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	<title>INDA &#124; Istituto Nazionale Dramma Antico &#124; Fondazione ONLUS &#124; Siracusa &#187; Avvenire</title>
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	<description>Spettacoli classici e attività culturali</description>
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		<title>A Siracusa il riscatto dei vinti</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2011 09:31:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avvenire]]></category>

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		<description><![CDATA[Suscitano sempre grande emozione le parole dei classici (...). L'interpretazione di Sebastiano Lo Monaco è molto generosa. (..) Laura Marinoni esalta il pathos della protagonista, che dà vita ad una Andromaca dolente ma sopratutto fiera. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Suscitano sempre grande emozione le parole dei classici (&#8230;). L&#8217;interpretazione di Sebastiano Lo Monaco è molto generosa. L&#8217;attore siciliano dà grido altisonante alle pene fisiche e morali dell&#8217;eroe. ma è un deuteragonista esemplare Massimo Nicolini, il quale rende assai bene le luci e le ombre della coscienza di Neottolemo. E a funzionare a dovere è anche il coro dei marinai greci, mossi con abili giochi coreografici dal giovane regista Gianpiero Borgia. Il suo uno spettacolo di bella pulizia formale, mai mancante di tensione giocato su un felice monocromatismo dei costumi, come pure quelli di Andromaca. Gli uni e gli altri di Maurizio Balò cui si devono abche le stilizzate, ma efficaci scenografie  (&#8230;).<br />
Laura Marinoni (&#8230;) esalta il pathos della protagonista, che dà vita ad una Andromaca dolente ma sopratutto fiera. Le sue parole scandite con la lucentezza necessaria. La stessa che ritroviano nel coro, qui tutto femminile e votato anche al canto e negli altri interpreti tra cui spicca Mariano Rigillo.</p>
<p><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2011/05/avvenire-15-maggio.pdf">Articolo completo</a></p>
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		<title>A Siracusa modernità di Sofocle e Euripide</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 08:19:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avvenire]]></category>

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		<description><![CDATA[Bellezza del luogo e fascino della poesia. Tornano ad affollarsi gli spalti del Teatro Greco di Siracusa. La regia di Daniele Salvo opera in pieno rispetto del testo diligentemente tradotto da Guido Paduano e sfrutta bene l'immenso spazio scenico. Con buon risultato, muovendosi tra schemi classicheggianti e apertura al moderno, Carmelo Rifici. E bene a svolgere il loro compito gli attori, costretti a cimentarsi con la sapiente, meditatissima ma irta di difficoltà traduzione di Edoardo Sanguineti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>abstract</strong></em></p>
<p>Bellezza del luogo e fascino della poesia. Tornano ad affollarsi gli spalti del Teatro Greco di Siracusa.<br />
La regia di Daniele Salvo opera in pieno rispetto del testo diligentemente tradotto da Guido Paduano e sfrutta bene l&#8217;immenso spazio scenico nel qualo lo scenografo Jordi Garcés presenta un&#8217;ansa di mare che personaggi e coro a più riprese attraversano in gioco coreografico di grande spettacolarità.</p>
<p>In Fedra l&#8217;infelice regina diventa una delle figure più grandiose della letteratura greca.  Con buon risultato, muovendosi tra schemi classicheggianti e apertura al moderno ad allestire è toccato a Carmelo Rifici.<br />
E bene a svolgere il loro compito gli attori, costretti a cimentarsi con la sapiente, meditatissima ma irta di difficoltà traduzione di Edoardo Sanguineti. Nuova, colorata di nobile sintassi, e tra le cose più discusse di questo XLVI Ciclo di Rappresentazioni Classiche.</p>
