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	<title>INDA &#124; Istituto Nazionale Dramma Antico &#124; Fondazione ONLUS &#124; Siracusa &#187; Ansa</title>
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	<description>Spettacoli classici e attività culturali</description>
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		<title>Teatro Siracusa, Fedra e Aiace</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 07:38:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le due tragedie in programma nel 2010 nel teatro greco di Siracusa saranno Fedra di Euripide e Aiace di Sofocle (&#8230;) La stagione chiusa ieri e&#8217; stata da record: gli spettatori paganti per le due tragedie in programma (Edipo a Colono e Medea) sono stati oltre 135 mila(+20%)&#8230; leggi l&#8217;articolo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 7.5pt; color: black; font-family: Verdana; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="font-size: 7.5pt; color: black; font-family: Verdana; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">Le due tragedie in programma nel 2010 nel teatro greco di Siracusa saranno Fedra di Euripide e Aiace di Sofocle (&#8230;) </span>La stagione chiusa ieri e&#8217; stata da record: gli spettatori paganti per le due tragedie in programma (Edipo a Colono e Medea) sono stati oltre 135 mila(+20%)&#8230;</span></p>
<p><span style="font-size: 7.5pt; color: black; font-family: Verdana; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;"><a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/cultura/news/2009-06-22_122362020.html">leggi l&#8217;articolo</a></span></p>
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		<title>Edipo a Colono</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2009 08:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è un misterioso atto generazionale, che attraversa i secoli, nell&#8217;Edipo a Colono, che è andato in scena questa sera al teatro greco di Siracusa, per il 45/o ciclo di spettacoli classici dell&#8217;Inda (Istituto nazionale dramma antico). L&#8217;autore della tragedia è Sofocle, che la scrisse quando già aveva compiuto i novant&#8217;anni, un&#8217;età incredibile per l&#8217;epoca. Racconta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">C&#8217;è un misterioso atto generazionale, che attraversa i secoli, nell&#8217;Edipo a Colono, che è andato in scena questa sera al teatro greco di Siracusa, per il 45/o ciclo di spettacoli classici dell&#8217;Inda (Istituto nazionale dramma antico). L&#8217;autore della tragedia è Sofocle, che la scrisse quando già aveva compiuto i novant&#8217;anni, un&#8217;età incredibile per l&#8217;epoca. Racconta di Edipo, che giunto agli ottant&#8217;anni, cieco e misero, cerca asilo nella ospitale Atene. E lo interpreta un grande Giorgio Albertazzi, che sfodera con allegria i suoi giovanili 85 anni compiuti. Giovane è invece il regista Daniele Salvo, allievo di Luca Ronconi, messosi in luce l&#8217;anno scorso con il Re Lear, interpretato da Ugo Pagliai; un regista che ha colto stasera una decisa affermazione. La sua regia ha infatti felicemente messo insieme la ricerca dei significati di un testo difficile ed enigmatico e la proposta di forti effetti spettacolari, compreso l&#8217;arrivo in palcoscenico del giovane eroe Teseo, in groppa ad un cavallo sfrenato. Edipo a Colono è sostanzialmente la prosecuzione di Edipo Re, dove il re di Tebe scopriva di aver ucciso, senza saperlo, il proprio padre Laio e di aver poi sposato, senza riconoscerla, la madre. Ma se questo &#8211; che è il primo giallo della storia della letteratura &#8211; è compatto e chiaro nel suo sviluppo, Edipo a Colono è invece oscuro e complesso. Vari sono i significati che perlopiù riguardano l&#8217;elogio della città di Atene, della sua civiltà e della sua ospitalità; e insieme il bilancio doloroso della vita (peraltro ricca e fortunata) di Sofocle: un bilancio che è pervaso di religiosità, e che è forse il primo esempio di analisi della