica del testo.</p>
<p><a href="http://www.inscenaonline.com/">inscenaonline.com</a></p>
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		<title>Socrate alle feste cone le &#8220;escort&#8221; dei suoi tempi</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 10:46:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Giudice inappellabile sarà il pubblico, mai come adesso pronto a dire la sua su una gran questione: la politica, gli imbrogli e le finzioni della retorica...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>423 a.C. vanno in scena ad Atene <em>Le Nuvole</em> di Aristofane. Inizia il giallo. 2011 d.C. vanno in scena a Siracusa nello stesso teatrro che ospitò le prime di importanti drammi classici,<em> Le Nuvole</em> di Aristofane nella versione italiana di Alessandro Grilli e per la regia di Alessandro Maggi: il giallo potrebbe concludersi e giudice inappellabile ne sarà il pubblico, mai come adesso pronto a dire la sua su una gran questione: la politica, gli imbrogli e le finzioni della retorica&#8230;</p>
<p><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2011/07/la-sicilia-25.06.pdf">Leggi l&#8217;articolo</a></p>
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		<title>E adesso è tempo di commedia. A Siracusa debutta Nuvole</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 09:28:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornale di Sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un cast di prim'ordine con in testa Mariano Rigillo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dopo 23 anni di assenza da Siracusa &#8211; ha detto la Rossini &#8211; questo ritorno mi offre l&#8217;opportunità di una prova difficile ma ineguagliabile&#8221;. E Rigillo: &#8220;Aspettiamo con trepidazione l&#8217;esito dello spettacolo, perché portare in scena una commedia è difficile, anche più delle tragedie, ma abbiamo lavorato bene in perfetta sintonia con il regista&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2011/07/giornale-di-sicilia-22.06.pdf">Leggi l&#8217;articolo</a></p>
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		<title>Prometeo, Baccanti, Uccelli: ecco i titoli di Siracusa 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 09:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornale di Sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[L'Istituto Nazionale del Dramma antico ha annunciato il cartellone del prossimo anno. E parla di nuovi record di presenze]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;Istituto Nazionale del Dramma antico ha annunciato il cartellone del prossimo anno. E parla di nuovi record di presenze</strong><em></em></p>
<p><em> </em>&#8230;.Con la notizia del nuovo cartellone, anche l&#8217;annuncio di qualche cambiamento, dettato, sembra, dal successo di questa stagione: si chiudeva l&#8217;anno passato con 150.000 spettatori e tre milioni di incasso, e certamente &#8211; fa sapere il sovrintendente Fernando Balestra, &#8220;i dati di oggi non posssono essere da meno con <em>Andromaca</em>, la più vista fra le tragedie&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2011/07/giornale-di-sicilia-20.06.pdf">Leggi l&#8217;articolo</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Eroe nevrotico e azzoppato</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 10:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corriere della Sera]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel Filottete di Borgia c'è la bella scena di Maurizio Balò; ci sono i movimenti del Coro, che canta in greco; e c'è un suggestivo finale, con Filottete che se ne va in barca, su una piattaforma che sembra davvero il mare. Tutto come fosse reale, ossia più mitico del mito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi gironi, frequentando gli antichi greci a Siracusa e Tindari, pensavo che Filottete e Edipo una cosa in comune l&#8217;hanno: sono l&#8217;uno e l&#8217;altro eroi nevrotici e azzoppati. Perché i potenti diventano zoppi o, da zoppi, potenti?<br />
(&#8230;) Nel <em>Filottete </em>di Borgia c&#8217;è la bella scena di Maurizio Balò; ci sono i movimenti del Coro, che canta in greco; e c&#8217;è un suggestivo finale, con Filottete che se ne va in barca, su una piattaforma che sembra davvero il mare. Tutto come fosse reale, ossia più mitico del mito.</p>
<p><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2011/07/corsera-12.06.pdf">Leggi l&#8217;articolo</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Filottete</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 10:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[delteatro.it]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Teatro Greco di Siracusa, per la 47esima stagione del Ciclo di Spettacoli Classici, va in scena una sorprendente edizione di Filottete, affidata alla regia sicura di Gianpiero Borgia. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Teatro Greco di <strong>Siracusa</strong>, per la 47esima stagione del <em>Ciclo di Spettacoli Classici</em>, va in scena una sorprendente edizione di <em>Filottete</em>, affidata alla regia sicura di <strong>Gianpiero Borgia</strong>.  