<p><a href="http://www.indafondazione.org/wp-content/uploads/2010/05/Avvenire-12-maggio.pdf">Leggi l&#8217;articolo</a></p>
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		<title>La trilogia di Eschilo per difendere la legalit&#224;</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avvenire]]></category>
		<category><![CDATA[La stagione]]></category>

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		<description><![CDATA[L'arcaica vendetta e il pi&#249; elevato concetto di Giustizia rivivono a Siracusa tre capolavori della tragedia. Tornano a rivestirsi di folla, soprattutto di una folla di giovani studenti, gli alti e immensi spalti del Teatro Greco di Siracusa per gli spettacoli classici dell'INDA, l'Istituto Nazionale del Dramma Antico. E rivive quest'anno nella sua interezza l'<em>Orestea</em> di Eschilo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;arcaica vendetta e il pi&#249; elevato concetto di Giustizia rivivono a Siracusa tre capolavori della tragedia. Tornano a rivestirsi di folla, soprattutto di una folla di giovani studenti, gli alti e immensi spalti del Teatro Greco di Siracusa per gli spettacoli classici dell&#8217;INDA, l&#8217;Istituto Nazionale del Dramma Antico. E rivive quest&#8217;anno nella sua interezza l&#8217; <em>Orestea </em> di Eschilo. Quell&#8217; <em>Orestea </em> considerata una delle creazioni pi&#249; alte di tutti i tempi. Dove troviamo i temi della grande Tragedia: l&#8217;ineluttabilit&#224; delle leggi divine, l&#8217;ereditariet&#224; misteriosa del delitto, l&#8217;intimo contrasto tra la voce della natura e un ordine superiore, l&#8217;adempimento di una legge di giustizia nelle umane vicende. Torna il capolavoro eschileo nella sua interezza a distanza di quasi mezzo secolo, da quando tra i protagonisti figurava un fiero e nobile Vittorio Gassman che firmava anche la regia (ora l&#8217;impresa, e riuscita, &#232; toccata a Pietro Carriglio) avvalendosi di una nuova e vitale versione commissionata a Pier Paolo Pasolini. La stessa oggi riproposta. Una versione che non cerca una mediazione classicistica ma si lega al nostro tempo presente. Anche a sottolineare questo, l&#8217;anteprima di mercoled&#236; aveva visto, alla fine, il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso leggere un passo dello storico George Thomson sulla vittoria della Giustizia sul concetto di vendetta.<br />
&#200; <em>Agamennone </em> che apre la trilogia. Ed &#232; Agamennone colui che rappresenta il primogenito della maledizione abbattutasi sulla stirpe degli Atridi, ma anche la vittima sacrificale. Al suo ritorno dopo la vittoria su Troia trover&#224; ad attenderlo la morte per mano della moglie Clitennestra che ha voluto vendicare il sacrificio della figlia Ifigenia con la complicit&#224; di Egisto, futuro despota. Tragedia possente, ma &#232; <em>Le Coefore </em> il momento centrale della trilogia di Oreste che racconta quel nodo di vendetta-giustizia che l&#8217;eroe scioglie uccidendo l&#8217;usurpartore e la propria madre, rei dell&#8217;assassinio. Misteriosa e terribile &#232; la tragedia del labile confine tra responsabilit&#224; umana e giustizia divina. E qui a giganteggiare &#232; appunto Oreste, di cui a fare anche la grandezza del personaggio &#232; l&#8217;angoscia di esitazione, quell&#8217;incrinatura interiore che ritroveremo in Amleto. Una tragedia, <em>Le Coefore </em>, rapida e intensa i cui fulminei accadimenti costituiscono i passaggi di un terribile rituale religioso: il sangue che va lavato col sangue, il delitto che va purificato con un delitto anche pi&#249; fosco: il matricidio. La catena dei delitti solo alla fine &#232; interrotta dall&#8217;intervento divino nelle <em>Eumenidi </em>. E sar&#224; questa la dichiarazione religiosa di Eschilo, l&#8217;omaggio al sovrannaturale al quale l&#8217;uomo non pu&#242; sottrarsi.<br />