vecchiaia, come un passaggio obbligato della vita, da accettare e da vivere serenamente. Lo spettacolo, molto applaudito dal pubblico del Teatro greco, ha al suo centro un grande Giorgio Albertazzi, che ha recitato con energia, senza un filo di retorica. Si sono segnalati nell&#8217;ambito di un foltissimo cast, Roberta Caronia, interprete di Antigone, Maurizio Donadoni, come Creonte. Molto apprezzata anche la scenografia ideata dal grande architetto internazionale Massimiliano Fuksas e sua moglie Doriana. Una gigantesca parete di piramide tronca, come una lama di coltello o di specchio, che riflette e lancia bagliori di luce sulla tragedia e sul suo evolversi; una soluzione scenica ideata sia per l&#8217;Edipo a Colono, sia per la Medea di Euripide che Elisabetta Pozzi recita a sere alterne sullo stesso palcoscenico fino al 21 giugno.</span></p>
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		<title>Medea</title>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2009 08:48:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Medea la straniera. Medea la donna tradita. Medea la moglie che si vendica uccidendo i suoi stessi figli, perchè il marito Giasone non abbia alcuna discendenza. La grande eroina di Euripide si è incarnata ancora una volta sul grande palcoscenico di pietra del Teatro Greco di Siracusa interpretata con grande ricchezza di toni e straordinario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Medea la straniera. Medea la donna tradita. Medea la moglie che si vendica uccidendo i suoi stessi figli, perchè il marito Giasone non abbia alcuna discendenza. La grande eroina di Euripide si è incarnata ancora una volta sul grande palcoscenico di pietra del Teatro Greco di Siracusa interpretata con grande ricchezza di toni e straordinario vigore da Elisabetta Pozzi, e ha inaugurato la 45/a stagione di spettacoli organizzati dall&#8217;Inda (Istituto nazionale del dramma antico), che durerà fino al 21 giugno, alternando sera dopo sera Medea ed Edipo a Colono con Giorgio Albertazzi. Regista della nuova edizione del capolavoro di Euripide è il polacco Krzysztof Zanussi, più noto come regista cinematografico, nonché famoso per il film su Papa Wojtyla. La sua regia è stata molto apprezzata dal grande pubblico di Siracusa per la chiarezza e la ricchezza degli spunti interpretativi. La regia, insieme alla interpretazione della Pozzi ha tenuto presente le molte sfaccettature del testo, che per la prima volta nel teatro greco utilizza come motore dell&#8217;azione la passione di una donna, una passione violenta e feroce che rende Medea una donna debole e forte allo stesso tempo: forte perchè padrona della sua vita, debole perché questo la rende sola in un misto di ira e di pietà. Altro elemento di spicco, apprezzato dal pubblico di Siracusa, è la scenografia, la prima realizzata da una star internazionale dell&#8217;architettura come Massimiliano Fuksas, che ha firmato qui insieme alla moglie Doriana un impianto scenico che verrà utilizzato per le due tragedie in cartellone. Si tratta di una monumentale lama di specchio, alta 15 o 20  metri, quasi un orizzonte opaco e riflettente, dove idealmente si specchia la coscienza degli spettatori. Belli anche i costumi firmati da Beatrice Bordone, che ha soprattutto nel coro ricostruito con grande fantasia gli abiti dell&#8217;antica Grecia. Ma su tutto spicca la prova degli attori, di tutti gli attori e soprattutto di Maurizio Donadoni nella parte del marito Giasone. Infine Elisabetta Pozzi, una delle migliori della sua generazione, aggiunge un nuovo successo alla sua bella carriera, in una parte che è da sempre come un esame di laurea per ogni grande attrice.