Si temeva un bagno di sangue, va detto subito: il rischio dell&#8217;enfasi  retorica era dietro l&#8217;angolo. Tanto più che a ricoprire il ruolo del  protagonista, è stato chiamato <strong>Sebastiano Lo Monaco</strong>,  attore certo robusto ed esperto, ma incline spesso a un mattatorato  all&#8217;antica, a tratti compiaciuto. Qui, invece, lo troviamo al suo  meglio, tenuto in griglie articolate, che gli danno però spessore e  profondità: e se pure a tratti gigioneggia, riesce a portare sino in  fondo una prova in cui una consapevolezza amara, il senso di sconfitta e  di nostalgia fanno spesso da tinte dominanti. E la dialettica con  Odisseo, del bravo <strong>Antonio</strong><strong>Zanoletti</strong>,  dunque, apparirà ancora più incisiva: quasi uno scontro epocale, tra  visioni del mondo e del tempo inconciliabili. A far da contraltare a  Filottete è il giovane <strong>Massimo Nicolini</strong>, idolo locale,  bella presenza e ritmi spicci, che anestetizza un po&#8217; le complessità di  Neottolemo, portando il suo personaggio nel novero di una  contemporaneità pure credibile. Ma è il bel gioco del <strong>coro</strong> a disegnare e connotare questo spettacolo: ben guidato da <strong>Salvo Disca</strong> e <strong>Giovanni Guardiano</strong>,  il coro è una &#8220;operazione militare&#8221; in atto, una bianchissima truppa da  sbarco che si muove come una pantera, pronta all&#8217;attacco. I canti in  greco antico, ritmati su una tesissima partitura originale (firmata da <strong>Papaceccio</strong> e <strong>Francesco Santalucia</strong>),  sono il sangue oscuro che muove la storia. Coro armato, pronto a  colpire, spalle larghe e muscoli tesi, complice del piano voluto da  Odisseo e fieramente a fianco del giovane comandante Neottolemo: anima  che muove orizzontalmente l&#8217;allestimento, spingendolo altresì a momenti  di grande emotività d&#8217;assieme, arricchite dai bei tagli di luce.</p>
<p><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2011/07/del-teatro-06.06.pdf">Leggi l&#8217;articolo</a></p>
<p><a href="http://delteatro.it/recensioni/2011-06/filottete.php">delteatro.it</a></p>
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		<title>Andromaca a Siracusa</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 11:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[delteatro.it]]></category>

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		<description><![CDATA[Sugli spalti del teatro greco di Siracusa, ogni anno, si celebra qualcosa che va oltre il semplice fatto spettacolare: un piccolo-grande rito collettivo che ogni giorno spinge migliaia di spettatori ad assistere con partecipazione empatica alle tragedie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1></h1>
<p>C&#8217;è un clima da festa popolare, con famiglie sorridenti,  scolaresche emozionate, spettatori appassionati. Sugli spalti del teatro  greco di <strong>Siracusa</strong>, ogni anno, si celebra qualcosa che  va oltre il semplice fatto spettacolare: un piccolo-grande rito  collettivo che ogni giorno spinge migliaia di spettatori ad assistere  con partecipazione empatica alle tragedie. Verrebbe da pensare che,  indipendentemente dalla qualità, dalla &#8220;ricerca&#8221;, dalla novità, gli  spettacoli svolgano una funzione che non è certo più &#8220;catartica&#8221; &#8211;  sarebbe impossibile in questi tempi cinici &#8211; ma sicuramente immediata,  comunicativa, gioiosamente condivisa. La tragedia greca è vissuta,  seguita, percepita, con lo stesso slancio e con le stesse reazioni con  cui &#8211; perché no? &#8211; il pubblico reagiva alla sceneggiata napoletana.  Empatia forte, dunque, viscerale, solidale: con commenti e risate, con  qualche lacrima o sdegnata riprovazione si seguono le gesta degli eroi e  dei &#8220;malamente&#8221;. Tanto più se, come nell&#8217;edizione 2011 del ciclo di  teatro classico, la tragedia si stempera nel dramma, o addirittura nel  melodramma di natura borghese. È il caso di Andromaca<a href="http://delteatro.it/spettacoli_teatrali/2011-06/andromaca.php" target="_blank"><strong><em> </em></strong></a>,  tragedia euripidea che mette in gioco non solo relazioni personali, ma  anche squallore del potere, maschilismo bieco, abusi privati e pubblici&#8230;</p>
<p><a href="http://delteatro.it/recensioni/2011-06/andromaca-a-siracusa.php">Leggi l&#8217;articolo</a></p>
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		<title>La nave spezzata e il genio di Euripide</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 10:50:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corriere della Sera]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella Andromaca di Euripide tutto è femmina: sensiilità, sesso, fragilità, forza nelle viscere: ponti su cui passa sicura la regia di Luca De Fusco ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella <em>Andromaca </em>di Euripide tutto è femmina: sensiilità, sesso, fragilità, forza nelle viscere: ponti su cui passa sicura la regia di Luca De Fusco per il 47esimo Ciclo di Rappresentazioni Classiche a Siracusa che, con la proposta annuale di due tragedie e una commedia e il Festival Internazionale Classico dei Giovani, si avvia a diventare sistema culturale &#8220;nel rispetto delle pietre&#8221;&#8230;</p>
<p><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2011/07/corsera-29.05.pdf">Leggi l&#8217;articolo</a></p>
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		<title>&#8220;Andromaca&#8221; vittima degli dei e delle sue manie</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 09:22:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie a una compagnia di attori di classe - Laura Marinoni, Mariano Rigillo, Giacinto Palmarini e altri tra cui non sfigura la giovane Roberta Caronia come la spiritata Ermione, il regista Luca De Fusco avvalora la fabula senza trascurarne la parte visiva.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a una compagnia di attori di classe &#8211; Laura Marinoni, Mariano Rigillo, Giacinto Palmarini e altri tra cui non sfigura la giovane Roberta Caronia come la spiritata Ermione, il regista Luca De Fusco avvalora la fabula senza trascurarne la parte visiva nel sobrio, suggestivo impianto scenografico di Maurizio Balò, elementi architettonici come isole sopra un lago ghiacciato.</p>
<p><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2011/07/la-stampa-29.05.pdf">Leggi L&#8217;articolo</a></p>
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