Impresa difficile, quella di Carriglio, ma affrontata con tenacia, senza sicurezze preconcette. Il regista fa bene ad adeguarsi alla pasoliniana strategia di &#8216;smascheramento&#8217; di un classico cos&#236; illustre eppure cos&#236; antropologicamente ambiguo e fa anche bene a far emergere il senso della legge cui gli uomini devono sottostare. Lavorando bene sui cori, mai forzando le tinte, semmai recando allo spettacolo una forte dose di spettacolarit&#224;.<br />
Nei ben meditati costumi, sempre di Carrriglio, che da una bella grecit&#224; (tonalit&#224; soprattutto brune e nere) trapassano a un accennato modernismo, si erge a recitare una falange di attori valenti, quasi tutti persuasivi. Fisico asciutto, vocalit&#224; superba, nel ruolo di Oreste il giovane Luca Lazzareschi si rivela forse il migliore di tutti. Ma bravissima anche Galatea Ranzi, prima a dare algido furore a Clitennestra e poi giusta sofferenza ad Elettra. D&#8217;alta scuola l&#8217;Agamennone di Giulio Brogi e cos&#236; l&#8217;Athena di Elisabetta Pozzi. Ma non deludono nemmeno Luciano Roman. Maurizio Donadoni, Liliana Paganini, Simonetta Cartia, Giancarlo Cond&#232; e, validissimo corifeo, Stefano Santospago. Ben inserite, d&#8217;alta civilt&#224;, le musiche di Matteo D&#8217;Amico. Quaranta le repliche, fino a giugno inoltrato. A sere alternate, <em>Agamennone </em> e, unificate, <em>Coefore </em> ed <em>Eumenidi</em>.</p>
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		<title>Al Teatro greco di Siracusa Ercole sembra un cinekolossal</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2007 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una poderosa macchina teatrale che va diritta al gusto plateale di un pubblico che affolla le gradinate [...] uno spettacolo che nel suo procedere spedito, tende pi&#249; al kolossal cinematografico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Sintetizzata, la vicenda [dell'Eracle] ha del m&#233;lo. E a ben vedere Luca De Fusco come tale sembra trattarla costruendo una poderosa macchina teatrale che va diritta al gusto plateale di un pubblico che affolla le gradinate. Regalando uno spettacolo che nel suo procedere spedito, tende pi&#249; al kolossal cinematografico. Pi&#249; che una vera tragedia questo Eracle, quasi a scivolare verso il libretto operistico. Con tanto di sontuosa colonna sonora (di Antonio Di Pofi) e costumi funerei ma fastosi (di Maurizio Millenotti). A tale concezione adeguandosi anche gli attori che seguono una linea tradizionale. A cominciare da Sebastiano Lo Monaco che disegna il suo Eracle con forza ma anche sterilizzandolo [...] e dal canuto Ugo Pagliai che fa un Anfitrione protocollare ma di voce assai chiara e precisa.</p>
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		<title>Sofocle riletto come un dramma borghese</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2007 23:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Uno spettacolo che cerca di rompere, di "violentare" ogni convenzione di limpidezza classica ed entrare, sfiorando il dramma borghese...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con <em>Trachinie</em> di Sofocle per la regia di Walter Pagliaro si &#232; aperto al Teatro greco di Siracusa &#8211; luogo sempre carico di fascino e soprattutto quando all&#8217;ora del tramonto si accende i mistero della poesia &#8211; il XLIII Ciclo di Spettacoli Classici: il solo che miri ogni anno a restituirci i tesori dell&#8217;antica scena per le cure amorose dell&#8217;Istituto Nazionale del Dramma Antico. [...] Pagliaro, che dissemina il racconto di momenti non privi di effetto (la pira finale), realizza uno spettacolo forse non proprio trascinante e per&#242; non mancante di eleganza formale. Uno spettacolo che cerca di rompere, di &#8220;violentare&#8221; ogni convenzione di limpidezza classica ed entrare, sfiorando il dramma borghese (un elemento ad arrivare dal vecchio letto ottocentesco troneggiante al centro della scena di Giovanni Carluccio) in una ambiguit&#224; dell&#8217;inconscio che strappa Deianira dal concetto di sposa in perenne pazienza e ne fa un ritratto complesso di moglie tradita.<br />