</span></p>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 08:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Massimiliano Fuksas, grande star dell&#8217;architettura internazionale, e la moglie Doriana debuttano nella scenografia firmando l&#8217;allestimento unico delle due tragedie greche del 45/o Ciclo di spettacoli classici di Siracusa. L&#8217;Inda (Istituto nazionale del dramma antico) presenta sabato 9 Medea di Euripide, interpretata da Elisabetta Pozzi, con la regia del polacco Krystoff Zanussi; domenica sarà la volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Massimiliano Fuksas, grande star dell&#8217;architettura internazionale, e la<span> </span>moglie Doriana debuttano nella scenografia firmando<span> </span>l&#8217;allestimento unico delle due tragedie greche del 45/o Ciclo di spettacoli classici di Siracusa. L&#8217;Inda (Istituto nazionale del dramma antico) presenta sabato 9 Medea di Euripide, interpretata da Elisabetta Pozzi, con la regia del polacco Krystoff Zanussi; domenica sarà la volta di Edipo a Colono, con Giorgio Albertazzi, regia di Daniele di Salvo. Per Fuksas e la moglie, impegnati contemporaneamente inoltre una dozzina di grandi progetti in tutto il mondo, si tratta di una prima volta in assoluto in teatro, dopo aver progettato  aeroporti e centri congressi, terminal marittimi e musei, nonchè la  Fiera di Milano e il Centro Congressi di Roma. &#8220;Ho scoperto che fare lo scenografo è più difficile che fare l&#8217;architetto. Quando sono andato a vedere per la prima volta lo stupendo teatro greco di Siracusa, ho detto: &#8216;non ne faccio nulla, cos&#8217;altro potrei fare con un edificio così bello e cosi antico?&#8217;. Ma poi abbiamo riletto le tragedie greche che avevamo studiato al liceo e qualche idea ha preso a muoversi nella testa, cominciando dai termini di realtà e di finzione&#8221;. &#8220;Realtà &#8211; dice Massimiliano Fuksas &#8211; è quello che vediamo allo specchio o quello che si riflette? Non abbiamo voluto nè pensato mai di dirimere il dilemma. C&#8217;è sempre tempo per acquisire l&#8217;alchimia necessaria per comprendere le origini e il nucleo delle emozioni. Al di là dell&#8217;immagine, vero punto di partenza&#8221;. L&#8217;architetto precisa che l&#8217;elemento di riflessione e d&#8217;ispirazione per la scenografia è stato l&#8217;orizzonte. &#8220;Un orizzonte molto semplice &#8211; aggiunge &#8211; che parla della catarsi e di quello che era il paesaggio, il luogo, e l&#8217;azione, per la coscienza degli spettatori, non di oggi, ma di ieri&#8221;. Poiché il paesaggio e lo scenario sono mutati nel tempo, l&#8217;intento racchiuso in questa scenografia è la ricostruzione di un orizzonte perduto, inscenato da una &#8220;lama concava&#8221;, che specchia tutto ciò che accade intorno, che coinvolge il pubblico, che riflette e che invita a riflettere.&#8221; &#8221;Nonostante i loro mille impegni in vari continenti &#8211; ha raccontato il sovrintendente dell&#8217;Inda Fernando Balestra, in un incontro romano al quale ha partecipato anche il sindaco di Siracusa Roberto Visentin &#8211; il rapporto con Massimiliano e Doriana è stato straordinariamente semplice. Il loro intervento scenotecnico sull&#8217;antico palco del Teatro greco ha un che di miracoloso e affascinante.&#8221;</span></p>
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		<title>Teatro: a Siracusa duello d&#8217;attrici per Ecuba</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Apr 2006 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ansa]]></category>
		<category><![CDATA[La stagione]]></category>

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		<description><![CDATA[Sar&#224; anche un duello artistico fra due delle pi&#249; quotate attrici italiane il quarantaduesimo Ciclo di Spettacoli Classici di Siracusa. Elisabetta Pozzi sar&#224; Ecuba nel testo cos&#236; intitolato. Lucilla Morlacchi interpreter&#224; lo stesso personaggio nelle <i>Troiane</i>.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p >Sar&#224; anche un duello artistico fra due delle pi&#249; quotate attrici italiane il quarantaduesimo Ciclo di Spettacoli Classici di Siracusa. Elisabetta Pozzi sar&#224; Ecuba nel testo cos&#236; intitolato. Lucilla Morlacchi interpreter&#224; lo stesso personaggio nelle <i >Troiane</i>. [...]