E qui l&#8217;interpretazione di una valente, tesa e che per&#242; a tratti cede all&#8217;enfasi e alla maniera Micaela Esdra riesce da sola a trasferire il mito in un mondo e una coscienza ancora magmatica.</p>
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		<title>Lo Monaco supereroe commovente.Pagliai uno splendido Anfitrione.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2007 23:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Di tutti questi strumenti si &#232; avvalso con intelligente miscela De Fusco, confezionando uno spettacolo avvincente, accattivante con punte sentimentali struggenti (e suscitatrici di applausi) riuscendo a stemperare anche il finale che in Euripide era verboso, in un diapason patetico da seguire con animo palpitante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<em>Eracle</em>, seconda tragedia del Ciclo siracusano [...] &#232; pieno di azione, di imprevisti, di alti e di bassi della sorte, di violenze di personaggi divini e sotterranei. L&#8217;attenzione del pubblico &#232; sempre vigile e il regista Luca De Fusco la condisce con un sinuoso balletto (sulle coreografie seducenti di Alessandra Panzavolta), con un apparato scenico (firmato da Antonio Fiorentino) degno di Hollywood (Tebe dalla porte di bronzo di metallico scintillio, e poi apertura improvvisa dell&#8217;interno fulgente d&#8217;oro, e scuotimenti di terra e squarci di muraglie). [...]<br />
Il costumista Maurizio Millenotti spazia dal classico al Medio Evo, al fantasy con grande libert&#224;, ma senza mai eccedere. Tutto questo &#232; legittimo per questo Euripide che sa gi&#224; di ellenismo e non casualmente la traduzione che sostiene l&#8217;azione &#232; prosastica e Giulio Guidorizzi, valente ellenista ne ha tolto tutti i fiori retorici [...] cos&#236; come le musiche di Antonio Di Pofi sono gradevoli per l&#8217;orecchio di oggi (bello l&#8217;assolo di violino interpretato da Christian Bianca). [...]<br />
Di tutti questi strumenti si &#232; avvalso con intelligente miscela De Fusco, confezionando uno spettacolo avvincente, accattivante con punte sentimentali struggenti (e suscitatrici di applausi) riuscendo a stemperare anche il finale che in Euripide era verboso, in un diapason patetico da seguire con animo palpitante.<br />
[...] Il cast &#232; di grande bravura [...] Ugo Pagliai rende palpitante di umanit&#224; la tempra senile di Anfitrione e ne scolpisce un medaglione di assoluto rilievo: Sebastiano &#232; l&#8217;Eracle che il pubblico vuole: energico, risolutivo nella sua forza da super-eroe, affettuoso nei giochi con i figli, commuovente nel momento del dolore (quello della pazzia Euripide prefer&#236; nasconderlo alla vista); Luca Lazzareschi disimpegna con consueta abilit&#224; il racconto del Messaggero: nel teatro antico era il cavallo di battaglia degli attori che dovevano rendere evidenti con le parole quello che non si vedeva sulle scene: e anche qui a magia si ripete, tanta &#232; la forza suggestiva della parola, del gesto delle colorazioni di accenti. Un capolavoro di arte drammatica. Non meno da altri: la baldanza presuntuosa dell&#8217;usurpatore impersonata da Massimo reale; la femminilit&#224; affettuosa e patetica della moglie di Eracle, resa con belle sfumature sentimentali da Giovanna Di Rauso; gli accenti robusti o addirittura eroici dei due corifei (Antonio Zanoletti e Giuseppe Calcagno). Spettacolo di perfetto spirito euripideo che non mira al sublime, ma &#232; tanto gradevole.</p>
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