<personname w:/>La Pozzi</personname /> &#232; unanimemente considerata una delle due o tre pi&#249; grandi interpreti della sua generazione (quella che lambisce i cinquanta anni).
<personname w:/>La Morlacchi</personname />, dopo 50 anni di carriera, aveva deciso di ritirarsi dalle scene qualche mese fa; ma poi &#232; giunto l&#8217;invito amichevolmente pressante del direttore artistico di Siracusa, Fernando Balestra.</p>
<p >Cos&#236; dall&#8217;11 maggio al 25 giugno, a sere alterne, si racconter&#224; ancora una volta la grande storia della fine della guerra di Troia e della durissima sorte delle donne troiane. Sar&#224; una nuova occasione per riempire di pubblico il grande catino di pietra, che ogni estate, nell&#8217;arco di 40 recite, accoglie centomila spettatori.</p>
<p >Un tuffo in quell&#8217;antichit&#224; (fisica e spirituale), dalla quale ci giunge un monito ancora attuale contro la guerra.</p>
<p >Massimo Castri, che ha gi&#224; affrontato Euripide pi&#249; volte [...] diriger&#224; Elisabetta Pozzi; mentre <i >Troiane</i> sar&#224; firmata da Mario Gas, regista spagnolo nuovo ai palcoscenici italiani, ma accreditato come direttore del Teatro di Madrid.</p>
<p >Presentando i due spettacoli, insieme ai registi e a molti degli interpreti, il sindaco di Siracusa, che &#232; anche Presidente dell&#8217;INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico) ha ricordato che la sua citt&#224; &#232; stata dichiarata di recente &#8220;Patrimonio dell&#8217;Umanit&#224;&#8221;. Un patrimonio che appartiene a tutti, all&#8217;Italia e al mondo, tutelato dall&#8217;Unesco. Un traguardo ambito e un onore, che catapulta la patria di Archimede nell&#8217;Olimpo delle citt&#224; simbolo della cultura, della storia, dell&#8217;architettura e dell&#8217;ambiente.</p>
<p >Particolarmente attesa &#232; la prova dell&#8217;accoppiata Pozzi-Castri (Sergio Romano sar&#224; Polimestore, i costumi sono di Maurizio Bal&#242;). Il regista ne ha parlato quasi con timore, fatto sorprendente per un veterano del palcoscenico come lui. &#8220;E&#8217; la prima volta a Siracusa &#8211; ha detto. Ho bisogno di capire, prima di tutto, lo straordinario rapporto fra lo spazio immenso del Teatro Greco e la comunicazione quasi intima che impone la tragedia <i >Ecuba</i>, che per me &#232; un &#8216;piccolo&#8217; testo quasi naturalistico&#8221;.</p>
<p ><i >Ecuba</i> si svolge quando la citt&#224; di Troia &#232; gi&#224; caduta. La regina, moglie del re Priamo e le altre donne di Ilio sono state ridotte in schiavit&#249; di Greci vincitori. Venti contrari impediscono, tuttavia, i ritorno in patria della flotta achea. Per assicurare il ritorno in patria, Achille pretende il sacrificio di Polissena, figlia di Ecuba. Pur essendo ancora all&#8217;oscuro dei fatti, Ecuba presagisce in sogno le sofferenze dei suoi figli, come racconta lei stessa uscendo dalla tenda di Agamennone; ed &#232; il Coro delle prigioniere troiane a confermare le sue sensazioni, annunciando alla regina il sacrificio di Polissena deliberato dai Greci.</p>
<p ><i >Troiane</i> racconta, invece, quel che &#232; accaduto immediatamente prima. [...] In scena non solo Ecuba, ma anche le principesse Elena (Giovanna Di Rauso), Andromaca (Angela Dematt&#232;) e Atena (Rossana Giordano).</p>
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